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 Oggetto del messaggio: CHEERLEADERS (2008,Digital Playground)
MessaggioInviato: mer dic 16, 2009 8:39 pm 
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CHEERLEADERS
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Produzione: Digital Playground
Anno: 2008
Prodotto: dicembre 2007
Uscita: aprile 2008
Durata: 157’
Genere: film con trama, comedy
Regia: Robby D.
Cast: Jesse Jane, Stoya, Brianna Love, Memphis Monroe, Alexis Texas, Shay Jordan, Adrianna Lynn, Shawna Lenee, Pryia Rai, Sophia Santi, Lexxi Tyler, Manuel Ferrara, Johnny Sins, James Deen, Tommy Gunn
Trailer: http://www.digitalplayground.com/trailer.php?movid=198&pass=1&hd=&br=

[Screenshots aggiunti da Len: 10 gennaio 2010]
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"Cheerleading" è il termine che indica uno sport [1][2][3][4] che combina coreografie composte da elementi di ginnastica, danza e stunt, per concorrere a gare specifiche o eventualmente per incoraggiare sul campo di gioco le squadre durante competizioni sportive e partite .

L'atleta che pratica il cheerleading a livello agonistico è detto cheerleader. l'atleta che esegue coreografie prima, durante e dopo partite di altre squadre è detto dance breakets.
Con oltre 1 milione e mezzo di partecipanti (esclusi i milioni di atleti delle scuole e dei college), il cheerleading è secondo la rivista Newsweek, uno degli sport più praticati negli Stati Uniti.
Le prime manifestazioni di cheerleading cominciarono ad apparire spontaneamente negli Stati Uniti, negli ultimi periodi del 1880, quando durante alcune partite il pubblico cantava insieme per incitare le proprie squadre. Il primo caso di cui si hanno notizie risale al 1894 alla Princeton University.[6]

Il 2 novembre 1898 viene segnalato come giorno della nascita del cheerleading organizzato, quando cioè lo studente Johnny Campbell diresse il tifo del pubblico. Poco dopo l'università del Minnesota organizzò una squadra di sei studenti maschi, che continuarono ad usare i cori di Campbell. Nel 1903 nacque la prima organizzazione di cheerleading "Gamma Sigma".[7]

Il "Cheerleading" quindi nacque come attività prettamente maschile, ma dal 1923 nelle squadre di cheerleading cominciarono ad entrare anche le donne. Al giorno d'oggi si è calcolato che il 97% dei cheerleaders siano di sesso femminile.[8]
Nel 1948 nacque la National Cheerleaders Association (NCA), mentre dagli anni sessanta la National Football League (NFL) cominciò ad organizzare squadre di cheerleading, supporter "ufficiali" dei vari team. I Baltimore Colts (attualmente Indianapolis Colts) fu la prima squadra dell'NFL ad avere una propria squadra di cheerleaders.[9]

Da metà degli anni settanta l'immagine delle cheerleaders (già in quegli anni diventate quasi esclusivamente donne) cambiò radicalmente, seguendo l'esempio lanciato dalla squadra di supporto dei Dallas Cowboys. Negli anni ottanta le uniformi delle cheerleaders divennero estremamente più succinte ed alle coreografie, sempre più elaborate, si aggiunsero passi di ginnastica e acrobazie da stuntman.
(fonte wikipedia; http://it.wikipedia.org/wiki/Cheerleading)



Qualche piccolo e sommario cenno storiografico per dire che le cheerleaders rappresentano, da almeno 30/40 anni, un topos di rilievo assoluto nell’immaginario erotico dell’americano medio. E, per induzione culturale di massa, anche in quella parte di mondo che ne è, spesso, una diretta emanazione o conseguenza.

