Moana Prima di MOANA

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Alec Empire
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Moana Prima di MOANA

#1 Messaggio da Alec Empire »

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La questione - va detto - è di quelle annose, futili, forse inconcludenti, probabilmente inutili e destinate all’attenzione di pochi perditempo, me per primo. E’ per via di tutti questi validissimi motivi che mi ci dedico con entusiasmo, pur nella piena consapevolezza che sarà arduo tirarne fuori un ragno dal buco. Moana prima di MOANA, come da titolo. Moana che esordisce nel porno quand’è ancora una comune mortale come tutti noi tapini, prima di assurgere a icona/simbolo/sogno bagnato proibito dell’Italietta ‘da bere’ dei secondi anni Ottanta e non solo, che si vedeva già ‘manageriale’ pur essendo ancora strapaesana.
Si, perchè lo sappiamo bene che MOANA - tutto a lettere maiuscole - comincia con l’approdo a Diva Futura e tutte le avventure a fianco di Riccardo Schicchi e Cicciolina eccetera, in politica televisione locali notturni set del (dis)piacere - questo per via della mancanza di voglia con cui MOANA ‘si dedicava’ ai film che ‘le toccava’ di girare.
Va bene, non parliamo di MOANA che tanto chi vuol sapere già ne sa, ma di Moana - tutto minuscolo tranne l’iniziale - la ragazzotta rozzotta e vagamente piacente che, lungi dall’essersi ritoccata, bazzicava nell’ultima parte degli anni 70 i set di svariate commediole senza lasciare traccia di sé. Il tutto finché, un bel giorno, si decise a girare scene porno per un ‘vero’ film porno.
Et voilà l’affaire Moana, ovvero: ‘qual è stato il suo primo porno’? Perchè il ‘quid’ per noi sfaccendati sta tutto lì. La cosa è stata affrontata, dibattuta in maniera ovviamente contraddittoria, vale la pena dunque richiamare quanto ho scritto qua viewtopic.php?p=2765135#p2765135 rifacendomi alle scoperte degli autori del volume ‘Luce Rossa’ e non solo a questo riguardo.

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Narra la vulgata che nel 1980 la giovane Moana fosse innamorata persa di un ragazzo americano, Kieran Canter. I più attenti avranno senz’altro riconosciuto in questo nome il protagonista di quel piccolo grande capolavoro damatiano che è ‘Buio Omega’, pellicola del 1979 che detterà per i decenni futuri le leggi dell’horror necrofilo. Pur di ‘esperire’ con lui la propria esistenza quotidiana e cinematografica, ci è stato ribadito che a Moana non interessava il fatto che Canter era in procinto di cimentarsi in un film porno: le bastava di condividere le reciproche esperienze, e se questo significava far sesso davanti ad una telecamera chissenefrega. Da queste premesse un po’ da soap opera ecco svilupparsi il film ‘Erotic Flash’, girato nel Maggio del 1981 col titolo provvisorio di ‘Un fantasma erotico pieno di voglie’.
Il fatto che il soggetto del film sia di Mario Gariazzo, onesto regista di western/drammatici/thriller tutt’al più sexy, la dice lunga sul fatto che la pellicola in questione non doveva essere porno. Gariazzo, per la cronaca, nel 1979 s’era trovato hardizzato suo malgrado quel ‘Play Motel’ nato come ‘thriller un po’ spinto ma non certo pornografico’ con inserti di Marina Frajese che avevano mandato su tutte le furie lui regista e i due attori protagonisti Anna Maria Rizzoli e Ray Lovelock. E a questo suo nuovo soggetto sarebbe accaduto lo stesso. Il progetto, consegnato nelle mani del regista Roberto Bianchi Montero (a sua vota reduce dall’hard ‘Albergo a Ore’) e al produttore Armando Novelli, cambiò rapidamente natura spostandosi dai richiami erotici alle luci rosse vere e proprie.

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In ‘Erotic Flash’ troviamo la solita Marina Frajese, la pornoattrice francese Françoise Perrot - disinvolta e spregiudicata interprete di svariati hard del periodo di D’Amato come Alexander Borsky - e, appunto, la bionda Moana che appare accreditata come Margaux Jobert (attenzione a questo fatto dell’alias, perchè a suo tempo tornerà utile rifletterci sopra).
A differenza di Françoise, che si dimostra passionale e famelica nel sesso orale nonché ben disposta alla ricezione dello sperma, Moana manifesta subito quell’indolenza disordinata che sarà suo tratto distintivo in tutti i film che la vedranno coinvolta da lì in avanti. Va detto però che non è certo facile sostenere delle scene di sesso col questo ‘fidanzato’ Canter: si si sa che l’amore è cieco, però è innegabile che questo ‘attore’ non sia portato per fare hard, anzi pare proprio non ‘saperlo’ fare, tant’è che viene puntualmente controfigurato al momento dei dettagli genitali.
Valutato a posteriori, questo fattore rende la visione del film piuttosto avvilente, ad eccezione come detto dei segmenti dedicati alla Perrot. La Moana prima maniera risulta tutto sommato anonima su schermo e non fa niente per esaltare la propria figura (notevoli le tette però): le va dato atto di quanto dirà in futuro, ovvero del ‘non essere mai stata interessata a fare attrice’. A ben vedere, è però rimarchevole il fatto che in ‘Valentina ragazza in calore’ la sua presenza risulti migliore, più predisposta, più ‘avvezza’: dettaglio funzionale al ritenere ‘Valentina’ una prova successiva a quella piuttosto acerba - o se volete amatoriale - di cui stiamo trattando.

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E’ stato ipotizzato che, magari, le intenzioni dell’apparato produttivo per ‘Erotic Flash’ potevano essere altre. Forse Moana avrebbe acquisito ulteriore spazio e spessore se Canter fosse riuscito ad avere erezioni degne di questo nome. E pure la linearità delle riprese ne avrebbe risentito in positivo, senza dover insertare le parti intime di quest’ultimo e limitare le scene di sesso tra i due a sdrusciamenti corporali ai limiti del soft senza poter pretendere di più da lui. Allora la mia domanda è: com’è stato possibile per il buon Kieran prendere parte ad altri sei porno italiani nel periodo 1981-87 quando in buona sostanza non poteva essere un soggetto performante? Forse per meriti finanziari, magari supportando fattivamente le varie produzioni? Che io sappia non è stato ancora dimostrato.

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Come sempre accade in questo pazzo pazzo mondo del (primo) porno italiano, ognuno ha la sua idea sull’approccio dell’attrice ligure al mondo dell’hard. E vale assolutamente la pena rammentare un’altra tesi, che ribalta quanto fin qui affermato. L’autore del Dizionhard più volte citato dal sottoscritto in questo forum, in un dossier dedicato a Moana uscito sulla rivista Nocturno nell’Aprile 2015 scrive che ‘secondo quanto rivelò l’attrice, fu invece il suo agente dell’epoca, Giacomo Ciarlantini, a proporle il porno. Ed è facile crederle, anche perchè il ragazzo americano in questione (Kieran Canter) Moana lo incontrerà solo una volta giunta sul set di ‘Erotic Flash’, al castello di Balsorano, dove si era recata per un provino’.
Ecco che tutto cambia: Moana avrebbe avuto una liason con Canter solo dopo questo film. Ne deriva che, secondo questa versione dei fatti, l’importanza della figura dell’attore che l’avrebbe introdotta al set a luci rosse viene praticamente annullata e posticipata nella vita di Moana, relegandola esclusivamente alla sfera sentimentale - il ruolo di fidanzato/convivente, appunto - privo di peso specifico nelle scelte professionali della nostra.

