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 Oggetto del messaggio: Re: le prostitute cinesi-prima esperienza
MessaggioInviato: lun set 11, 2017 10:54 pm 
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Cliente tlema!Cmq 10 euli sono velamente pochi questo è dumping!

Cinesi costrette a prostituirsi per 10 euro: convalidato l'arresto, ma la maitresse torna in libertà

Cassino - Intanto in città si continua a parlare della scoperta di un altro appartamento a luci rosse in centro


Teneva in casa una giovane cinese costringendola a prostituirsi per dieci euro. Il giudice ha appena disposto per la maitresse, arrestata ieri in una casa hot di via Sferracavalli per sfruttamento della prostituzione, la convalida dell'arresto e il rigetto della misura cautelare. Dunque, torna libera. Dopo la richiesta di patteggiamento si è proceduto a giudizio immediato con una condanna a due anni.

Intanto continua a far parlare, in città, la scoperta di un'altra casa a luci rosse in centro. Prezzi bassi, 50 euro a prestazione, rispetto ai 100 accertati in altre realtà hot disseminate nel cuore urbano della terra di San Benedetto. Cinquanta euro che la maitresse incassava direttamente per poi "devolvere" dieci o quindi euro alla sua "vittima". Quando gli agenti del dottor Tocco sono entrati nella stanza del piacere hanno trovato, oltre a centinaia di profilattici e dieci telefonini utilizzati per i clienti, anche una macchinetta per evitare di incappare in banconote false.

Un appartamento insospettabile, dopo si poteva salire e scendere con tranquillità, immersi nella quotidianità urbana, e ricevere massaggi "speciali". Per tutti i gusti. L'appartamento di 90 metri quadrati è stato posto sotto sequestro mentre nel reggiseno della donna, nascosti nel push-up, sono stati trovati 750 euro. Per la polizia è una cifra media che può corrispondere a due giornate di lavoro. Tanti i clienti, cassinati e di fuori provincia, che frequentavano quel posto. Migliaia di euro, il guadagno mensile per la maitresse. Ecco perché la polizia continua le indagini.




Case del sesso: costrette a vendersi per dieci euro

 07 settembre 2017 12:30


Cinquanta euro per una prestazione sessuale a pagamento con una "massaggiatrice" cinese, a due passi dal centro di Cassino, in un condominio come tanti, dove si stendono panni e si scende con i bambini per andare a scuola. Facile "confondersi" tra la gente e bussare a una delle tante case del sesso urbane dove, al di là della porta, c'è un momento di svago a prezzi contenuti rispetto ad altri luoghi hot in città. Cinquanta euro per il cliente e poco più di dieci euro per chi quella prestazione doveva effettuarla. Schiave del sesso, senza permesso di soggiorno, assoldate per fare la ricchezza di una maitresse che poteva contare su uno "stipendio" mensile da imprenditore! Nascoste nel reggiseno della donna la polizia ha trovato 750 euro: per gli investigatori potrebbero rappresentare i proventi illeciti di un paio di giornate di lavoro. Dunque, quasi duemila euro a settimana e magari 7.000 al mese.

Bastava togliere l'affitto, le spese di casa e la misera paga per le squillo (che, per gli inquirenti, variano di settimana in settimana) e in tasca restavano parecchi soldoni.