L’industria dell’intrattenimento in tutte le sue forme - musical, canzoni, film (ad es. “Ragazze nel pallone” e “American Beauty” rispettivamente idealizzate da Kirsten Dunst e Mena Suvari), spot, serial televisivi - ne ha tramandato la mitologia di ancelle dei più grandi eventi sportivi, compagne ideali degli atleti di cui ingentiliscono le rudi gesta grazie alla loro esemplare bellezza abbinata ad una coreografata e quanto mai ammiccante euforia, simulacri estetici della “meglio gioventù” americana, quella più rampante ed anabolizzata.

Ma anche simbolo di coraggio, spregiudicatezza e mentalità vincente, testimoniati dal fatto che un numero impressionante di cheerleaders hanno poi fatto carriera - e che carriera! - nel mondo dello spettacolo con la S maiuscola: da Madonna a Meryl Streep, da Faye Dunaway a Kirsten Dunst, da Eva Longoria a Sandra Bullock, da Christina Aguilera a Britney Spears, da Vivica A. Fox a Lauryn Hill, e si contano persino due futuri inquilini della Casa Bianca, Ronald Reagan e George W. Bush, nella più misconosciuta divisione maschile.

A quanto sopra vale però la pena di aggiungere un’altra considerazione: la straordinaria popolarità di questa vera e propria icona americana del ventesimo secolo - odiata dalle femministe, invidiata e agognata dalle aspiranti al titolo e ferocemente desiderata dall’altro sesso - non è dovuta soltanto al binomio fra ideale estetico e ideale sportivo o alle opportunità di carriera dettate dalla sovra-esposizione mediatica che le circonda, ma anche al suo essere intimamente legata ai “glory days” del college, come tempo e luogo della giovinezza più selvaggia e spensierata, in cui i sogni bagnati (e “mostruosamente proibiti”) di ogni adolescente sembrano avverarsi e tutto può succedere, anche le più assurde leggende metropolitane e gli exploit sessuali più improbabili ed iperbolici.

Il che, datosi che l’abbiamo tirata già abbastanza per le lunghe, ci riporta direttamente nel merito della nostra Re-censione: chi, infatti, meglio del cinema porno può suggellare la celebrazione di questo immaginario sessuale, spingendosi, anzi, aldilà di tutti i limiti che il comune senso del pudore e la censura impongono alle altre forme d’intrattenimento?
Quasi impossibile, difatti, censire la miriade di scene a tripla x che vedono protagonista una (o più d’una) studentessa-cheerleader scatenata in camera da letto (o negli spogliatoi, o sotto le docce) come sul campo da gioco (contando solo quelli con la parola “cheerleader” nel titolo Iafd ne segnala almeno 114). Anche se per tutti vale la pena citare l’archetipico e spassosissimo “Debbie Does Dallas” diretto da Gerard Damiano nell’ormai lontano 1978. Un concept basato su una squadra di cheerleaders, capitanate dall’eponima Debbie, le cui spericolate esibizioni carnali svelano, in chiave di commedia burlesca, i vizi privati e le perversioni inconfessabili di un’immaginaria cittadina di provincia nel sud degli Stati Uniti.

Ultimogenito ed erede non indegno del film di Damiano (da cui riprende anche il prologo con le cheerleader che sciamano nello spogliatoio dopo l’allenamento), questo “Cheerleaders” diretto da Robby D., che apre una nuova serie a tema targata Digital Playground, spicca soprattutto per il superbo cast maschile (Manuel Ferrara, Johnny Sins, James Deen, Tommy Gunn, praticamente il meglio di quanto emerso negli ultimi cinque-dieci anni) e femminile (Jesse Jane, Brianna Love, Alexis Texas, Memphis Monroe, Stoya, solo per citare le maggiori, ma in pratica non ce n’è una, neanche in ruoli di contorno, che sia meno che notevole) e per un’idea di regia semplice ma piuttosto ispirata nel dare forma ad un film corale divertente e riuscito sotto tutti i punti di vista.

