[OT] Signore e signori: la guerra.

Ri...Scatta il fluido erotico...

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hermafroditos
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33556 Messaggio da hermafroditos »

Ripeto, l'importante è che si continui a fare il pride a Tel Aviv:

https://m.dagospia.com/cronache/i-motiv ... rei-469430

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Drogato_ di_porno
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33557 Messaggio da Drogato_ di_porno »

inflazione europea in rialzo dall'1,9% al 2,5%

niente male dopo solo 1 mese ma si può ancora migliorare
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)

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katmandu69
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33558 Messaggio da katmandu69 »

Drogato_ di_porno ha scritto:
31/03/2026, 14:43
Ma questo quando crepa?
il passato non può essere cambiato,il presente offre solo rimpianti e perdite,solo nei giorni a venire un'uomo può trovare conforto quando i ricordi svaniscono.CRASSO!

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Drogato_ di_porno
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33559 Messaggio da Drogato_ di_porno »

katmandu69 ha scritto:
31/03/2026, 18:39
Ma questo quando crepa?
questo militava nello stesso gruppo di quelli che hanno ammazzato Ytzhak Rabin
Il magazine americano New Yorker ha definito quello di Rabin «uno degli omicidi politici più efficaci della storia». In effetti il suo assassino, l’estremista Yigal Amir, ottenne tutti gli obiettivi che si era prefissato: nel giro di poco tempo il processo di pace con i palestinesi fallì, e la destra religiosa accumulò sempre più influenza. Molti dei personaggi che oggi hanno un ruolo centrale nella politica israeliana e nella guerra nella Striscia di Gaza ebbero un ruolo anche nei fatti che portarono all’assassinio di Rabin, compreso il primo ministro Benjamin Netanyahu. Nel luglio del 1995 Netanyahu organizzò una manifestazione in cui si mise a capo di un corteo che trasportava un cappio e una bara nera, destinati a Rabin. Un mese prima della sua uccisione partecipò a un’altra manifestazione in cui per ore i partecipanti cantarono: «Morte a Rabin». Pochi giorni prima dell’assassinio di Rabin un giovane attivista dell’estrema destra religiosa riuscì a strappare il logo dalla sua auto di stato, e disse in televisione: «Se siamo arrivati all’auto del primo ministro, possiamo arrivare anche a lui!». Il giovane attivista era Itamar Ben Gvir, l’attuale ministro della Sicurezza nazionale noto per le sue posizioni estremiste e ostili alla popolazione palestinese, nonché uno dei principali alleati di Netanyahu. A uccidere Rabin fu però Yigal Amir, un altro attivista dell’estrema destra religiosa poco noto all’intelligence. Per anni si discusse della possibilità che i servizi d’intelligence israeliani avrebbero potuto accorgersi di lui e fermarlo, anche perché Amir parlava abbastanza liberamente del suo piano di uccidere il primo ministro. Le indagini non hanno mai portato a niente.

https://www.ilpost.it/2025/11/04/assass ... 0-anni-fa/
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33560 Messaggio da Drogato_ di_porno »

Israele: il kahanismo è tornato. E questa volta vuole restare
Dopo quarant’anni dalla messa al bando del movimento di Meir Kahane, la sua ideologia è oggi al centro della politica israeliana, trasformandosi da frangia eversiva a forza di governo al fianco di Netanyahu.


https://www.ispionline.it/it/pubblicazi ... are-225834
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Paperinik
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33561 Messaggio da Paperinik »

BLACKOUT GLOBALE E COLLASSO DELL’ORDINE CIVILE
Cronaca di un crollo annunciato?
di Stefano E. Erario – FreeLancePress