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Esiste tuttavia un elemento comune alle varie versioni, in base a cui è possibile stabilire con ragionevole certezza la priorità cronologica di ‘Erotic Flash’ rispetto a ‘Valentina ragazza in calore’, film quest’ultimo girato da Raniero Di Giovanbattista (aka Jonas Rainer) che viene spesso erroneamente considerato come ‘debutto porno’ di Moana Pozzi. Nei vari articoli a cui si fa riferimento - primo fra tutti quello presente nel volume ‘Luce Rossa’ - viene fissata con chiarezza la realizzazione di ‘Valentina’ al Giugno del 1981 - poi vedremo specificamente quando. E’ pur vero che l’autore del Dizionhard sostiene che questo film sia stato girato in un periodo di tempo compreso ‘tra il provino e le riprese di Erotic Flash’, ma dubitiamo che questo ipotetico ‘provino’ sia stato di carattere squisitamente recitativo, quanto piuttosto mirato a saggiare la ‘cifra pornografica’ della nostra.
Ne deriva che, a prescindere dall’importanza di Kieran Canter nella vicenda, il film di Roberto Bianchi Montero - George Curor, per l’occasione - precede, seppur di poco, quello di Jonas Rainer. A proposito di questo ‘Erotic Flash’, ne esiste una versione soft uscita nel 1990 intitolata ‘Gioco di Seduzione’ completamente ridialogata dal regista Renato Polselli con un dizionario forzatamente giovanilista, ai limiti del demenziale: da vedere, e soprattutto ascoltare, assolutamente.

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Tutto questo basta per stabilire il porno d’esordio di Moana Pozzi? Nemmeno per sogno. Perchè tra le due pellicole litiganti - ‘Erotic’ e ‘Valentina’ - ce n’è una terza che, forse, ‘gode’. Si intitola ‘Delitto carnale’. E non è finita qui, perchè abbiamo pure un quarto film che, pur essendo uscito nel 1987, potrebbe magari mettere un po’ d’ordine in tutta questa faccenda. Complicato, vero?

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Le foto sono tratte da 'Erotic Flash'

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Re: Moana Prima di MOANA

#2 Messaggio da Alec Empire »

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‘Valentina Ragazza in Calore’ venne realizzato nel Giugno del 1981. Per essere più precisi, su Nocturno si legge che ‘Moana firmò il contratto che la impegnava a girare sette pose per il film intitolato provvisoriamente La Studentessa Va in Città nel periodo compreso tra il 1 Giugno e il 30 dello stesso mese, per un compenso di un milione.’ Un altro titolo provvisorio pare essere ‘Dalla Campagna alla Città’ (ovvero da Frascati a Roma, nda), che resta a sua volta sottotitolo del film al momento del suo deposito in censura. Si tratta com’è noto di una pellicola dal sapore biografico, in cui una giovane Moana realizza la sua indipendenza e crescita personale trasferendosi nella metropoli e scopando a destra e a manca. Il lavoro è, a nostro avviso, nettamente migliore di ‘Erotic Flash’, vuoi per una dignità registica e narrativa superiore (seppure non immune da difetti talvolta grossolani anche per un hard), vuoi per il cast maschile - c’è Mark Shannon, finalmente un vero pornoattore per Moana, ma anche Alfonso Gaita ed Erminio Bianchi, per la cronaca. Moana rilascia delle buone performance, muove il suo corpo con maggior senso erotico e ne guadagnano anche quegli aspetti che non ci erano piaciuti nel film precedenti (ad esempio, il viso). Davvero piacevole risulta anche l’intrattenimento lesbo con Guia Lauri, qui nel suo ruolo preferito di borghese maliarda e ben disposta verso la giovane ospite. A dire il vero, il suo coinvolgimento sembra quasi accendersi maggiormente con Guia che non con gli uomini: esigenze di copione? Sul Dizionhard - il cui autore, lo ricordiamo, è sostenitore della tesi secondo cui ‘Valentina’ è stato girato prima di ‘Erotic Flash’ - ci si lamenta del fatto che ‘in questo film [Erotic Flash, appunto, nda] Moana è probabilmente al minimo del suo sex appeal: perso quel po’ di freschezza esibito nel film d’esordio [Valentina, nda]’.
Ora, constatato che tra i due film intercorre il tempo di un mese, ci pare singolare che una ragazza giovane, in buona salute, in odore di cinema e televisione riesca anche volendo a ‘perdere freschezza’ in un così breve lasso di tempo. Riteniamo più appropriato limitarci a riconoscere che il corpo di Moana è uguale in entrambe le pellicole, solo che in ‘Valentina’ tette e culo risultano valorizzati essendo coinvolti in amplessi veri con un maggiore coinvolgimento gestuale se non addirittura espressivo (e parlare di ‘espressività’ per la Moana Pozzi attrice è già una bella sfida).

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Ciò detto, col procedere delle scene emerge ancor di più nella nostra quella scioltezza che mancava nell’altro film, mortificata com’era all’interno di situazioni prive di pathos sessuale o comunque acerbe.
Eppure anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una sceneggiatura che non nasce come porno, tutt’altro. Si ricorda in ‘Luce Rossa’: ‘La sceneggiatura si chiamava Jolly ed era abbastanza carina - rammenta l’autore Guido Zurli - era tutto giocato in chiave psicologica. L’avrei dovuto dirigere io, ma vedendo la situazione finanziaria, e non solo finanziaria (spingevano per fare un porno), ho abbandonato il film’. Quando gli venne presentata quella che doveva essere la protagonista, Zurli non la prese molto bene: ‘Una delle ragioni per cui non ho fatto il film (…) è che mi presentarono questa Moana Pozzi, e io dissi: Ma chi è questa? Non la vedo all’altezza di fare un film come questo. Volevo una sì carina, però attrice, non solamente bella, quindi dissi: No, io non la voglio’.