157 minuti divisi in sei episodi – di ragionevole durata (20/25 minuti circa), sbozzati con una certa efficacia, senza eccedenze, né tempi morti - che scorrono velocemente attestandosi su un livello medio piuttosto alto e tenendo viva l’attenzione (e l’erezione) dello spettatore fino al gran finale. L’umorismo e l’erotismo sono quelli, espliciti, demenziali e senza grandi pretese, dei tipici college-movie porcelloni all’americana. Robby D., dal canto suo, non corre il rischio di prendersi troppo sul serio azzeccando un ritmo brioso e un tono leggero da commedia sexy e coniugandoli sul piano visivo (colori vivaci e saturi, luci morbide, patinate, uso insistito del flou e del controluce che fa molto anni ottanta) in un impianto stilizzato da fumetto pop (anzi “pop-porno” come direbbe Il Genio). Le inquadrature sono classiche (prevalenza di piano medio alternato a primissimi piani e dettagli) ed eleganti, i tagli efficaci, il montaggio calibrato ed esauriente. I dialoghi rimbalzano abbastanza scemi e scoppiettanti, come si conviene. Gli interpreti: terribilmente sexy ed affiatati, esuberanti senza scadere nel cattivo gusto.

Per chi fosse interessato, uno sguardo trama con breve descrizione/valutazione scena per scena:
Cinguettando amenità fra loro le cheerleaders rientrano nello spogliatoio alla fine un allenamento. Già mezze nude, raccolte in circolo attorno ai rispettivi armadietti, fanno il gioco della verità (“truth or dare”). È Memphis (Monroe) a cominciare sfidando Jesse (Jane), che sceglie di dire la veritè All’esplicita domanda della prima - “è vero o no, che ti sei scopata il mio ragazzo?” - la seconda racconta la sua versione dell’accaduto con relativo flashback:

Scena 1 (Manuel Ferrara, Jesse Jane)
Manuel, quarterback della squadra di football, giunge in anticipo all’appunto con Memphis e trova in casa la sola Jesse che in poche mosse seduce lo sportivo. I due se la spassano per una ventina abbondante di minuti sull’ampio sofà del salotto. Memphis, rincasata di soppiatto, fa appena in tempo ad assistere al fugace cumshot del suo ragazzo che centra in pieno la bocca dell’infida Jesse (che assapora ma non ingoia) inginocchiata sul pavimento di fronte a lui. Scena più che discreta con una Jesse sessualmente elettrica ed acrobatica che assale e sopraffa il resistente Manuel (più misurato del solito) mantenendo costantemente l’iniziativa e guidandolo in una serie di posizioni classiche ma molto efficaci (di lato e reverse cowgirl soprattutto). La performance risulta, a tratti, un po’ troppo meccanica e sopra le righe ma la bravura degli interpreti sopperisce a tali imperfezioni. Jesse non concede le derrière ma si produce in voraci deepthroath e in una deliziosa sega coi piedi.
Fine del flash-back. L’azione è di nuovo negli spogliatoi dove prosegue il battibecco tra Memphis e Jesse. Quest’ultima, in cerca di rivalsa, accusa l’altra di aver girato un video porno. Memphis nega con sdegno. Ma Jesse ha dalla sua prove inoppugnabili: estrae un portatile dall’armadietto e dalla homepage di un sito hard vediamo le immagini del video incriminato.

Scena 2 (Memphis Monroe, Erik Everhard, Mick Blue)
Il monitor di una telecamera digitale incornicia Memphis in una stanza bianca e spoglia sdraiata al centro del letto fra due uomini (anche loro atleti, come si evince dalla divisa sportiva e dai numeri di maglia) che le stanno baciando i seni colossali. Stanno girando un video per immortalare la loro impresa. La scena è godibile anche se un po’ statica e tradizionale: dopo gradevolissimi i preliminari (pompini, cunnilingus e spagnola) il threesome s’incentra soprattutto sulla simultaneità dell’accoppiamento bocca-fica (niente anal, nè doppia penetrazione). Memphis ha grande presenza (e prestanza) scenica ma scarsa mobilità e un atteggiamento fin troppo compassato, i due maschietti le fanno da spalla: discreti ed efficienti. Bello il doppio facial in chiusura. Forse l’episodio un po’ più debole dei sei. Comunque più che sufficiente.
Alla fine del video, tornati al presente, Jesse si congratula con Memphis e le due tornano amiche. La palla passa così a Priya Rai che sfida Lexxi Tyler a succhiare le tette di Sophia Santi per 15 secondi. Altro giro altra sfida: Lexxi interroga Adrianna Lynn che sceglie di dire la veritè La domanda è: “è vero che ti sei scopata la nuova matricola (Shawna Lenee)?”. Adrianna, un po’ seccata, dà voce al successivo flashback.

