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 Oggetto del messaggio: Through the Looking Glass (1976)
MessaggioInviato: mer lug 07, 2010 6:14 pm 
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Through the Looking Glass

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aka: L'inferno di una donna (Italia), Femme ou démon (Francia)

Regia: Jonas Middleton

Sceneggiatura: David Maryla, Jonas Middleton, Ron Wertheim

Produzione: Mastermind Productions

Durata: 91 min.

Genere: Film con trama. (Golden age)

Proiezione nelle sale: 22 September 1976 USA (New York), 17 October 1977 (Svezia, v.m.15)

Attori: Catharine Burgess (Catherine), Jamie Gillis (Tutore/Demonio), Laura Nicholson (Jennifer),
Kristen Steen (Catherine da giovane), Douglas Wood (Richard)


.....Non ci separa l’immenso mare, né un lungo cammino, né i monti, né città chiuse da mura:
solo poca acqua ci tiene disgiunti, e tanto piccola è la distanza che ci potremmo toccare.
Ardo d’amore e gli tendo le braccia, gli sorrido e lui mi sorride, gli parlo e mi parla,
ma non sento quello che dice.....



Mmmmm....che bello, si parla di specchi!
L'argomento è ampio, ci sarebbero da scrivere pagine su pagine, qualcuna anche limitandoci
al solo titolo del film.
Questo infatti e' il nome di una notissima opera letteraria (Through the Looking-Glass,
and What Alice Found There), scritta da Lewis Carroll nel 1871.
Lo scrittore usò lo specchio come mezzo per permettere ad Alice di continuare le sue
incursioni nel Paese delle Meraviglie, mentre in epoche piu' vicine a noi ha dato modo al cinema
(Topolino in "Thru the Mirror" del 1936), alla televisione (Lost, Star Trek), alla musica
(moltissimi brani con quel titolo) e persino ai fumetti (il Dylan Dog dei bei tempi) di esprimere,
ognuno a modo suo, quello che si puo' trovare (e provare) "through the looking glass".

Per saperne di piu': http://en.wikipedia.org/wiki/Through_th ... guation%29

Se parliamo invece dello specchio in generale l'argomento e' sconfinato, merito del magnetismo che
il curioso accessorio ha sempre suscitato.
D'altronde e' così facile fuggire dal tormento semplicemente attraversandolo.......

Una segnalazione attinente al forum pero' e' d'obbligo: scavando nella memoria ho trovato il titolo
di un film che vidi molto tempo fa: "Riflessi in un occhio d'oro".
Trattasi di film strano e malato, di cui ricordo sopratutto un Marlon Brando gay e il culo di
Elizabeth Taylor; ebbene si, la dea gira nuda per casa e mostra le sue belle natiche allo spettatore
(anche se per pochi secondi). Consigliate.

In questa recensione trattiamo un'opera del regista Jonas Middleton, (che due anni prima diresse
Andrea True in "Illusions of a Lady"), che riesce a fondere alla perfezione sesso e horror, portando
sullo schermo argomenti scomodi come incesto e stupro.

Trama:

In una bellissima villa bostoniana vive la bella Catherine, moglie di Richard, insieme alla figlia
Jennifer e ai domestici.
Malgrado gli agi della ricchezza e l'amore che il marito ripone in lei, Catherine non e' felice, vive
con distacco le sue giornate, tratta freddamente la graziosa figlia minorenne e non riesce ad
avere rapporti sessuali col marito.
Perche' tutti questi problemi? Per un trauma subito da adolescente: alla morte del padre fu
affidata ad un tutore che approfittando della sua ingenuità la sedusse e molestò piu' volte.
Testimone degli incontri un enorme specchio, che ora si trova in soffitta.
Ed e' li che ogni notte Cathrine si reca per placare le sue voglie, masturbandosi davanti a lui.
Peccato che nella "dimensione" al suo interno ci sia una vecchia conoscenza che la osserva:
il suo tutore demoniaco che in piu' riprese interagisce con lei, facendole provare ogni tipo di
perversione sessuale: fist fucking, lesbo, orgie romane e violenti rapporti incestuosi.
Nel finale il demone riesce a convincerla a passare definitivamente dall'altra parte, facendo
leva sulla possibilità di rimanere giovane e bella per l'eternità.
Ma Satana e' menzognero: questa volta lo specchio la condurrà in una sorta orrendo purgatorio.....
Guardando per l'ultima volta nello specchio, Catherine vede sua figlia e capisce che la prossima
vittima sarà lei, in una sorta di ciclo continuo.

Through the looking glass merita la visione, assolutamente.
La narrazione scorre in modo lineare, ma una seconda visione aggiunge carne al fuoco.
Ho notato, ad esempio, che tutte le peripezie che capitano a Cathrine potrebbero essere
un deja-vu. Difficile cmq mettere a posto tutte le tessere del puzzle, il regista si e' divertito a
mescolare le carte in tavola, curioso e apprezzabilissimo in una produzione hard.
I temi trattati sono molteplici, creando un horror-psyco-drama-porno con alcune scene
indimenticabili.

Ad esempio, la circuizione della giovane Catherine e' di un erotismo palapabile, girata con
cognizione, i tempi sono dilatati con mestiere rendendoci impazienti e facendoci fremere dalla
voglia di spogliare noi stessi la bella fanciulla, e allo stesso tempo qualcosa ci impedisce di
premere forward.
Anche se Catherine sembra amare veramente il suo tutore, le ripercussioni sulla sua sessualità
sono pesanti, impedendole di vivere una vita normale. Buon per noi, perche' abbiamo possibilità
di goderci un po di tutto:

1) L'incursione ginecologica della mano demoniaca di Gillis che ci mostra un primo piano
vaginale impensabile all'epoca (probabilmente hanno usato una delle prime microcamere per
uso medico)

2) Un bel pranzo nel paese delle meraviglie che pero' somiglia piu' ad un'orgia imperiale
romanica, con addobbi, lustrini, parrucconi e improbabili make-up; condiscono il tutto cocktail
allo sperma e banane alla fregna.