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Anche in ‘Valentina’ l’attrice ligure viene accreditata con un ‘nome d’arte’, Linda Hevert (e non Heveret come si legge in alcuni siti ‘di cinema’: ma guardare i titoli di testa mai?). Questo tentativo d’anonimato non ebbe esito positivo: è patrimonio comune la fuga di notizie che, tramite un articolo del Secolo XIX, portò alla ribalta nazionale il film partendo da rumors legati alle affollate proiezioni alessandrine. Nell’articolo Moana viene nominata come ‘Maona Rossi, 22 anni, figlia del tecnico elettronico di Lerma, un centro dell’ovadese’. In un successivo articolo del quotidiano, ‘Maona’ diventa (per fortuna) ‘Moana, pornodiva locale di Lerma’ ed ecco che tutti le parlano dietro e la frittata è fatta. A Moana non rimane che invocare a sua discolpa il destino cinico e baro. Lo fa nelle pagine de ‘Il Lavoro’ in un articolo/invettiva datato 19 Marzo 1982 e titolato ‘Moana denuncia la sua controfigura’. L’attrice non le manda a dire: ‘Questo film non è mio, è una truffa (…) Feci questo film parecchio tempo fa. Ne avevo già fatto uno con Anna Maria Rizzoli, La Compagna di Viaggio, e un secondo con Marc Porel [si riferisce a ‘Delitto carnale’, nda] (…) girai delle scene di nudo, questo si, ma assolutamente nessuna scena porno (…) Si trovano decine di ragazze bionde col corpo come il mio. Nel cinema sanno tutti che è una pratica ricorrente (…) Fanno montaggi incredibili, cose impossibili da riconoscere. Come le ho detto, ho già fatto una denuncia. Ma ho scoperto che la casa di produzione non esiste, o almeno non esiste più, e tutto è molto difficile. Insomma, mi hanno fregata’ Non è un caso - si nota ancora in ‘Luce Rossa’ - che questo convinto sfogo avvenga all’interno di un quotidiano vicino all’area socialista, visto il legame della nostra con Bettino Craxi. Legame che le era valso anche la scrittura di valletta nel programma televisivo ’Tip Tap Club’.
Ma la Pozzi rincara la dose: ‘Uno scherzo così l’hanno fatto anche a Carmen Russo (qui si fa riferimento alla versione di ‘Le porno killers’ con inserti hard, nda)’. In effetti in quest’ultimo caso Moana ha ragione: quanto di porno si vede in ‘Le porno killers’ è assolutamente estraneo a Carmen, e per giunta il segmento hard è insertato anche in maniera piuttosto forzata oltre a presentare i consueti cambi di qualità fotografica tipici di questi frammenti.

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Quanto a Moana, invece, l’affermare di essere stata controfigurata in ‘Valentina’ appare tesi priva di consistenza. C’è qualcosa da osservare anche riguardo alla denuncia che l’attrice afferma di aver sporto contro la casa di produzione del film, che a detta sua ‘non esisterebbe più’. In realtà la Flumen Cinematografica - questo il nome della società di produzione del film - sarà dichiarata in fallimento solo nell’Ottobre 1983: è dunque ragionevole pensare che fosse ancora operativa o comunque raggiungibile più di un anno prima, ovvero quando Moana sostiene di averla denunciata.

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Ma vogliamo davvero spaccare il capello in quattro? Certo che si. Allora sul versante più ‘gossipparo’ va ribadito che Mark Shannon, ovvero Manlio Cersosimo, primo autentico pornoattore dell’hard italiano, non ha mancato di ricordare che sul set lui e Moana facevano l’amore spesso e volentieri, in camerino, prima e durante le riprese. Lui era letteralmente arrapato quando la vedeva, lei ricambiava con passione (una volta non ce la facevano ad uscire dal bagno, tanto erano impegnati) eppure fuori dal set non gli riuscì di averla a cena. Da vera professionista, l’attrice non si gli concedeva dopo l’orario di lavoro.

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Poi va constatato che, nella sua arringa difensiva, la nostra fornisce le indicazioni per un suo film girato in precedenza, film che entra a pieno titolo a candidato di ‘primo hard’ moaniano. Prima ancora, dunque, di ‘Erotic Flash’. Parliamo di quel ‘Delitto carnale’ già citato qua come sul forum, un giallo i cui attori principali sono tra gli altri Marc Porel e Sonia Otero. Riservandomi di parlare più diffusamente di questa pellicola in un ulteriore capitolo di questa vicenda, mi limito qui ad anticipare che nel film in oggetto Moana viene accreditata nei titoli di testa col suo vero nome, subito dopo gli attori principali. Questo ci fa subito pensare al suo ruolo come ad una figura di rilievo nell’intreccio narrativo, apparentemente non relegata ad inserti pornografici. Ma è davvero così?

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Re: Moana Prima di MOANA

#3 Messaggio da Alec Empire »

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Quell’albergo di Monopoli era quasi del tutto deserto. E non poteva essere altrimenti fuori stagione, parlando del Dicembre 1980. E’ lì che si era radunata la troupe cinematografica capeggiata dal regista Cesare Canevari per girare ‘Delitto Carnale’, un giallo/thriller basato sull’accaparramento di un’eredità dello ‘zio buonanima’ voluta da molti - figlie e nipoti, tra le altre. Un genere trito e ritrito per il cinema settantiano, italiano e non, che avrebbe dato vita ad una pellicola trascurabile, mancante di mordente, in una parola: stanca.
Per il cast ci si era voluti affidare tra gli altri a Marc Porel - attore discreto di svariati polizieschi e canaglieschi giunto qui al suo ultimo film, ormai vittima di quel piccolo grande problema legato all’essere eroinomane - e a Vanni Materassi, che aveva avuto il suo culmine e professionale nella partecipazione - secondaria, beninteso - al ‘Gattopardo’ di Luchino Visconti per poi ritagliarsi un’assidua partecipazione a sexy thriller dei ’70ties quali ‘La Sorella di Ursula’ (con una stupenda Barbara Magnolfi, come sempre) e a ‘Le Mani di una Donna Sola’, che rimarrà noto agli aficionados più incalliti per la scena di autoerotismo iniziale di Marina Lotar.
Ma è nella scelta del comparto femminile che ‘Delitto Carnale’ acquisiva un interesse vero, legittimo. Si, perchè era stato convocato un trio di attrici davvero notevole a cominciare da Sonia Otero, appariscente rossa già vista nel pozzettiano ‘Mia Moglie è una Strega’, per passare a quello splendore di Dirce Funari, attrice collocabile in quel margine sottile che separa il film erotico da quello a luci rosse. C’era poi una giovane bionda, fisicamente acerba ma promettente. Il suo nome, Moana Pozzi, non era certo nuovo presso quell’universo marginale del cinema fatto di comparse, piccole apparizioni e ruoli riempitivi. I più attenti la ricordavano senza dubbio nella commedia ‘La Compagna di Viaggio’ uscita proprio pochi mesi prima, in cui a prendersi la scena era comunque Anna Maria Rizzoli.
Alla base di ‘Delitto Carnale’, come di ogni altro thriller di genere, era prevista una forte componente sexy, per non dire supersoft. Questo Canevari lo sapeva, e non poteva essere altrimenti visto che la formula dei film di genere dell’epoca non poteva prescindere dal giustapporre alla trama una porzione di scene spinte. Il punto è che il produttore del film, Armando Bertuccioli, aveva altri piani. Voleva improntare anche una versione hard della pellicola, con scene porno vere e proprie. Non era la prima volta che lo faceva, del resto il mercato funzionava così e i cinema potevano contare su incassi lusinghieri tramite le proiezioni di film ‘insertati’. Diciamo che il regista abbozza: è a conoscenza dei piani del produttore, e, non essendo uno sprovveduto, sa bene che quando si parla di ‘girare un film spinto’ vuol dire spingere l’acceleratore fino in fondo, non fermarsi al nudo. Pur tuttavia, di scene porno non ne gira, né a Dicembre né a Gennaio del 1981, ovvero durante il periodo necessario per le riprese. Ragion per cui quello che ne esce è la storia prevista in sceneggiatura, arricchita sì di momenti molto hot. Per la precisione:

- Incontro saffico tra Moana e Sonia a partire dal minuto 12. Accarezzamento delle tette di Moana, dettaglio di culo e figa
- Breve intervallo in semioscurità (vuoi perchè è notte, vuoi per la scarsa qualità della vhs visionata) di Dirce con Marc: più che altro è la situazione ad essere ‘hot’, al di là di quanto mostrato
- Ritorno a Moana e Sonia in bagno (15:12). Diversamente dalla scena precedente, qui la figa di Moana è rasata, il che fa pensare ad una ripresa in tempi diversi. A meno che la nostra non sia stata presa dall’irresistibile voglia di rasarsela subito dopo la scena precedente…
- Dopo un breve interludio narrativo, si ritorna in bagno con le due attrici (16:32) Suggestiva inquadratura di Sonia nuda in mezzobusto vista tramite la divaricatura delle gambe di Moana che resta in piedi davanti a lei, con la figa in bella mostra. Sotto al getto di acqua e sapone riversato su entrambe, Moana compie un errore di grammatica cinematografica guardando dritto dritto verso l’occhio della camera: non è casuale il repentino taglio di montaggio che interrompe lo sguardo…
- I due corpi si sfregano, ma neanche più di tanto. Le tette di Moana appaiono più in tiro se prese di profilo, frontalmente hanno un non so che di floscio che ne depotenzia la piacevolezza. Piano piano le due si
appassionano l’una dell’altra, intensificando l’interazione.
- Proseguendo, le uniche impennate d’erotismo regalate riguardano brevi momenti in cui Dirce ‘regala’ alla cinepresa il suo bel culo, parliamo comunque di flash di breve minutaggio. Però al 47’ mostra lascivamente le tette completamente ubriaca durante una festa producendosi in uni semi-strip ammiccante, il che fa salire l’indice di gradimento del film.
- Idillio di Marc e Sonia nella stalla (58:42), niente di che.
- Ritorno delle tette di Moana (1.07:21), che qui si prende - forse - un cunnilingus (la testa dell’uomo è a pochi centimetri dalla vagina, il tutto ovviamente non dettagliato) accavallando sensualmente le gambe sulla schiena del partner, che se non andiamo errati dovrebbe essere Fulvio Ricciardi.

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Questo per ciò che riguarda la versione soft del film, della durata di 1:23:29. Questo girato costituisce ciò che gli spettatori videro all’epoca, dunque la versione ‘tramandata’ dapprima sugli schermi cinematografici (la ‘prima’ fu al ’Supercinema’ di Roma, come ci ricorda ‘Luce Rossa’, il 18 Luglio 1984) e successivamente in vhs Kineo Video.

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E le scene hard volute dal produttore dove sono finite? Qui si apre un altro capitolo. Come già ricordato in altra sezione del forum, tra le riprese del film (inverno 1980) e il montaggio finale (Marzo/Aprile 1981) qualcosa deve essere successo, perchè quando Canevari andò ad esaminare la versione montata si ritrovò di fronte ad alcuni segmenti porno da lui mai girati, e non la prese benissimo. Evidentemente, nel frattempo Bertuccioli aveva provveduto ad insertare la pellicola senza dire nulla al regista che, un po’ come il marito cornuto, è sempre l’ultimo a sapere. La domanda - anzi, le domande - sorgono a questo punto spontanee: chi è che fa ‘ste scene a luci rosse e in cosa consistono?
Per quanto ne sappiamo non è dato, ad oggi, di verificarlo tramite la versione hard del film in oggetto, semplicemente perché questa ipotetica versione hard nessuno l’ha vista, o comunque nessuno ne ha parlato. Dove non si arriva per la via dritta si giunge però tramite strade secondarie, basta avere pazienza. Ecco allora che, nel 1987, viene divulgata nel mercato porno una vhs variamente intitolata: si va da ‘Delitto Carnale - La Pantera Bionda’ a ‘Moana la Pantera Bionda’, oppure ‘La Pantera Bionda’ e basta. Si tratta di un hard che, rispetto ai bugiardi titoli di testa, non ha niente a che fare col ‘Delitto Carnale’ originale descritto in questo capitolo. Oddio, niente…forse quasi niente.

La Pantera Bionda (che non è ‘Delitto Carnale’)

Anzitutto cominciamo col dire che esistono almeno due versioni del film, una di 71’ minuti, l’altra di 74’. Per comodità prenderò in esame quella di 71’, poichè i tre minuti in più dell’altra nulla aggiungono all’argomento di cui ci stiamo occupando. Sta di fatto che la bugia è annunciata già nei titoli di testa, dove si legge:

A.F.C. CINEMATOGRAFICA
Presenta

MOANA POZZI
MARK POREL
SONIA ATERO

In DELITTO CARNALE

CESAR CANEVARI


E il film parte, mostrando Christopher Clark. Coerente, vero?
Al di là della maldestra storpiatura dei nomi appartenenti al cast del film originale, non si capisce poi chi vorrebbero farci credere che sia il ‘Cesar Canevari’ messo per ultimo: il regista? Un altro attore? Cialtronerie d’altri tempi. Ecco di seguito il vero cast di questo film: Jean Pierre Armand, Roberto Malone e il già citato Clark per quanto riguarda i performer maschili, Valerie Siddi, Samantha Swong e Marina Kiss per ciò che concerne le attrici (visti i nomi femminili direi che il film è ampiamente perdibile, nda).
E Moana? C’è, c’è anche lei ma in un modo tutto particolare. Si, perchè il ‘soggetto’ del film vede il buon Christoph Clark che è letteralmente ossessionato da Moana Pozzi: ne possiede le riviste in cui la nostra appare chirurgicamente ritoccata e nel pieno del suo periodo ‘duepuntozero’ per così dire, la pensa di continuo, addirittura si addormenta in poltrona sognandola mentre fa sesso. Solo che non sogna la Moana del 1987, bensì quella dell’81! Ecco infatti che ci ritroviamo davanti alla medesima scena di ‘Delitto Carnale’ da me descritta prima - Moana con Fulvio Ricciardi - solo che qui abbiamo anche delle inquadrature hard aggiuntive che mostrano una penetrazione anale con venuta. Un inserto al termine del quale ritorniamo all’accenno di cunnilingus già visto nel film del 1981.
Non basta. Proseguendo, ecco che ci viene riproposta la liason saffica tra Moana e Sonia Otero che si accarezzano nel bagno. Il girato è lo stesso, non c’è dubbio, solo che qui abbiamo una porzione di scena in più, ovvero pochi secondi aggiuntivi che ci mostrano un timido accenno di masturbazione da parte di Moana del tutto assente nel montaggio di ‘Delitto Carnale’.
Ma il dubbio che sia lei a masturbarsi è lecito. Cerco di spiegare il perchè tramite l’elenco delle inquadrature che compongono questo breve segmento:

1. Sonia Otero in mezzobusto nella vasca, inquadrata tra le gambe aperte di Moana che le sta di fronte, in piedi (da 00:18:17 a 00:18:19)
2. Dettaglio della mano che si accarezza la figa (da 00:18:19 a 00:18:26)
3. Ritorno alla stessa inquadratura di prima, con Sonia in piano americano (da 00:18:26 a 00:18:28)
4. Stacco sull’uccello di Clark, che si masturba ‘spiando’ la scena precedente dalla porta socchiusa del bagno (una sua proiezione mentale, più che altro: da 00:18:28 a 00:18:40)
5. Riproposizione del massaggio/masturbazione di cui sopra (da 00:18:40 a 00:18:46)
6. Inquadratura d’intermezzo con seno di Moana sulla sinistra e volto di Sonia in basso a destra: siamo tornati a ‘Delitto Carnale’ (da 00:18:46 a 00:18:56)
7. Ritorno alla masturbazione di Clark con conseguente pompino (da 00:18:56 in poi, fino a 00:19:52)
8. Primo piano del volto di Moana: è nella stessa situazione della scena lesbo nel bagno in ‘Delitto Carnale’, con i capelli bagnati (da 00:19:52 a 00:19:53)
9. Dettaglio su un fingering, non si vedono volti (da 00:19:53 a 00:20:05)
10. Dettaglio su lingua che lecca un capezzolo, già visto in (7) (da 00:20:05 a 00:20:16) non si vedono volti, solo ciocche di capelli lunghi di colore rosso sul lato destro

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Da quanto scritto sopra, emerge che i brevi segmenti di masturbazione non mostrano le autrici (o l’autrice) degli stessi. Inoltre si verifica un frequente cambio della grana dell’immagine ovvero della pellicola, il che ci riporta alla chiara possibilità che la sequenza analizzata sia una mescolanza di inserti posticci, frammenti di ‘Delitto Carnale’ e girato appartenente al film in oggetto (la parte riguardante Clark, per capirci). Pur essendo tentati, niente ci autorizza a pensare che a masturbarsi sia Moana. Piuttosto, quei capelli rossi che spuntano nell’inquadratura in cui la lingua lecca il capezzolo inducono all’ipotesi che la lingua possa essere quella di Sonia Otero e il capezzolo quello di Moana: se così fosse, si tratterebbe di un frammento appartenente al girato di ‘Delitto Carnale’ tagliato nella sua versione soft.

Il ‘fantasma’ della Moana del 1981 ricompare improvvisamente al minuto 57:19, quando la comitiva di amici arrapati - ovvero il cast del film - per creare ulteriormente l’intesa sessuale decide di vedersi un filmino porno in vhs. Indovinate che cosa va a guardarsi: ‘Erotic Flash’, precisamente nelle scene della giovane Pozzi col ‘fidanzato’ Kieran, che, se ricordate, non ha familiarità con l’erezione sul set: sai che goduria! Attenzione, però: la scena di sfregamento Moana/Kieran Canter viene ‘condita’ con un dettaglio di penetrazione che rende il tutto molto porno (e che, naturalmente, non si verificava in ‘Erotic Flash’, dove sappiamo che Canter non va oltre a scene soft). Fatto sta che queste scene soddisfano il palato degli spettatori - Armand sorride compiaciuto, Malone pure, le attrici sono calde, noi meno. Il ‘film nel film’ prosegue proponendo la scena di apertura di ‘Erotic Flash’, ovvero la scopata tra Moana e Herbert Hofer, questa sì presente nella versione originale.

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Ma il clou, il vero clou di questo ‘La Pantera Bionda’ l’abbiamo nel finale, a partire dal minuto 66: riecco Moana, la solita Moana col volto bagnato. Ed ecco, qui di seguito, ciò che succede:

1. Inquadratura di una chiappa destra (ehm sulla sinistra dello schermo). La mano della proprietaria della chiappa sta aprendo la cerniera dei jeans di un uomo che le sta di fronte (da 01:06:08 a 01:06:14)
2. Primo piano di Clark che non c’entra niente - in realtà con questo espediente si vorrebbe alludere al fatto che è lui a pensare a ciò che vedremo (da 01:06:14 a 01:06:16)
3. Primo piano del culo precedente nella sua interezza. La mano continua a ravanare dentro la cerniera dei pantaloni dell’uomo, non si vedono volti (da 01:06:16 a 01:06:17)
4. Primissimo piano di Moana (come sempre, la Moana dell’81: da 01:06:17 a 01:06:20)
5. Ennesimo stacco su Clark (da 01:06:20 a 01:06:22)
6. Nuovo dettaglio della chiappa destra, stavolta pare più vicina ai jeans e dal movimento della mano pare aver trovato l’uccello, che infatti sta masturbando (da 01:06:22 a 01:06:31)
7. Ennesimo primissimo piano su Moana (da 01:06:31 a 01:06:32)
8. Una figa (pelosa) sulla sinistra e una mano che sta masturbando un uccello sulla destra. Poi la proprietaria della figa si abbassa e scopriamo trattarsi, finalmente, di Moana, che si produce in un pompino all’anonimo fortunato, mai inquadrato in volto (da 01:06:32 a 01:06:57)
9. Magia del montaggio: dal pompino della Moana in versione 1981 (ovvero pre-chirurgica) passiamo alla silhouette di Christoph Clark ripresa dal basso verso l’alto. Lo scopo di questo ‘raccordo temporale’ è quello di far pensare allo spettatore che il beneficiario di quel pompino è proprio lui, Christoph, ma noi sappiamo che non è possibile…(da 01:06:57 a 01:07:01)
10. Ritorno in primo piano su Moana intenta a succhiare. Il tutto ripreso lateralmente (da 01:07:01 a 01:07:23)
11. Ripetizione dello stacco su Clark che osserva verso il basso - chiaramente non si vedono né il suo uccello né Moana che succhia…(da 01:07:24 a 01:07:29)
12. Ritorno a Moana e al suo blowjob, l’angolo di ripresa è lievemente spostato rispetto al segmento precedente (da 01:07:29 a 01:07:54)
13. Clark sorride beato (da 01:07:54 a 01:07:56)
14. Moana continua a succhiare, provando anche brevi evoluzioni di lingua (da 01:07:56 a 01:08:21)
15. Ancora su Clark (da 01:08:21 a 01:08:22)
16. Ripresa dal basso del pompino di Moana (da 01:08:22 a 01:09:21)
17. Clark continua a godersela con la solita espressione di prima, ad occhi chiusi (da 01:09:21 a 01:09:22)
18. Moana continua a pompare, inquadratura più ravvicinata, poi termina e fa per alzarsi (da 01:09:22 a 01:09:44)
19. Clark sta per venire - o almeno, questo è ciò che il montaggio vuol farci credere - grazie al lungo pompino che (non) ha ricevuto da Moana (da 01:09:44 a 01:09:47)
20. Moana, ormai in piedi, conclude il suo lavoro facendo venire l’uccello dell’uomo misterioso con una breve sega (da 01:09:47 a 01:09:56)

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Se state ancora leggendo e non siete cascati dal sonno, signore e signori, vi annuncio che la scena porno di Moana Pozzi sopra descritta non è inclusa
- Né in ‘Erotic Flash’
- Nè in ‘Valentina Ragazza in calore’
Eppure, per come ci appare Moana - assolutamente non ritoccata, volto e capelli identici a quello dei film dell’81 - è stata girata senz’ombra di dubbio nel medesimo periodo.
Potrebbe dunque trattarsi di una scena antecedente a questi due film, forse - sottolineo forse - girata per la versione hard di quel ‘Delitto Carnale’ che, se stessero così le cose, sarebbe effettivamente il primo film a luci rosse girato in assoluto da Moana Pozzi.