Scena 3 (Adrianna Lynn, Shwana Lenee, Johnny Sins)
Adrianna, a letto con Johnny di primo mattino, viene svegliata da un insistente bussare alla porta. È Shawna una matricola entusiasta e un po’ invadente. La ragazza, particolarmente servizievole e desiderosa d’ingraziarsi la prestigiosa cheerleader, la riempie di complimenti e cortesie. Quando la ragazza le confessa che non è mai stata con un ragazzo in vita sua, ad Adrianna viene un’idea e l’ accompagna in camera sua, dove Johnny ancora sonnecchia ignaro di tutto. Dando il via ad un singolare threesome in cui Sins, che si conferma “gentleman Johnny”, incarna il ruolo, sostanzialmente passivo (in balia delle due per quasi tre quarti di scena), dell’oggetto del desiderio delle ragazze che non si fanno scrupolo di succhiarlo, baciarlo e cavalcarlo in tutti i modi. Un’impostazione piuttosto originale, rara nel porno degli ultimi anni. Agli antipodi di quella più abusata col maschio aggressivo e iperattivo e la donna come preda sessuale. C’è una bella atmosfera, molto calda, distesa, confidenziale, che tocca l’apice quando Johnny, supino, fa godere con la bocca Shawna mentre Adrianna lo monta come una vera amazzone. Ottime le due interpreti femminili perfette nei rispettivi ruoli (soprattutto la finta verginella Shawna), stoico e granitico Sins.
Il gioco continua. Terminato il racconto Adrianna interroga Shay (Jordan) su alcune voci che riguardano lei e l’allenatore della squadra di football, coach Kaplan (Tommy Gunn). Shay sceglie di dire la veritè E ci fa vedere com’è andata.

Scena 4 (Shay Jordan, Alexis Texas, Camryn Kiss, Tommy Gunn, James Deen, Johnny Sins)
Shay, Alexis, Camryn, James e Johnny sono in punizione (“after school detention”). Costretti a rimanere in classe dopo l’orario di uscita, siedono piuttosto annoiati ai loro banchi, guardati a vista dal coach Kaplan (Tommy Gunn), anch’egli, ad onor del vero, piuttosto sonnacchioso. Ma i ragazzi sanno come vivacizzare la situazione: mentre Alexis fa cadere di proposito un libro di testo e, chinandosi a raccoglierlo, provoca l’aitante coach mostrandogli il suo monumentale sedere sguarnito di mutandine, Shay sfida Johnny e James a mostrarle, letteralmente, i loro attributi. Sfida accettata. Facile intuire dove la trama vada a parare: ben presto l’ora di punizione si trasformerà nell’ora di sesso di gruppo. Bellissima scena che non sfocia mai nell’orgia vera e propria, nel senso che non c’è interazione collettiva ma ripartita in tre coppie fisse (Deen-Kiss, Jordan-Sins, Texas-Gunn), e che contrappone efficacemente lo stile aggressivo di Deen a quello più pacato di Sins e Gunn. Il ritmo è sostenuto ed incisivo, scandito da continui cambi di prospettiva e da un’equa distribuzione di tempi ed inquadrature. Shay e Alexis calamitano l’attenzione, la meno nota Kiss ne esce comunque a testa alta.
Il giochino delle cheerleaders intanto si fa sempre più spinto. Shay sfida Sophia (Santi) a succhiare le tette e il culo di Pryia Rai. Che è sempre un piacere. Alla seconda prelibatezza, una leccata per una, nessuna delle compagne riesce a sottrarsi. Ristabilita la calma, anche la nuova arrivata Stoya viene invitata ad entrare nel circolo delle verità e delle penitenze. Ma lei si schermisce, timida e ritrosa. Sarà invece la pettegola Brianna (Love) a rivelare un segreto piccante che le riguarda entrambe.