L'operazione
Tutto questo fino a quando i poliziotti del Commissariato non hanno fiutato qualcosa e, nel tardo pomeriggio di martedì, a seguito di una segnalazione per spaccio di droga, gli uomini agli ordini del dottor Alessandro Tocco non sono entrati proprio in quella casa (in via Sferracavalli) per una perquisizione domiciliare. Ad aprire la porta agli agenti è stata una donna di nazionalità cinese di 36 anni ma è bastato compiere qualche passo all'interno di quell'ambiente, entrare in una stanza da letto e trovare, avvolta da luci soffuse, una connazionale in abiti succinti. E proprio in quell'alcova c'erano gli "arnesi del mestiere" come centinaia di profilattici, una decina di cellulari e una macchinetta per controllare che i soldi dei clienti non fossero falsi! Difficile avere dubbi sull'attività di meretricio che si svolgeva all'interno di quei novanta metri quadrati, trasformati in angolo di paradiso per uomini alla ricerca di "distrazioni". Un angolo del sesso simile agli altri, sparsi tra i palazzi-bene di Cassino, dove le ragazze arrivano per brevi periodi e, poi, vengono sostituite: un "ricambio" funzionale, magari, a non cristallizzare i sospetti su determinati volti (anche se le signorine escono poco) e ad allettare i clienti con continue novità.

La promessa del lavoro
È stata proprio la giovane trovata nella camera a luci rosse a confessare agli operatori di polizia di essere arrivata da Firenze soli quattro giorni fa, dopo aver risposto a un annuncio in cui si offriva lavoro a Cassino come massaggiatrice e di essere irregolare sul territorio nazionale. Forse, il suo stesso viaggio in Italia poteva nascondere la promessa di un lavoro sicuro, lontana - magari - da una vita di povertà. Un miraggio, probabilmente, diventato incubo, che ha assunto le fattezze della mercificazione del proprio corpo. Ad accoglierla a braccia aperte a Cassino è stata la connazionale che l'ha subito inquadrata: avrebbe dovuto offrire prestazioni anche sessuali ai clienti, chiedendo loro un compenso di 50 euro. Per lei sarebbero restate dieci o quindici euro per ogni incontro. E così per la "maitresse" sono scattate le manette per i reati di sfruttamento della prostituzione e impiego di lavoratori stranieri non in regola con il permesso di soggiorno; oggi la direttissima. Alla cittadina cinese, non in regola con il permesso di soggiorno, è stato invece notificato un ordine di allontanamento dal territorio nazionale.

Un puzzle da ricostruire
La casa è stata posta sotto sequestro dalla polizia che ora indaga su più fronti. Tante le tessere del puzzle acquisite durante le insistenti operazioni nelle case del sesso. A tenere unito il "disegno" sono gli affari, certe modalità di reclutamento, la clientela continua ed esigente. Che ora trema! Tanti i contorni da definire tra i giri del denaro e i livelli organizzativi.

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 Oggetto del messaggio: Re: le prostitute cinesi-prima esperienza
MessaggioInviato: mar set 12, 2017 6:26 am 
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TeNz ha scritto:
GeishaBalls ha scritto:
Mister_B ha scritto:
Praticamente questo thread parla solo di denunce verso prostitute cinesi XD


Eh, però c'è il nome della città con le "R" trasformate in "L". Io entro a vedere cosa si scrive per quel motivo, il resto sarebbe un po' ripetitivo e farebbe pensare ad una fissazione.


tipo te con il m5s? o peggio?


Che sagoma che sei, un vero satanasso

PS era un po' che non scrivevo qualcosa contro il M5S, corro subito

Nel frattempo a Blescia (Verona o Blindisi) avlanno chiuso un altlo centlo massaggi


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 Oggetto del messaggio: Re: le prostitute cinesi-prima esperienza
MessaggioInviato: mar set 12, 2017 1:00 pm 
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Quello sulla Merkel batte un po' la fiacca.
Ha protestato l'ambasciata ?


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 Oggetto del messaggio: Re: le prostitute cinesi-prima esperienza
MessaggioInviato: mer set 20, 2017 10:48 pm 
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Sfruttamento della prostituzione, denunciata la "maitresse" di un centro massaggi


L'indagine dei Carabinieri di Sassuolo ha permesso di incastrare una 36enne di origine cinese, che offriva prestazioni sessuali nel proprio negozio. Coinvolte altre due giovani connazionali


E' pensiero diffuso, quasi un luogo comune, credere che dietro ai tanti centri massaggi o centri benessere gestiti dai cittadini cinesi si nascondano in realtà attività di prostituzione. Purtroppo la realtà non si discosta molto da queste dicerie, come testmoniano puntualmente le operazioni delle forze dell'ordine che smascherano le attività "extra" di questi esercizi con una certa frequenza.