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Il motivo per cui mi ostino ad usare il condizionale è molto semplice: non ho visto la versione hard di ‘Delitto Carnale’, che dubito sia stata distribuita. Dunque, in mancanza della prova regina, meglio andarci cauti con le certezze e limitarci a dire che, con estrema probabilità, le prime scene porno Moana le girò nel tardo inverno/primavera del 1981. Con chi, non è chiaro: l’uomo con cui la nostra fa sesso orale non si vede mai in faccia, né è chiaro chi sia il regista di questa performance, vista l’estraneità rivendicata da Canevari.
Ci sono poi altri dubbi: ad esempio, perchè recuperare questa sequenza e riproporla in un film ben 6 anni dopo, quando con ‘Fantastica Moana’ la nostra stava spiccando il volo nell’Olimpo dell’Hard che conta? Una cosa è certa: non abbiamo fretta. Se ci saranno ulteriori sviluppi, ne verremo a conoscenza.
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Re: Moana Prima di MOANA

#4 Messaggio da celibatoaddio80 »

Alec, grazie della tua onniscienza, di cui approfitto volentieri: ma ricordo bene o Moana ha fatto un cammeo in "W la foca?". Ricordo che era una scena in treno, ovviamente non erotica, ma in cui riusciva a essere assolutamente eccitante. Credevo che si trattasse di un'apparizione precedente all'ingresso del porno mentre dalle date che fornisci scopro che è di un paio d'anni successiva a questi esordi. Come va interpretata? Un tentativo di affermarsi nel cinema mainstream, per quanto pecoreccio, o solo il segno che il cinema italiano era meno ipocrita all'epoca?

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Re: Moana Prima di MOANA

#5 Messaggio da Alec Empire »

celibatoaddio80 ha scritto:
04/09/2020, 12:27
Alec, grazie della tua onniscienza, di cui approfitto volentieri: ma ricordo bene o Moana ha fatto un cammeo in "W la foca?". Ricordo che era una scena in treno, ovviamente non erotica, ma in cui riusciva a essere assolutamente eccitante. Credevo che si trattasse di un'apparizione precedente all'ingresso del porno mentre dalle date che fornisci scopro che è di un paio d'anni successiva a questi esordi. Come va interpretata? Un tentativo di affermarsi nel cinema mainstream, per quanto pecoreccio, o solo il segno che il cinema italiano era meno ipocrita all'epoca?
‘W La Foca’ è in effetti un film che uscì nel 1982, e rappresenta uno dei tre film ‘normali’ distribuiti in quello stesso anno in cui Moana ‘appare’ per poco, pochissimo, con un’importanza diegetica pari allo zero o quasi (gli altri due titoli sono ‘Borotalco’ di Carlo Verdone e ‘Vieni Avanti…Cretino’ di Luciano Salce). A dire il vero, in ‘W La Foca’ un suo piccolo ruolo Moana ce l’ha: essendo il film uno degli ultimi esempi di commedia sexy post settantiana che incontra il genere ‘barzelletta movie’, la vediamo appunto protagonista di un breve sketch in cui, per evitare di pagare il biglietto del treno, cerca di farsi i vari controllori che detto per inciso son tutt’altro che irrresistibili: il trucidissimo Ennio Antonelli e un barbuto Maurizio Mattioli.
E’ proprio Moana ad aprire il film con Lory Del Santo, che entra nello stesso scomparto della nostra. Tra l’altro, questo è il primo film in cui sentiamo Moana parlare con la sua voce senza doppiaggio, ma la novità non è solo questa. Va ricercata anzi nel suo look inconsueto: capelli rossicci, abbigliamento un po’ così, informale diciamo, che non le dona molto eccezion fatta per il culo: è grazie all’uso di quello che la Pozzi si propone di arrivare a Reggio Calabria dal Brennero. Celebre infatti lo scambio di battute con Lory:
- Ma lei dove deve andare?
- A Reggio Calabria, se mi regge il culo…
- Allora glielo lascio riposare!
Conclude Lory, andandosene.

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Questa piccola parte è emblematica del rapporto mai sviluppatosi tra Moana e il cinema ‘a luci bianche’, due universi paralleli che, di fatto, non si sono mai incontrati con reciproca soddisfazione. Per essere chiari parliamo di un’attrice con una vis recitativa nulla, ragion per cui non poteva certo aspirare a ruoli di rilevo seppure nel sottobosco più ‘di bocca buona’ della commedia di genere. Anche lì c’erano infatti interpreti di maggior carisma e dotate, oltre che dei fondamentali fisici, anche di quelli recitativi quantomeno sufficienti per guadagnarsi il ruolo di protagoniste. Moana appare sempre adatta finché non la si cerca in un primo piano facciale, perchè l’espressività non è il suo forte e, in questa fase, il suo viso non è neppure così raffinato e irresistibile. Per la cronaca, va detto che neanche il suo tentativo di inserirsi in un circuito cinematografico appare chiarissimo. Stando a quello che dice lei in un vecchio Venerdì di Repubblica, il tutto avvenne tramite l’agente cinematografico Giacomo Ciarlantini. ‘Stavano girando La Patata Bollente con Pozzetto - ricorda Moana - Mi vide, mi chiese di fare due foto per qualche posa in un film con Annamaria Rizzoli. La Compagna di Viaggio, si chiamava così. Ciarlantini divenne il mio agente per nove anni. Ma non funzionò mai come volevo io’. In un’altra versione della storia, l’agente cinematografico diventa ‘un vecchio produttore’ e la proposta delle foto sarebbe avvenuta nell’estate del 1980 a Bracciano, mentre sappiamo che ‘La Patata Bollente’ risale al ’79…altri dettagli ‘fumosi’. Fatto sta che è da lì che parte tutto sotto auspici puramente fisici - la presenza di Moana era stata notata da ‘uno che contava’ quando le sue tette erano andate a sostituire quelle della Rizzoli in un servizio fotografico presso Saturnia, durante, appunto, le riprese de ‘La Compagna di Viaggio’.

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Ora chiaro, se chi ben comincia è a metà dell’opera qui viene da riflettere perchè è palese che Moana ben si adatti ad essere la controfigura di una Annamaria Rizzoli ma non vada oltre. E così è stato, a cominciare da un film come ‘I Miracoloni’, commedia di Francesco Massaro, girato nell’estate del 1981 proprio in coincidenza della prima esplorazione hardcore della nostra.
Che Ciarlantini non l’abbia saputa valorizzare? Non credo, perchè è rientrata nel cast di un Dino Risi - parliamo dello sceneggiato televisivo ‘E la Vita Continua’ (1984), che curiosamente vede pure la fugace apparizione di un’altra habitué del porno, Marina Lotar - così come nel giro felliniano in ‘Ginger e Fred’, ma anche il Maestro Federico ne apprezzava più che altro il culo che faceva notare addirittura alla moglie Giulietta Masina. L’impressione generale, direi, è che al cinema non piacesse Moana così come a Moana non piacesse quel tipo di cinema, in cui - vuoi per evidenti limiti personali, vuoi perchè si trattava di un mondo che non la valorizzava neppure in ruoli di secondo piano - era ormai palese che non avrebbe lasciato segno alcuno.