3) La sopracitata scena incestuosa, alla quale naturalmente si abbina un altro incesto,
quello tra la cameriera (orrenda ma grandissima pompinara) e l'autista, che scopriamo essere
fratelli.

4) L'inferno. E che inferno ragazzi.
Auto-impalamenti e auto-fellatio , torture, arti mozzati, barbecue umani, chiavatori di sabbia
rovente, gente immersa in vasche di piscio e merda (e che urlano alla protagonista: "vomitevole,
laida, deforme, obbrobriosa..... :lol: )
Questa si che e' vita, cioe' morte!

Bravissimo il misterioso (dopo tre film e' sparito nel nulla) e ambizioso regista, che conosce
le regole della cinematografia, mostrando ottima tecnica pur scontrandosi coi limiti
imposti dal budget; niente camera in spalla cmq, e prevalenza di medi e primi piani, (C'e'
addirittura una carrellata!) senza tempi morti grazie all'ottimo montaggio e alla forza delle
immagini.

Danno prova di prefessionalità i truccatori, i costumisti, il direttore della fotografia, tutta
gente che lavora ancora nel cinema. Mai visto credits tanto lunghi in un film hard.

Menzione speciale per le musiche originali di Harry Manfredini, che creano un'atmosfera
inquietante e decadente, perfette per lo stile del film, patinato e drammatico.
Il musicista di Chicago e' tuttora in attività, ed e' diventato molto famoso per aver scritto le
belle partiture della serie Venerdì 13.

Ottimi tutti gli attori, su tutti il magnifico (R.I.P.) Jamie Gillis, che ci regala una doppia parte
papà/diavolo da antologia, con un delirio finale indimenticabile.

Curiosamente il film ha avuto qualche problema distributivo per via della presenza di Laura
Nicholson, la figlia minorenne di Catherine. Ovviamente non appare in nessuna scena
hard, e cmq non e' la prima volta che mi capita di vedere qualche adolescente in produzioni
golden age, ricordo che spesso (come anche in questo caso) dei film venivano girate due
versioni, una normale e una hard.
In questo caso e' obbligatorio visionare quella per adulti, vista l'importanza fondamentale che
ha il sesso nella sceneggiatura, senza contare che ci perderemmo la migliore scena hard del
film, il succulento pompino tra cameriera e autista. (Che tra l'altro e' ininfluente ai fini
della narrazione).

Per finire ricordo che la versione in mio possesso e' in italiano, doppiata molto bene,
dal titolo "L'inferno di una donna".

Voto 8.5

......e buona visione!

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 Oggetto del messaggio: Re: Through the Looking Glass (1976)
MessaggioInviato: gio lug 08, 2010 5:59 pm 
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Ho visto solo la prima parte. Gran film comunque: barocco, elegante, pieno di riflessi perturbanti e di giochi prospettici sui quali, d'altronde, già il titolo sibillino non dava adito a dubbi. Il climax surreale e onirico ha un andamento calibrato e impeccabile. E le scene di sesso, crude per l'epoca e quanto mai perverse, lasciano il segno. E mi manca ancora quella dell'inferno, che mi vedrò appena possibile, insieme al resto della seconda parte.

Irrinunciabile sia la segnalazione che la recensione.

Consigliato.

La Burgess che si masturba davanti allo specchio è irresistibile, come pure la cameriera pompinara. Da notare anche la disinvoltura con cui, in questo come in altri porno degli anni settanta, veniva trattato il tema dell'incesto: forse sull'onda degli effetti dirompenti della psicanalisi libertaria e kinseyana.


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 Oggetto del messaggio: Re: Through the Looking Glass (1976)
MessaggioInviato: ven lug 09, 2010 9:44 am 
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La dovevi fate tu questa rece, che sei un professionista, io faccio quel che posso :oops:

La cameriera in alcune inquadrature e' orripilante (mi ricorda Dario Argento), pero' mi fa impazzire la sua tecnica nello succhiar cazzi, quando vedo il sottuvuoto nelle guance divento matto :lol:

L'inferno e' da antologia, osserva per esempio la donna inprigionata che si infila un ramo nella patata e se lo fa uscire dalla bocca, osserva l'espressione.

Questo film e' bellissimoooo :blowkiss:

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 Oggetto del messaggio: Re: Through the Looking Glass (1976)
MessaggioInviato: ven lug 09, 2010 10:57 am 
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Capitanvideo ha scritto:
La dovevi fate tu questa rece, che sei un professionista, io faccio quel che posso :oops:



Ma scherzi, sei bravissimo e più sintetico di me, che tendo a divagare :lol: :wink:

Cita:
La cameriera in alcune inquadrature e' orripilante (mi ricorda Dario Argento), pero' mi fa impazzire la sua tecnica nello succhiar cazzi, quando vedo il sottuvuoto nelle guance divento matto :lol:


Si è la classica secca pompinara fuoriclasse. :lol: Le secche così sono una manna dal cielo. Non è una bellezza, è vero, però è sexy e animalesca.

Cita:
L'inferno e' da antologia, osserva per esempio la donna inprigionata che si infila un ramo nella patata e se lo fa uscire dalla bocca, osserva l'espressione.


L'ho visto, iersera. Bellissimo. Anche la fotografia ocra, terrosa, il montaggio sempre più incalzante. Grande sequenza.


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