È accaduto anche nei giorni scorsi a Sassuolo, dove i Carabinieri hanno portato a termine l'indagine su uno dei centri massaggi cinesi di via Braida. I militari hanno effettivamente appurato che i clienti ottenevano vere e proprie prestazioni sessuali dietro uno specifico compenso, una maggiorazione di alcune decine di euro sul costo del trattamento "ufficiale".


A farne le spese è stata la titolar e gestrice del negozio, una donna cinese di 36 anni. La cittadina straniera è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione, dal momento che nei locali lavoravano anche due sue connazionali, appunto disponibili per la clientela. La stessa situazione, per altro, si era verificata già cinque anni fa, quando la Polizia Municipale intervenì in via Braida per denunciare due cinesi e sequestrare il centro.

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MessaggioInviato: gio set 21, 2017 11:28 pm 
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Salelno

Non solo massaggi, ma anche sesso. Naturalmente a pagamento. Doppia operazione dei carabinieri della Stazione di Mercatello contro il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. I militari hanno apposto i sigilli ad un centro massaggi in Via San Leonardo, gestito da persone di nazionalità cinese. All’interno lavoravano, secondo gli investigatori, avvenenti ragazze di origine orientale che avrebbero offerto ai clienti prestazioni di natura sessuale.

Un altro blitz è stato messo a segno all’interno di una casa d’appuntamento in Via Ostaglio. Solo qualche giorno fa un'altra operazione tra Pastena e Mercatello che ha costretto alla chiusura una casa a ‘luci rosse’. Intanto proseguono le indagini per risalire ai clienti che frequentavano le strutture. Pare che le indagini siano partite da segnalazioni fatte dai residenti del posto, infastiditi dall'andirivieni di gente

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 Oggetto del messaggio: Re: le prostitute cinesi-prima esperienza
MessaggioInviato: lun set 25, 2017 10:39 pm 
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Tutto è partito perché alcuni condomini, stanchi di sentirsi suonare il campanello di notte da clienti che avevano sbagliato appartamento, si erano rivolti ai carabinieri: «C’è un via vai di gente dalla casa delle donne cinesi». Sono partiti sopralluoghi e verifiche. Poi un carabiniere si era finto interessato all’incontro sessuale, smascherando il giro di prostituzione.



In tribunale a Novara è approdato il primo processo per una delle case a luci rosse sequestrate dai carabinieri fra il 2015 e il 2016 nell’ambito di un’indagine contro il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione cinese, che aveva portato alla chiusura di una dozzina di appartamenti e undici centri massaggi.
Imputata è Y.C., 52 anni, ufficialmente operaia tessile: per l’accusa, gestiva gli incontri a pagamento in un alloggio in via Sant’Adalgiso 7, dove erano ospitate almeno due connazionali. Lo stesso faceva a Bergamo e Legnano. In aula i condomini: «La sera del 12 giugno 2015 mi suonano il campanello alle 22,30. Dallo spioncino ho visto un uomo che poi si dirigeva in altro appartamento. Aveva sbagliato. E non era la prima volta che succedeva. Ecco perché mi sono rivolto al 112». Un altro abitante ha confermato: «C’era un via vai strano di cinesi, arrivavano col trolley».
Anche i clienti sono sfilati in tribunale: «Avevo risposto a un annuncio - ha detto un novarese - era il mio compleanno e volevo festeggiarlo ma la signora non mi piaceva e me ne sono andato». Il carabiniere finto cliente ha specificato che veniva chiesto 50 euro a incontro, ma veniva anche offerta la possibilità di stare con tutte e due le ragazze. L’imputata nega lo sfruttamento. Parlerà il 27 marzo.