Scena 5 (Stoya, Brianna Love, Manuel Ferrara)
Primo giorno di scuola per Stoya: la nuova cheerleader, timida, fidanzata e studiosa, viene presentata da Brianna al solito Manuel che la inizia ai piaceri del threesome. Scena brillante e spettacolare (forse la migliore, ad esclusione del gran finale) con due interpreti femminili eccellenti (e a loro agio nei rispettivi ruoli: l’intrigante e svampita Brianna, la gatta morta Stoya) spinte al massimo dell’intensità di Manuel che si concede un anal misto con le ragazze prone una sull’altra e un doppio pompino da applausi. Notevole anche il doppio bacio finale con Stoya che fa “da ponte” fra Manuel e Brianna. Riuscitissimo connubio di estetica e perfomance.

Tornati al presente, l’iniziazione di Stoya deflagra in una colossale orgia ginnica che coinvolge tutte le cheerleader inizialmente presenti.

Scena 6 (Jesse Jane, Stoya, Brianna Love, Shay Jordan, Memphis Monroe, Adrianna Lynn, Pryia Rai, Sophia Santi, Lexxi Tyler)
Orgia frenetica e virtuosistica con Jesse che schizza come una pallina da flipper fra un focolaio carnale e l’altro acceso dalle sue scatenate compagne, quasi la versione porno-coreografica delle acrobazie delle vere cheerleaders. Talmente bella da meritarsi un AVN come Best All Girl Group Scene del 2009. Bissato da quello ottenuto dal film come “Best/Renting selling release”.


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 Oggetto del messaggio: Re: CHEERLEADERS (Digital Playground, 2008)
MessaggioInviato: dom dic 27, 2009 6:54 pm 
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a parte quell'insopportabile faccia di ka22o di Ferrara,
il fim sembra meritevole!


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 Oggetto del messaggio: Re: CHEERLEADERS (Digital Playground, 2008)
MessaggioInviato: mer gen 13, 2010 6:22 pm 
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Bellissima re-censione !!! :-D :-D :-D
per quanto riguarda invece il film, credo non lo vedrò mai, perchè le tette finte all'americana...
che ..... du' maron.... :(
non so se, sono più impietosamente di cattivo gusto i pixel Jap o i mega quintali di silicone made in USA.

Mah....


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 Oggetto del messaggio: Re: CHEERLEADERS (Digital Playground, 2008)
MessaggioInviato: sab apr 10, 2010 7:58 pm 
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Veramente spettacolare stò film! Uno dei migliori che ho visto ultimamente.

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# L'etimologia spesso insegna. 'Porno' in greco non ha niente a che vedere con qualcosa di amorale, sporco e nemmeno con il desiderio. Significa potere femminile. (Catherine Breillat) #


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 Oggetto del messaggio: Re: CHEERLEADERS (2008,Digital Playground)
MessaggioInviato: mar lug 27, 2010 1:53 pm 
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Errata corrige: Al contrario di quanto erroneamente indicato in recensione, "Debbie Does Dallas" non fu diretto dal grande Gerard Damiano ma dall'ottimo Jim Clark.


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 Oggetto del messaggio: Re: CHEERLEADERS (2008,Digital Playground)
MessaggioInviato: sab apr 09, 2011 10:31 am 
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Peccato solo che nell'iniziazione della verginella non i sia stata una vera cow ride reverse, la smorzacandela vera e propria di faccia!
Il cazzo dell'attore inoltre mi sembrava leggermente non in tiro al 100%.
Nell'altra scena Alexis si conferma come la più porca bionda che ho visto di recente.

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Il sempre impeccabile Miticboy è risorto e non tramonta mai....

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