Nel corso dei prossimi mesi una sequenza di eventi convergenti si manifesterà con una progressione più riconoscibile, mentre il conflitto tra Iran e blocco occidentale entrerà in una fase operativa più intensa e lo Stretto di Hormuz diventerà progressivamente un punto di interdizione strategica, con una riduzione significativa del traffico energetico mondiale che inizierà a comprimere in modo diretto l’intero sistema economico globale. Le operazioni militari nell’area del Golfo Persico produrranno un effetto immediato sui mercati, con un aumento rapido dei prezzi del petrolio e del gas, accompagnato da un rallentamento delle forniture verso Europa e Asia, mentre le petroliere inizieranno a ridurre le rotte e i flussi logistici subiranno contrazioni progressive, generando una tensione strutturale nelle reti energetiche già sotto pressione. Parallelamente, sistemi elettrici interconnessi in diverse aree del pianeta entreranno in una fase di instabilità crescente, con oscillazioni, sovraccarichi e successivi collassi locali che tenderanno a sincronizzarsi, fino a produrre blackout estesi e simultanei in più continenti, trasformando una crisi energetica in un evento sistemico globale.
Fonti attribuite alla Central Intelligence Agency e a circuiti collegati ai servizi europei descriveranno scenari di questo tipo come ipotesi già simulate, nelle quali la combinazione tra shock geopolitico e vulnerabilità digitale delle reti energetiche conduce a una perdita rapida di stabilità, con effetti a cascata su economia, comunicazioni e ordine sociale. Le prime comunicazioni ufficiali parleranno di crisi temporanee e di gestione della domanda, ma la durata e l’estensione degli eventi modificheranno rapidamente la percezione pubblica, mentre le città entreranno in una condizione operativa ridotta, con interruzioni dell’elettricità, rallentamenti nei sistemi digitali e difficoltà nella distribuzione dei beni essenziali.
In Europa, altamente dipendente dalle importazioni energetiche e caratterizzata da una forte integrazione infrastrutturale, l’impatto si manifesterà in modo rapido e diffuso, con trasporti bloccati, sistemi bancari rallentati e una riduzione progressiva delle scorte alimentari nei centri urbani, mentre le autorità introdurranno misure di razionamento e controllo dei consumi. Nel giro di pochi mes, la pressione sociale crescerà in modo visibile, con una fase iniziale di adattamento e cooperazione che lascerà spazio a tensioni, episodi di conflitto e occupazioni spontanee di spazi pubblici, mentre gruppi organizzati inizieranno a diffondere interpretazioni alternative sull’origine della crisi, collegandola a strategie globali di trasformazione. In ambienti analitici e informativi emergeranno riferimenti a strutture di potere informali, descritte come stati ombra, reti di influenza che operano tra finanza, sicurezza e governance globale, e che secondo alcune letture utilizzeranno la crisi come strumento di accelerazione per una riconfigurazione dell’ordine internazionale. Il concetto di nuovo ordine mondiale tornerà con frequenza crescente nel linguaggio pubblico, associato all’ipotesi di una centralizzazione delle risorse energetiche e digitali, mentre la popolazione, esposta a informazioni frammentarie, svilupperà una percezione diffusa di disallineamento tra versioni ufficiali e realtà operativa.
Nel frattempo il conflitto nel Golfo Persico si intensificherà ulteriormente, con tentativi di riapertura dello Stretto di Hormuz da parte delle forze occidentali e con una risposta iraniana basata su sistemi di interdizione navale e minacce dirette, aumentando il rischio di escalation verso un confronto su scala più ampia. La riduzione dei flussi energetici globali raggiungerà livelli critici, con perdite di milioni di barili al giorno che altereranno in modo radicale l’equilibrio tra domanda e offerta, mentre le economie entreranno in una fase di contrazione accelerata, caratterizzata da inflazione, riduzione della produzione e instabilità finanziaria. Le settimane successive vedranno un progressivo deterioramento delle condizioni sociali, con proteste che si svilupperanno in modo coordinato tra le principali città europee, da Parigi a Berlino fino a Roma e Madrid, con blocchi infrastrutturali, occupazioni e scontri con le forze dell’ordine, anch’esse operative in condizioni ridotte. La dimensione informativa diventerà centrale, con una competizione tra narrazioni ufficiali e interpretazioni alternative, mentre la scarsità di comunicazioni chiare favorirà la diffusione di analisi che collegano blackout, guerra e trasformazione globale in un unico processo coerente.
Le città entreranno progressivamente in una fase di instabilità strutturale, con amministrazioni locali in difficoltà, servizi ridotti e una crescente autonomia delle comunità territoriali, mentre emergeranno forme di autogestione basate su reti locali e scambi diretti. Il collasso dell’ordine civile si manifesterà come processo graduale ma continuo, caratterizzato da una perdita di controllo istituzionale su alcune aree e da una ridefinizione dei rapporti tra cittadini e autorità, mentre misure straordinarie verranno introdotte per contenere la crisi e ristabilire una forma di stabilità operativa.