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 Oggetto del messaggio: Re: le prostitute cinesi-prima esperienza
MessaggioInviato: mar set 26, 2017 11:36 pm 
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Insomma una lispalmiatlice viene deflaudata dei ploventi del dulo lavolo

Coi soldi dei clienti italiani la squillo cinese compra case per un milione di euro




Si è conclusa all’alba di oggi, martedì 26 settembre, la complessa e prolungata indagine condotta dalla stazione dei carabinieri di Palmanova, comandata dal luogotenente Antonio Tomaiuolo, finalizzata a contrastare il fenomeno della prostituzione nella città stellata, attuata all’interno del centro massaggi “Luna”, situato alle porte della città, fuori le mura.

Iniziata nell’aprile di quest’anno e condotta con i classici servizi di osservazione, controllo e pedinamento, coordinati dal maresciallo maggiore Vittorio La Notte, sia con più complesse attività tecniche, si è conclusa con l’esecuzione di misure cautelari in carcere disposte dal gip del tribunale di Udine, Andrea Comez, che recepiva integralmente tutte le risultanze raccolte dalla stazione di Palmanova, su proposta del pubblico ministero Giorgio Milillo, che ha coordinato le indagini.

A finire in carcere sono due cittadine cinesi, mentre altre sette, cinque cinesi e due italiani, sono state deferite in stato di libertà. Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione sono i capi d’accusa contestati a tutti.

Le cittadine cinesi arrestate si chiamano Cen Muzhi, 49enne, residente a Porpetto (Ud), dipendente e amministratrice di fatto del centro massaggi “Luna”, e Shi Xiaoyang, 32enne, residente a Udine, dipendente e collaboratrice del centro massaggi, le quali sfruttavano l’attività di prostituzione di una loro connazionale, partecipandone ai proventi e ricavandone un ingiusto profitto. Entrambe sono state associate alla casa circondariale di Trieste.

La medesima ordinanza di misura cautelare con obbligo di presentazione alla pg è stata notificata a due cittadini italiani, che con il loro comportamento, pur essendo a conoscenza dell’attività di prostituzione all’interno del centro massaggi “Luna”, hanno favorito, agevolandola l’attività stessa, accompagnando frequentemente le ragazze con la propria auto al locale e occupandosi delle varie incombenze giornaliere connesse all’attività, tra le quali, il cambio delle lenzuola, la fornitura di acqua potabile al centro, il controllo della posta e l’effettuazione di spese e manutenzioni varie. Si tratta di P.I., 82enne di Bagnaria Arsa (Ud) e di F.R., 52enne di Porpetto (Ud), convivente dell’arrestata Cen Muzhi.

Il provvedimento è stato anche notificato a diversi cittadini cinesi, denunciati in stato di libertà, in quanto a conoscenza dell’attività di prostituzione, la favorivano, occupandosi di incombenze varie all’interno del centro massaggi, partecipando inoltre ai proventi della prostituzione. Si tratta di Y.U., 40enne, dipendente occasionale del centro massaggi e residente a Monfalcone (Go), J.J., 57enne, residente a Monfalcone (Go), pregiudicato per reati contro il patrimonio e Z.Y., 47enne, domiciliato a San Giovanni al Natisone (Ud).

Oltre a loro sono stati deferiti in stato di libertà anche i cittadini cinesi co-titolari del centro massaggi “Luna”, ritenuti responsabili di tollerare e favorire l’attività di prostituzione delle cinesi arrestate. Si tratta di C.J, 30enne, residente a Venezia, di fatto irreperibile, già indagato per gli stessi reato e X.S., 43enne, residente a Palmanova (Ud).

Il centro massaggi “Luna” è stato sottoposto a sequestro preventivo, mentre a carico degli indagati sono state effettuate delle perquisizioni personali e domiciliari.

