[O.T.] Storie di migranti

Scatta il fluido erotico...

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Gargarozzo
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[O.T.] Storie di migranti

#1 Messaggio da Gargarozzo »

Con molta cautela e dopo qualche ripensamento condividerò qua alcuni stralci che un amico già condivide sulla propria pagina pubblica di un noto social:
"Ci fu un alterco nel nostro dormitorio una notte. Uno dei tanti. Ma questo era particolare perché riguardava il ritorno in Patria. Un marocchino non di primo pelo affermava che il nostro ritorno avrebbe pregiudicato l'integrità di casa nostra. "Se davvero pensate di poter di nuovo vivere come prima siete pazzi... Dopo aver avvelenato i vostri corpi con l'alcol, le sigarette, dopo aver fornicato con le loro donne, indossato le mutande ed i pantaloni da loro inventati... E non solo, persino accettando le loro costrizioni ce li siamo messi dentro le nostre teste... Quanti di voi hanno imparato a scrivere ed a leggere? Ed é per voi un vanto allorché i vostri genitori ed avi sono vissuti per millenni usando i oro propri metodi. Metodi che molti di voi oggi ritengono "primitivi"... Tutti noi abbiamo imparato ad uccidere... e credetemi, la morte non vi lascia mai. Il fango della civiltà bianca ci ha completamente pervasi; non abbiamo più abitudini nostre, esse legati alle nostre culture, anch'essi legati alle nostre terre da cui fummo portati via. È una scimmia addomesticata che torna dai propri simili. I primi a cacciarlo via sono i suoi simili. Perché la scimmia che é stata addomesticata non é più la stessa. Non tornerà mai la stessa. Le scimmie lo comprendono, sanno istintivamente ciò che li distruggerebbe in poco o maggior tempo. Sono consapevoli che la scimmia addomesticata in un modo o nell'altro addomesticherà le altre. E se sono sopravvissute le scimmie per tutti questi secoli, é grazie alla loro libertà, alla loro struttura, alle loro abitudini. Ma noi siamo come le scimmie... Solo che siamo meno intelligenti di esse; poiché convinti di essere più intelligenti. Di non incombere nell'evidenza della contaminazione." L'uomo fu interrotto da una voce che disse " Scimmia tu!". Ma il suo racconto era logico, e pertanto terrificante, e pochi risero. L'uomo riprese a parlare: "La cosa migliore che possiamo fare é morire qui... Oramai, siamo come un braccio amputato. Il resto del corpo vive malgrado l'handicap. Non si può riattaccare il braccio amputato. Dobbiamo rinunciare alle nostre vite se vogliamo che loro, coloro che sono rimasti, possano continuare ad essere per sempre ciò che sono sempre stati."

Estratto "Sotto l'ombra del baobab" in scrittura Judicael Ouango

Buongiorno amici
Amicus Plato,
sed magis amica veritas.

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