Sul piano globale, la crisi produrrà una polarizzazione crescente tra blocchi geopolitici, con accuse reciproche e strategie di posizionamento che utilizzeranno energia, informazione e controllo delle rotte come strumenti principali, mentre lo Stretto di Hormuz rimarrà il punto critico attorno al quale ruoterà l’intero sistema. Nel medio termine emergeranno nuove configurazioni economiche e sociali, con una maggiore centralizzazione delle risorse e con sistemi di controllo più estesi, mentre la popolazione si adatterà a un contesto in cui la stabilità assumerà forme diverse rispetto al passato. L’insieme di questi elementi delineerà uno scenario in cui blackout sistemico, guerra energetica e tensione sociale convergeranno in un unico processo, producendo un collasso dell’ordine civile su scala globale e aprendo una fase storica caratterizzata da trasformazioni profonde e ancora in definizione.
In uno scenario di tensione energetica, interruzioni dei servizi e instabilità sociale, l’approccio più efficace resta fondato su preparazione concreta, disciplina personale e cooperazione locale, evitando interpretazioni estreme e mantenendo un orientamento operativo basato su fatti e capacità di adattamento.
La prima linea di stabilità riguarda l’autonomia minima domestica, che si costruisce attraverso una scorta ordinata e razionale di beni essenziali, senza accumuli irrazionali ma con una pianificazione lucida che includa acqua potabile per più giorni, alimenti a lunga conservazione, fonti di illuminazione indipendenti e strumenti base per la gestione quotidiana in assenza di elettricità, insieme a batterie, radio e dispositivi di ricarica alternativa che permettano di mantenere un minimo livello informativo. La gestione dell’energia personale assume un ruolo centrale, non solo in senso materiale ma anche operativo, poiché l’organizzazione delle attività quotidiane in funzione delle risorse disponibili consente di ridurre il consumo e di mantenere continuità nelle azioni essenziali, mentre la conoscenza di procedure semplici come la conservazione degli alimenti senza refrigerazione o l’utilizzo controllato delle risorse diventa un elemento pratico di resilienza. Sul piano finanziario è utile prevedere una quota di liquidità immediata, in quanto i sistemi elettronici possono subire rallentamenti o interruzioni, e parallelamente mantenere una diversificazione minima delle risorse, evitando dipendenze totali da un unico canale di accesso economico. La dimensione relazionale rappresenta un fattore decisivo, poiché la stabilità individuale si rafforza attraverso reti locali di fiducia, costituite da familiari, vicinato e contesti comunitari, all’interno delle quali si possono condividere informazioni, risorse e competenze, riducendo l’isolamento e migliorando la capacità di risposta collettiva. In contesti urbani europei, dove la densità abitativa è elevata, la collaborazione tra piccoli gruppi diventa uno strumento concreto per garantire sicurezza e continuità operativa, mentre l’adozione di comportamenti civili e ordinati contribuisce a mantenere un livello di equilibrio anche in presenza di tensioni diffuse.
La gestione dell’informazione richiede attenzione e selezione, privilegiando fonti istituzionali e verificabili e mantenendo un atteggiamento critico verso contenuti non confermati, in modo da evitare decisioni basate su percezioni distorte o su dati incompleti. Nel caso di proteste o situazioni di disordine, la priorità resta la sicurezza personale, con una valutazione costante del contesto e una scelta consapevole dei movimenti, evitando aree ad alto rischio e mantenendo percorsi alternativi e punti di riferimento chiari.
Sul piano sanitario è opportuno disporre di un kit di base con farmaci essenziali e materiali di primo intervento, insieme a una conoscenza minima delle pratiche di gestione delle emergenze, che permetta di affrontare situazioni comuni senza dipendere immediatamente da strutture sovraccariche.
Nel medio termine, la capacità di adattamento diventa la variabile principale, attraverso una riorganizzazione delle abitudini, una riduzione dei consumi non essenziali e una maggiore attenzione alla gestione delle risorse, mantenendo una visione lucida della realtà senza amplificazioni emotive.
Il comportamento civile rappresenta il fondamento dell’equilibrio collettivo, poiché il rispetto delle regole, la cooperazione e la responsabilità individuale contribuiscono a contenere gli effetti della crisi e a preservare le condizioni necessarie per un ritorno progressivo alla stabilità. L’insieme di queste azioni non elimina il rischio, ma consente di ridurre l’esposizione e di mantenere una capacità operativa concreta, trasformando uno scenario complesso in una condizione gestibile attraverso preparazione, lucidità e disciplina.
Se questa analisi dovesse trovare conferma nei fatti, ciò che si aprirebbe nei prossimi mesi assumerebbe il peso di un passaggio storico reale, nel quale l’idea stessa di normalità verrebbe messa alla prova e l’equilibrio su cui si regge la vita quotidiana entrerebbe in una fase di trasformazione concreta. Spererei di sbagliarmi in questo mio articolo, perché esisterebbe ancora la possibilità che le tensioni vengano contenute e che le dinamiche in atto trovino una stabilizzazione prima di raggiungere un punto critico, e la convergenza degli elementi osservati imporrebbe comunque attenzione e consapevolezza. Il punto centrale risiederebbe nel riconoscere la realtà per ciò che potrebbe diventare, mantenendo uno sguardo lucido e una capacità di risposta concreta, perché proprio nella preparazione si costruirebbe la differenza tra chi subirà gli eventi e chi saprà attraversarli.
Scongiuriamo questo scenario, ma prepariamoci.
Stefano Erario
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33562 Messaggio da El Diablo »