Queste ultime hanno permesso di sequestrare 11.000 euro in contanti, due carte di credito della Bank of China, il contratto di compravendita di una casa in Cina per un valore di 250.000 Euro, sette telefoni cellulari, un notebook e documentazione contabile idonea a ricostruire il giro di affari del centro massaggi nell’ultimo biennio. A questo A questo primo contratto di compravendita se ne sono poi aggiunti altri: la cinese insomma, da inizio attività a Palmanova, era riusciuta a mettere da parte un milione di euro poi investiti in Cina in case e immobili.

Le prestazioni sessuali avevano un costo per i clienti che variava dai 50 ai 100 Euro, a seconda del servizio richiesto e che in certi casi arrivava anche al rapporto completo. Si stima che l’incasso giornaliero si attesti sui 400 euro.

La fase conclusiva e l’odierna esecuzione delle misure cautelari è stata portata a termine con la collaborazione del Norm della compagnia di Palmanova, comandato dal maresciallo maggiore Alessandro Maggio, con l’aiuto dei militari delle stazioni di Pavia di Udine, Villa Vicentina, Torviscosa e San Giovanni al Natisone.

Ulteriori particolari sono stati forniti durante la conferenza stampa, tenuta dal comandante della compagnia carabinieri di Palmanova, capitano Stefano Bortone, il quale ha precisato che dal 2013 l’attività criminale ha fruttato la bellezza di un milione di euro che sono serviti per l’acquisto di 5 case in Cina e di altri immobili.

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 Oggetto del messaggio: Re: le prostitute cinesi-prima esperienza
MessaggioInviato: ven set 29, 2017 12:39 am 
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Via Galigliano (ma le unità cinofile a cosa selvono colle battone?)


Il giro della prostituzione cinese sembra sempre più vasto a Cassino. E quando i poliziotti bussano a una casa hot trovano "regolarmente" signorine clandestine! Ieri l'ultima conferma. Con una sorpresa: una telecamera capace di registrare i clienti in arrivo. Gli uomini del commissariato si sono diretti in via Garigliano perché i residenti avevano denunciato la presenza insistente di signori che bussavano a un determinato appartamento. Capitava pure di passare e di gettare un occhio all'interno proprio mentre quella porta veniva aperta, come pure dal balcone spalancato spiccava un lampadario con una luce rossa soffusa: ecco allora che, "incrociando i dati", gli stessi condomini avevano facilmente ipotizzato che tutti quegli uomini cercassero sesso a pagamento. Così come accade, senza problemi di sorta, in decine di altre case disseminate nel centro, molte già "chiuse" dalle forze dell'ordine.

Alle 12 il blitz

Tre le donne segnalate dalla gente ma solo una si trovava all'interno al momento del blitz della polizia insieme alle unità cinofile. L'ambiente era "caldo" e c'erano preservativi sparsi ovunque. La ragazza trovata tra quelle quattro mura poco domestiche era clandestina, come lo era l'ultima giovane pizzicata in via Sferacavalli in una "stanza dell'amore", contattata e "gestita" da una maitresse (pure lei irregolare), poi arrestata. E anche per la cinese controllata ieri è scattato l'ordine di espulsione dal territorio nazionale.

La sorpresa

Ma la vera scoperta è stata un'altra. Gli agenti hanno setacciato il balcone dell'appartamento e hanno scovato una telecamera capace di registrare i clienti in arrivo all'esterno, eventuali persone che stazionavano sul marciapiedi ma pure la presenza di forze dell'ordine. Materiale prezioso, ora sequestrato, che potrà aiutare a ricostruire il "giro" intorno alla casa hot.