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Comprensibile allora che, trovandosi con ‘Doppio Misto’ (1985) di fronte all’ennesima commedia a vantaggio altrui - costruita cioè sul personaggio di Tinì Cansino - la nostra abbia rotto gli indugi in maniera definitiva gettandosi ‘anima e corpo’ - ma più che altro corpo, un corpo tutto nuovo - alla causa del ‘Porno secondo Riccardo Schicchi’. E lì è iniziata tutta un’altra storia…

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Re: Moana Prima di MOANA

#6 Messaggio da celibatoaddio80 »

Enciclopedico, grazie.

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Salieri D'Amato
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Re: Moana Prima di MOANA

#7 Messaggio da Salieri D'Amato »

Mah, non ci giurerei ma ho qualche dubbio che Moana non fosse adatta al cinema mainstream, al pari di una Rizzoli o una Tini Cansino; quindi premetto che non sto parlando di una possibile Monica Vitti.

Vero che le sue prime apparizioni sono state veramente deludenti, tanto da non rimanere neppure nella memoria (ricordo che solo a posteriori ho fatto caso che Moana aveva avuto una piccola parte in Fuga dal Bronx di Castellari), ma teniamo conto anche che era una Moana acerba, in primis nella fisicità (dalle foto che hai postato sopra si stenta a riconoscere l'icona bionda dal sorriso ammaliante che tutti ricordiamo), ma che probabilmente a 20/22 anni ancora non aveva raggiunto quella presenza scenica e quella maturità, che negli anni successivi l'hanno imposta come modello sexy, in cui denotava una personalità più spiccata e una capacità maggiore anche nel prendersi la scena, vedi anche le apparizioni pubbliche per la campagna politica del Partito dell'Amore. Mi rimane dunque il dubbio, che se non fosse morta avrebbe potuto interpretare validamente qualche commedia o qualche cameo in modo più rilevante. Raggiungere almeno una Tini Cansino o una Lory Del Santo non mi appare impresa impossibile per una Moana "matura".
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Re: Moana Prima di MOANA

#8 Messaggio da Alec Empire »

Salieri D'Amato ha scritto:
07/09/2020, 16:19
Mah, non ci giurerei ma ho qualche dubbio che Moana non fosse adatta al cinema mainstream, al pari di una Rizzoli o una Tini Cansino; quindi premetto che non sto parlando di una possibile Monica Vitti.

Vero che le sue prime apparizioni sono state veramente deludenti, tanto da non rimanere neppure nella memoria (ricordo che solo a posteriori ho fatto caso che Moana aveva avuto una piccola parte in Fuga dal Bronx di Castellari), ma teniamo conto anche che era una Moana acerba, in primis nella fisicità (dalle foto che hai postato sopra si stenta a riconoscere l'icona bionda dal sorriso ammaliante che tutti ricordiamo), ma che probabilmente a 20/22 anni ancora non aveva raggiunto quella presenza scenica e quella maturità, che negli anni successivi l'hanno imposta come modello sexy, in cui denotava una personalità più spiccata e una capacità maggiore anche nel prendersi la scena, vedi anche le apparizioni pubbliche per la campagna politica del Partito dell'Amore. Mi rimane dunque il dubbio, che se non fosse morta avrebbe potuto interpretare validamente qualche commedia o qualche cameo in modo più rilevante. Raggiungere almeno una Tini Cansino o una Lory Del Santo non mi appare impresa impossibile per una Moana "matura".
Penso che l’insuccesso di Moana nel cinema sia dovuto anche al fatto che, agli esordi, s’è trovata in un contesto di passaggio dei generi e, in un certo senso, di epoche. Con la fine degli anni ’70 s’è avuta la conclusione della commedia sexy che tanti volti femminili aveva fatto conoscere lungo quel decennio, per cui credo che nei primi ’80 si sia verificata come una selezione naturale delle attrici più versatili nei vari contesti senza dimenticare - e questa fu la novità - la tendenza a promuovere un’onda lunga cinematografica ai personaggi creati dalla televisione in format quali ‘Drive In’ ad esempio. Chiaramente attrice ‘versatile’ non vuol dire ‘brava’ attrice, semplicemente una che se la cava, in contesti prevalentemente di commedia, a fare da sparring partner a presenze maschili istrioniche e preponderanti (un Diego Abatantuono con una Laura Antonelli, un Lino Banfi con Edwige Fenech o Barbara Bouchet o addirittura Janet Agren, un Renato Pozzetto - o Johnny Dorelli - con Gloria Guida, un Adriano Celentano con Ornella Muti e molti altri ancora). Ecco, in questo contesto vedi che si cerca la continuità di nomi già ‘esperti’ e non c’è spazio per la novità, a differenza di quanto era successo nel decennio precedente. All’epoca registi e produttori ‘creavano’ le attrici, superata quella fase il cinema ‘popolare’ s’è adagiato sui soliti noti, capaci di garantire una certa ‘visibilità’ e guadagno in sala, salvo rare eccezioni di nuove entrate (mi vengono in mente Isabella Ferrari e, più tardi, Federica Moro).
Nel caso di una Tinì Cansino senza dubbio hai ragione, la giovane Moana, per quanto incompiuta, non le sarebbe stata certo inferiore (cosa per altro difficile, direi). Ma se dopo diversi anni di presenza marginale in pellicole di pretese non eccessive ti fanno fare la parte secondaria anche di fronte alla divetta tv, se insomma non riesci a fare quel ‘salto di qualità’ tale da proporti come personaggio femminile principale allora qualcosa non torna. Moana apparteneva a quello stuolo di comparse che i registi chiamavano per riempire la scena ‘alla bisogna’: penso anche a ‘Dagobert’, sempre di Dino Risi.
Cosa, questa, ch’è stata poi destino comune di molte attrici porno italiane di quel periodo: pensa che ne ‘La Città delle Donne’ di Fellini ci sono Laura Levi, Sabrina Mastrolorenzi e l’ex signora Frajese, tutte in minuscole apparizioni naturalmente, e tutte destinate ad intraprendere la strada dell’hard per una chiara mancanza di chances nel cinema ‘normale’. Perchè diciamo la verità, nel periodo ’79-’84 e non solo la ‘pornovocazione’ da noi non ce l’aveva proprio nessuno e si vede.
Ti faccio un parallelismo: Moana e Serena Grandi. Entrambe esordiscono più o meno nello stesso periodo - la Grandi un po’ prima ma non di molto - entrambe appaiono in film ‘di genere’, poi però Moana resta a piedi, Serena invece viene chiamata da Tinto Brass e si inserisce via via in quel circuito dei Sergio Corbucci/Castellano e Pipolo fatto di commedie ‘a episodi’ qualitativamente mediocri ma con cast di alto richiamo, non si fa mancare ‘filmetti’ da protagonista (filmetti, ci mancherebbe…). Ora chiaro: parliamo di un’attrice a mio avviso modesta. Allora come si spiega questa diversità di carriera? Io ho una duplice opinione. La prima la reputo possibile o forse probabile, la seconda è soggettiva.
- Il cinema, come molti altri settori della nostra società, ha smesso di essere Settima Arte da un bel po’ di tempo, per tramutarsi in catena di montaggio basata sull’utilizzazione e sulla produzione di capitale al di sopra della creatività e del tutto estranea alla meritocrazia. Per cui, se un produttore investe dei soldi in un progetto, quasi sempre tende a condizionare questo progetto ‘a sua immagine e somiglianza’, ovvero inserendoci dentro gli attori che dice lui e i ruoli che dice lui. Il povero regista scelto per dirigere il tutto ha un potere decisionale pari a zero, ragion per cui - eccoci al punto - mettiamo che un buon regista ha una sceneggiatura per una commedia o un thriller, va a farsi sovvenzionare dalla produzione e alla produzione gli impongono - stiamo sempre ipotizzando eh - di usare dei nomi da ‘valorizzare’ in chiave attoriale: potrebbe trattarsi di una Serena Grandi come di qualunque altro nome ‘caldo’ verso le seconda metà degli anni ’80, beninteso. Altrimenti niente film. Il bravo regista, immagino, farà di necessità virtù, girerà il suo film adattandolo al diktat del produttore e la Serena Grandi o chi per lei si troverà a proprio carico un bel film da protagonista, che fa curriculum. Questione di contesti, insomma, di ‘giri che contano’: se ci sei dentro lavori, altrimenti no. Questo a prescindere dalle tue capacità, che comunque restano tutte da dimostrare. Se questo discorso ha un fondamento, dovrei dedurne che Moana Pozzi non ha trovato il ‘contatto giusto’ per tentare la scalata nel mondo del cinema. Ma la cosa mi fa ridere, viste le amicizie vantate da Moana…
- Secondo motivo del flop moaniano nel cinema: a Moana, secondo me, di questo cinema di cui stiamo parlando non fregava granché. Non le permetteva di essere quel personaggio che voleva, una figura ‘larger than life’ il cui narcisismo e il cui appariscente protagonismo era qualcosa di ampiamente superiore e del tutto ingestibile nell’angusto spazio di un film. Per come la vedo io, Moana non s’è mai impegnata con reale convinzione in ambito cinematografico, preferendo tutto sommato ritagliarsi il ruolo di ‘Regina all’Inferno’ piuttosto che ‘Serva in Paradiso’ per dirla con John Milton. Laddove per ‘Inferno’ puoi leggere la scorciatoia del porno, tollerata ma mai amata, la trasgressione ‘trasversale’ che dai teatrini arriva alle stanze dei bottoni, la magnificenza dell’icona televisiva ‘nuda’ perchè ‘interprete di se stessa’, non attrice di o per altri. D’altronde ragioniamo: se io sono ad inizio carriera, il mio manager mi fa ‘ci sarebbe da girare un porno…’ ed io acconsento, beh, diciamo che non ho questa grande strategia professionale in testa (e non ce l’ha manco il mio manager, ovvio, che per me non riesce a trovare evidentemente di meglio). Se dopo un solo film da non protagonista sei disposta a tutto per creare lo scandaletto giornalistico significa che vuoi usare il cinema solo come mezzo per finire altrove, sui rotocalchi, sui giornali, in tv, senza aspirare ad una carriera duratura. E infatti il periodo che arriva fino all’86/87 è un vivacchiare svogliato in film e sceneggiati televisivi in cui, a mio parere, Moana non fa nulla per emergere.
A riprova di questo possiamo anche vedere ‘Amami’, il film ‘normale’ che vede sì protagonista Moana nel 1993 assieme al ‘vecchiaccio’ (detto con affetto da toscano a toscano) Novello Novelli. La storia, detta in brevissimo, è semiautobiografica, e vede un padre semplice e alla buona, completamente ignaro del mestiere della figlia, scoprire che lei fa l’attrice porno. Ora, pure in questo film io Moana la vedo di ghiaccio, laconica, inespressiva, distaccata. Verrebbe da dire che lei nel cinema s’è ‘lasciata vivere’, e che non fosse assolutamente portata o motivata nel recitare. Forse era troppo impegnata a ‘vivere’, diciamo così…
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Re: Moana Prima di MOANA