Papero, primadi credere alle sue stronzate, informati
https://www.google.com/search?q=Stefano ... 5&dpr=3.15
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33563 Messaggio da Paperinik »

Ce ne sono a frotte di analisi simili..fra due mesi si vedrà
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33564 Messaggio da Azophfaz »

gli USA credo dovrebbero ritirarsi a breve, se seguono il buon senso..
sarebbe da pazzi continuare. I prezzi della benzina negli Stati Uniti sono destinati a raggiungere livelli record. Il sostegno al Presidente è ai minimi storici, si è fatto qualche soldino lui e i suoi lacchè manipolando i mercati ma ha inguaiato di molto l'economia degli USA e quella degli alleati. Non è riuscito a fare regime changing, non ha messo un governo di brave persone in iran, non è riuscito a togliere l'iran dall'essere fornitore diretto per la cina, hanno fallito tutti gli obiettivi. Non si può neanche dire che l'iran ne esce indebolito, a livello militare è indebolito ma se ora fa pagare di norma il pedaggio a tutte le navi che passano nello stretto allora ne escono rafforzati economicamente sul lungo periodo. Ricapitolando, trump cambia obiettivi con il passare delle ore, si è infilato in questo ginepraio pensando che Israele aveva detto la verità, che bastava poco per avere rivolta popolare in iran e mettere brave persone al governo che svendevano le loro risorse a gratis agli USA. Tutto fallito e si spera che si accetta il verdetto e si torna a casa, si spera che non facciano operazioni di terra strampalate che poi è peggio per tutti con rincari e speculazioni infinite su tutta la filiera energetica.
Ogni fine settimana staremo alla finestra per capire se si inguaia la cazzata fatta oppure no
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estdipendente
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33565 Messaggio da estdipendente »

ecco la mia previsione: US e Israele da qui a 10 giorni attaccano concentrandosi su 3 punti: Hormuz, Isfahan, Kharg. No invasione di terra, bombardamento a tappeto e focus mirati. Scopo: arraffare il petrolio e fare emergere una brava persona come in Siria. Durata: 6 mesi minimo. Del costo della benza non fotte un cazzo a trumpone. ha preso atto di essere un lame duck e pensa a incassare miliardi sottobanco da lobby giudaiche e arabe. Cosa fara’ l’Iran: cerchera’ di resistere piu’ a longo possibile per fare incazzare quelli alla pompa di benzina. Cosa fara la Russia: un cazzo, sono cialtroni. Cosa fara’ la Cina? il vero potenziale black swan. credo nessuno lo sappia. e possono essere cazzi.
ci aspettano mesi interessanti.

p.s. magari stasera Trump fa TACO e sara’ un’altra previsione come quella del ponte di Crimea:-) ma non credo. sono andati troppo in la’ penso e ci sono troppi quattrini in ballo via fondo di Kushner.

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33566 Messaggio da Azophfaz »

estdipendente ha scritto:
01/04/2026, 8:21
ecco la mia previsione: US e Israele da qui a 10 giorni attaccano concentrandosi su 3 punti: Hormuz, Isfahan, Kharg. No invasione di terra, bombardamento a tappeto e focus mirati. Scopo: arraffare il petrolio e fare emergere una brava persona come in Siria. Durata: 6 mesi minimo. Del costo della benza non fotte un cazzo a trumpone. ha preso atto di essere un lame duck e pensa a incassare miliardi sottobanco da lobby giudaiche e arabe. Cosa fara’ l’Iran: cerchera’ di resistere piu’ a longo possibile per fare incazzare quelli alla pompa di benzina. Cosa fara la Russia: un cazzo, sono cialtroni. Cosa fara’ la Cina? il vero potenziale black swan. credo nessuno lo sappia. e possono essere cazzi.
ci aspettano mesi interessanti.

p.s. magari stasera Trump fa TACO e sara’ un’altra previsione come quella del ponte di Crimea:-) ma non credo. sono andati troppo in la’ penso e ci sono troppi quattrini in ballo via fondo di Kushner.