Il doppio filone d'indagine

A questo punto si aprono due filoni su cui indagare. Il primo potrebbe essere legato alle clandestine orientali. L'idea, già palesata con l'ultima operazione di polizia, è quella che alle spalle di queste case a luci rosse "made in Cina" ci siano organizzazioni capaci di far arrivare le donne clandestinamente in Italia, promettendo lavoro e stabilità economica, per poi ridurle in semi-schiavitù o, comunque, per gestirle all'interno di una piramide organizzativa.
È un po' la storia della ragazza di via Sferracavalli, arrivata a Cassino con la lusinga di un lavoro come massaggiatrice e ritrovatasi a prostituirsi chiedendo ai clienti 50 euro e intascandone solo 10-15 per sé. L'altro è relativo alle indagini sul firmatario del contratto d'affitto. Anche in questo caso pare che si tratti di un soggetto terzo, proprio come accaduto in via Sferracavalli dove la firma in calce era di un cinese e non apparteneva alle due "inquiline" ufficiali, facendo immaginare un ruolo nella gestione della casa. La polizia starebbe scavando sui contratti di locazione, anche per appurare se i due nomi coincidano ma, soprattutto, per capire che cosa si nasconda dietro alle locazioni. In più, sarà inevitabile comprendere anche il ruolo del proprietario per capire quali potevano essere i prezzi dell'affitto applicati e, dunque, se era a conoscenza o meno di quello che accadeva all'interno.
Lo stesso si è fatto con altri appartamenti hot in città dove a prostituirsi erano sudamericane, trans o italiane.

Gli annunci web

E se i condomini tirano un sospiro di sollievo, sono i clienti a tremare, anche e soprattutto per quelle immagini impresse sulla pellicola! Anche perché l'offerta è vasta: basta girare sui siti dedicati e trovare facilmente inviti piccanti da parte di orientali che indicano come luoghi di appuntamento proprio quella zona, facile da raggiungere e di passaggio.

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I Carabinieri della Compagnia di Matera, hanno notificato a carico di quattro persone, tutte di origine cinesi, un avviso di conclusione indagini per i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, emesso dalla Procura della Repubblica di Matera, diretta dal Procuratore dott. Pietro Argentino.

L’indagine ha avuto inizio quando i carabinieri hanno accertato un insolito via vai di persone nei pressi di un locale adibito a centro massaggi, ubicato in una delle principali vie di Matera. Nella circostanza sono stati predisposti specifici servizi di osservazione, che hanno permesso di verificare che, in orari abbastanza insoliti, vi era consistente numero di persone che frequentavano il posto. Nel mese di marzo 2017, in considerazione degli elementi di prova raccolti e ed alla luce di diverse testimonianze, i militari decidevano di accedere all’ interno del centro, dove sorprendevano due ragazze di origine cinese nel prostituirsi. Le attività investigative svolte hanno fornito all’ Autorità Giudiziaria i necessari elementi che hanno portato all’ emissione del provvedimento di conclusione delle indagini preliminari a carico di quattro persone, tutte cinesi.

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Scusa Dostum, ancora non ti rompi le balle a cantartela e suonartela da solo su 'sto thread?
Che poi non comprenda io questo tuo insistere è un altro discorso.


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MessaggioInviato: lun ott 02, 2017 7:17 pm 
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Secondo me è un codice da spia del gruppo Bilderberg,
come quelli che scrivevano sui muri Dio c'è per marcare i posti dove si trovava l'eroina
o quello che scrive Baal culo e Lucifero puttana alle fermate dei mezzi.

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Forlì, 4 ottobre 2017 - Lotta alla prostituzione. Scoperta una casa d'appuntamenti in pieno centro città. Il blitz della squadra mobile di Forlì di ieri pomeriggio ha portato all'arresto della 'maitresse', una cinese di 44, per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

La donna è stata colta in flagranza di reato mentre una connazionale stava intrattenendo un cliente. Sequestrati anche 4.600 euro frutto dell'attività illecita. La 44enne, residente a Ferrara, aveva preso in affitto, con la collaborazione di un 42enne, sempre cinese, l'appartamento a Forlì e gestiva l'attività promozionale su siti internet e pubblicazioni specializzate, oltre a utilizzare utenze telefoniche per concordare prestazioni e pagamenti di una clientela che dal ferrarese e dalla Romagna si spostava poi a Forlì.