#9 Messaggio da Alec Empire »

Della verità - è noto - ciascuno ha la sua versione. In ’Non Solo Pierino’, recente libro intervista in cui Alvaro Vitali discorre a proposito della propria filmografia, il nostro accenna anche a Moana, laddove si parla di ‘Paulo Roberto Cotechino Centravanti di Sfondamento’. In questo film del 1983 - l’ultimo per la regia di Nando Cicero - Moana Pozzi fa la solita, insignificante apparizione di pochi minuti accanto a Vitali nelle vesti del campione ispirato a Falcao. Ecco l'osservazione dell’autore del libro e la risposta di Alvaro:

Nel film c’era Mario Carotenuto e una allora sconosciuta Moana Pozzi, che fa una scenetta con te.
Quando la conobbi era una bravissima ragazza, molto timida. Mi diceva: ‘Alvaro, non ho fatto mai cinema’. Per rassicurarla le rispondevo: ‘Non ti preoccupare, basta che sei te stessa. Ti è mai capitato uno che ci prova? E allora? Comportati in maniera naturale, come se fosse tutto vero.’ La volli con me anche in una scena di un film di Pierino che però poi fu tagliata.


Come detto, ‘Paulo Roberto’ è del 1983. Al tempo Moana, per quanto sconosciuta, diciamo che ‘bazzicava’ cinema da un paio d’anni e oltre, come già detto. Appare improbabile immaginarsela chiedere sicurezza a Vitali, sostenendo di essere nuova del mestiere. Oddio tutto è possibile, ma insomma. Due i casi: o Alvaretto qua s’è allargato - magari non si ricordava bene, mettiamola così - oppure forse Moana preferiva nascondere il suo fugace primo passaggio nelle luci rosse, per quanto già ampiamente strombazzato nella stampa di allora. Resta la sensazione che, a tutt’oggi, tutti vogliano un pezzo di Moana, anche chi l’ha sfiorata per caso, accampando qualche parola di ricordo più o meno fallace e qualche suggestione mai concretizzata (il ‘taglio’ della presunta scena per un Pierino).
La cosa più probabile, a mio avviso, è che avendola Cicero già utilizzata in ‘W la Foca’ l’anno precedente, non le abbia negato un cameo in quest’altro suo film. Cameo del resto ampiamente secondario, ancor meno significativo della scenetta recitata in ‘W la Foca’, appunto. Altra cosa che desumiamo è l’ampio relativismo mnemonico con cui la gente di spettacolo guarda al proprio passato, rendendolo inconoscibile al disgraziato intervistatore di turno.

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marziano
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Re: Moana Prima di MOANA

#10 Messaggio da marziano »

cmq nella prima foto di questo topic, la Nostra è di una bruttezza unica.
topic meraviglioso, come tutti quelli di Cornucopia, cioè di CONTENUTO e sostanza impareggiabili.
li sto lentamente leggendo tutti.
La verginità è un ottima cosa perché capisci meglio cosa è vero e cosa invece è falso.

Corvette
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Re: Moana Prima di MOANA

#11 Messaggio da Corvette »

molto interessante Grazie

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Re: Moana Prima di MOANA

#12 Messaggio da cicciuzzo »

mamma mia che post che erano questi scritti da Alec......

ps: sono d'accordo con Salieri, poteva tranquillamente dire il suo senza entrare nell'hard.....
Il sentimento più sincero rimane sempre l'erezione

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