non hanno la forza di durare 2 mesi a questi livelli e tu spari 6 mesi. Non sai un cazzo di come funziona la logistica militare e spari teorie senza senso. Per munizioni complesse come i missili Tomahawk, i tempi di ripristino si misurano in anni, non mesi. Inutile ebete. Anche con l'aumento della produzione di proiettili da 155mm e sistemi HIMARS, il ritmo del conflitto consuma risorse più velocemente di quanto l'industria militare americana riesca a sfornarne.
Devono chiedere ulteriore denaro e fare un'economia di guerra per fare quello che dici tu, soprattutto per far approvare misure straordinarie di emergenza e convertere l'intero Paese alla guerra per fare la stronzata che dici tu e durare 6 mesi a questi livelli e continuare a bombardare.
Già hanno dovuto trasferire i sistemi dall'Indopacifico nel medio oriente dimostrando che la coperta è corta, diminuendo anche le scorte per l'Ucraina. Voglio vedere in quale mondo fantastico di estipendiente sia fattibile durare 6 mesi. Durano 6 mesi solo se fanno come la Russia e non ce li vedo gli americani nababbi a trasformare la loro economia in una economia di guerra..

magari ti smentisce proprio stasera annunciando qualcosa e la tua teoria del cazzo finisce dritta dritta nel cesso, come tutte le altre settimane-mesi eccetera .. sai perdere a ceffoni le mid term non è proprio una cosa che vorrebbero i suoi laccchè nonostante gli lecchino il culo, con i costi che stanno sostenendo per adesso le mid term le perde in maniera portentosa.

Solo tu credi che non fotte un cazzo a nessuno di cosa pensa il cittadino USA che deve sorbirsi i rincari.

la realtà è che mantenere questi livelli per altri 6 mesi richiede non solo una volontà politica da decerelebrati, ma soprattutto una capacità di rigenerazione industriale che al momento gli USA non possiedono, già sono sotto stress per via della mancanza di munizionamento e sistemi di difesa. La logistica non regge e il consenso interno crolla sotto il peso dei costi, la teoria dei "6 mesi" finisce nel cesso come tutte le altre teorie del cazzo di estipendiente.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33567 Messaggio da estdipendente »

ha bisogno di 200 miliardi, non tanto per loro.
vediamo stasera.

p.s. per intanto le FORTIFICAZIONI del donbass (o Dombass) tengono mi pare. non doveva gia’ essere tutto un brulicare di carri russi da un anno? e’ vero…dimenticavo che Putin ha gia’ vinto.
sei un mito azzoppas continua cosi’, facci ridere.

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33568 Messaggio da Azophfaz »

estdipendente ha scritto:
01/04/2026, 14:42
ha bisogno di 200 miliardi, non tanto per loro.
vediamo stasera.

p.s. per intanto le FORTIFICAZIONI del donbass (o Dombass) tengono mi pare. non doveva gia’ essere tutto un brulicare di carri russi da un anno? e’ vero…dimenticavo che Putin ha gia’ vinto.
sei un mito azzoppas continua cosi’, facci ridere.
ma l'unico che fa ridere sei tu che spari teorie ad minkiam, settimane, mesi, 6 mesi e cazzi e mazzi non sapendo manco come funzionano le basi elementari di un conflitto , io non ho mai scritto di campo pieno di carriarmati, controffensiva di maggio o di primavera ed è tutto minato ce lo dice la geolocalizzazione. I tuoi messaggi stanno qua a riflettere il personaggio troll di merda che sei, ti ho quotato pure i messaggi l'altro giorno per far capire a tutti che sei un lurido rincoglionito che spara minkiate.

Inutile che citi la guerra in ucraina che è ormai persa, il fatto che i russi continuano ad avanzare e gli ucraini a perdere territorio, consapevoli che presto dovranno accettare la ritirata da tuti i territori del donbass è il simbolo che si è persa la guerra, ma tu pensa pure che riconquisteranno tutto.

Ma tu stai pure qua a tifare come un coglione che non capisce un cazzo.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33569 Messaggio da estdipendente »

guarda come si agita, e’ troppo buffo

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33570 Messaggio da Azophfaz »

estdipendente ha scritto:
01/04/2026, 15:08
guarda come si agita, e’ troppo buffo
non mi agito, ci tengo a mostrare quanto tu sia un coglione, hai citato che gli servono 200 miliardi :lol:

secondo estipendiente 6 mesi 200 miliardi, secondo te combattono con le lance :lol:

Considerando che la spesa militare ha toccato picchi di quasi 100 miliardi al mese e il debito corre verso i 40 trilioni, credi che il Congresso possa davvero autorizzare nuovi fondi straordinari prima delle Midterm di novembre senza scatenare una rivolta :lol:
Vai a leggerti topolino.
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