Altre due prostitute cinesi, di 41 e 43 anni, sono state indagate per soggiorno illegale sul territorio italiano. Il cittadino cinese, residente nel bolognese, è stato segnalato per le medesime ipotesi di reato in concorso con la maitresse. Si tratta del secondo caso nel giro di un paio di settimane

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Pescala (cmq il fatto di mettere diversi cartelli che annunciano il sequestro è positivo,se non si vedono uno continua a suonare a vuoto!)

PESCARA. La Squadra Mobile ha denunciato tre cittadine cinesi accusate di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e ha sequestrato cinque centri massaggi in cui in realtà si praticava la prostituzione.

Decine di clienti sono stati ascoltati come testimoni.

Ricostruito un giro d’affari di almeno 50.000 euro al mese.



Come copertura usavano dei centri massaggi dove in realtà venivano praticate prestazioni sessuali a pagamento. Per trovare i clienti pubblicavano annunci on line o sui giornali locali, usando immagini di avvenenti ragazze seminude che offrivano “massaggi”.

E’ il giro di sfruttamento della prostituzione scoperto dalla Squadra Mobile di Pescara al termine di un’indagine durata sei mesi.

Il gip del Tribunale di Pescara, Elio Bongrazio, su richiesta del Pubblico Ministero che ha diretto le indagini, Paolo Pompa, ha emesso un decreto di sequestro preventivo di cinque centri massaggi (due a Pescara, due a Montesilvano e uno a Città Sant’Angelo).

Un’indagine fatta di appostamenti, intercettazioni telefoniche e testimonianze dei numerosi clienti che frequentavano i centri, che ha evidenziato ancora una volta come il mercato del sesso “low cost” sia in mano ai cinesi.

Erano le tre donne denunciate a tenere i contatti con i clienti e a gestire i ricchi incassi delle prostitute che giorno e notte lavoravano nei centri.
Due delle tre ragazze denunciate, oltre a tenere i contatti con i clienti e a gestire gli incassi, si prostituivano.

Le tariffe delle prestazioni oscillavano tra le 40 e 50 euro.

Il giro d'affari di ogni centro massaggi era di 10mila euro al mese. Tutti e 5 i centri erano aperti da almeno un paio di anni.

L'indagine ha preso il via da una precedente attivita', che aveva portato al sequestro di un centro.

In particolare, e' stata accertata all'interno dei centri la presenza di sei ragazze, anche se gli investigatori ritengono che il numero sia piu' elevato poiche' c'era una continua attivita' di ricambio delle ragazze, cosi' da creare sempre nuova offerta.


Le giovani, che non parlano italiano, avevano un regolare contratto di lavoro da massaggiatrici e lavoravano in condizioni igieniche precarie.


Dalle indagini, e' emerso che i centri venivano gestiti in maniera imprenditoriale e, spesso, c'era il ricambio anche nella compagine societaria. I titolari probabilmente sono dei prestanome e, quindi, gli investigatori dovranno appurare qual e' la regia che c'e' dietro e dove andavano a finire gli incassi.

Da verificare anche l'eventuale esistenza di un'organizzazione piu' grande e se ci sia un legame tra i centri. Questi aspetti saranno valutati e approfonditi nella seconda parte dell'indagine. Durante le perquisizioni, infine, sono stati trovati altri elementi su cui lavorare.

I dettagli sono stati forniti in conferenza stampa dal dirigente della squadra mobile,
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Il massaggio non lifiutale se non vuoi chiudele

Si saranno pentite di averle chiuso la porta in faccia. Una milanese di circa cinquant'anni voleva solo rilassarsi e riprendersi dal mal di schiena. Si è fermata davanti alla vetrina di un centro massaggi di via Cermenate (in zona 5), ha consultato il listino esposto in vetrina ed è entrata per prenotare un trattamento terapeutico. La titolare del negozio, una cittadina cinese, le ha negato il massaggio e l'ha allontanata in malo modo e piuttosto frettolosamente, un atteggiamento che ha ovviamente insospettito la donna e l'ha convinta a segnalare l'episodio alla polizia locale. Gli agenti del Nucleo Antiabusivismo si sono appostati per circa un mese davanti al centro di via Cermenate, hanno osservato i movimenti dentro e fuori dal centro e non ci hanno messo molto a intuire che si trattava di uno schermo, come spesso accade nel caso di spa e centri estetici orientali in periferia.

Lo scorso 11 ottobre intorno alle 22.30 sono intervenuti con un blitz, d'accordo con la Procura della Repubblica di Milano. Dietro alle vetrine si nascondeva un vero e proprio centro di prostituzione, era possibile concordare ogni tipo di prestazione sessuale sia prenotando al telefono che tramite internet.

I vigili hanno sorpreso all'interno del centro due ragazze in abiti succinti sedute sui lettini in attesa di possibili clienti, una terza giovane all'interno di un piccolo vano stava offrendo una prestazione sessuale a un cliente, un cittadino italiano. Gli agenti hanno poi trovato e sequestrato decine di profilattici nascosti in una vasca da bagno e dentro ai termosifoni (nella foto) e anche denaro che clienti identificati sul posto avevano pagato alla titolare del centro massaggi in cambio delle prestazioni. La polizia locale ha riferito quindi che la donna, che è stata indicata dai clienti come l'organizzatrice delle attività illecite, è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione in violazione della legge Merlin. Era lei, hanno spiegato, a gestire l'attività delle ragazze e a ricevere materialmente il pagamento dai clienti prima che si ritirassero con le finte massaggiatrici. Le giovani peraltro lavoravano nel centro in nero, senza un regolare contratto di lavoro che mascherasse almeno formalmente l'attività, e presentata ai vigili come massaggiatrici non sono state in grado di presentare un diploma o un'altra qualifica idonea alla pratica dei massaggi.

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 Oggetto del messaggio: Re: le prostitute cinesi-prima esperienza
MessaggioInviato: mar ott 24, 2017 2:14 am 
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Reclutamento delle prostitute e marketing del sesso: i centri massaggi hot made in Cina



sexy ending dietro i centri massaggi cinesi. Una sorta di marchio di fabbrica che a Roma ha trovato diversi riscontri. Tanti i centri individuati, segnalati e chiusi dalla polizia Locale. Un'impronta talmente forte che gli uomini della Sicurezza Pubblica Emergenziale, coordinati dal vice Comandante del corpo Lorenzo Botta, hanno deciso di seguire il conduttore. Così, attraverso indagini tecniche delegate dalla Procura di Roma, si è riusciti a delineare i primi dettagli di quella che sembra essere una vera e propria cupola cinese dedita alla prostituzione.

Oggi, tra Bologna e Roma, sono state portate a termine delle perquisizioni. In particolare i caschi bianchi, hanno fatto irruzione nella sede di una societá di Bologna che si occupava di curare il marketing dell'attività di prostituzione. Ricevendo infatti lauti compensi mensili dai singoli centri massaggi, la società si occupava di inserire annunci su siti di incontri e per adulti. Ma non solo. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini la stessa società si occupava direttamente del "reclutamento" nella Repubblica Popolare Cinese, di giovani ragazze da avviare all'esercizio della professione e del loro successivo "smistamento" nei centri massaggi sparsi sul territorio nazionale.

Nel corso delle operazioni, sono stati sequestrati documenti, archivi telematici carte di credito e postepay, che ora farebbero tremare l'intero mondo delle case chiuse orientali. A carico del responsabile del settore "marketing e reclutamento" del sodalizio criminale orientale, un 46enne, anche il sequestro di 19.000 euro in denaro contante.


L'uomo è stato deferito all'autorità giudiziaria, mentre gli agenti sono al lavoro per investigare sull'enorme mole di dati acquisita, considerata fondamentale nel ricostruire la "rete" dell' organizzazione, sull'intero territorio nazionale.
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