[O.T.] La peggiore sinistra del mondo
Moderatori: Super Zeta, AlexSmith, Pim, Moderatore1
Re: [O.T.] La peggiore sinistra del mondo
Preparatevi ad altri 5 anni di Meloni o chi per lei
Il sentimento più sincero rimane sempre l'erezione
Re: [O.T.] La peggiore sinistra del mondo
Oramai non riescono a metter su un pateracchio qualunque neppure falsificando le elezioni
https://www.avvenire.it/mondo/il-presid ... ico_109349
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
Re: [O.T.] La peggiore sinistra del mondo
Chi è più buffo il generale nato "eversore" o l'ultimo difensore dell occidente slavacalenda?
piano A per salvarsi da quello che considera un potenziale disastro sarebbe abbandonare il modello di legge elettorale in discussione e passare ad un proporzionale semplice. Perché altrimenti secondo Carlo Calenda, leader di Azione, alle prossime elezioni si confronteranno due «schieramenti estremi che pur di ottenere un voto in più saranno disposti ad imbarcare di tutto, da una parte Vannacci e dall’altra pure Potere al popolo».
Non succede da 30 anni?
«No, primo perché le coalizioni sono molto più estremiste e secondo perché il mondo è cambiato. Oggi l’Europa è esposta a pericoli che anni fa non sembravano esserci: siamo nel mirino di Usa, Cina e Russia che hanno come obiettivo comune smantellare l’Ue. È uno scenario che l’Europa non è pronta ad affrontare con l’attuale assetto e magari travolta da vittorie di partiti antieuropei in Francia, Polonia e Spagna».
Avete un piano B?
«Qualsiasi sarà la legge elettorale stiamo lavorando per costruire un terzo polo con l’obiettivo di essere determinanti nella prossima legislatura con un’agenda europeista e riformatrice che abbia come primo punto costruire l’Europa federale. Domani (oggi, ndr) terremo un grande evento a Milano, partecipatissimo, di associazioni, movimenti, singole personalità, tutte fortemente europeiste — alcuni parleranno solo a titolo di esperti come Mario Monti e Carlo Cottarelli — ma con Pina Picierno e tanti altri liberali e popolari lavoreremo per costruire assieme una casa per gli europeisti alle prossime elezioni, fondata su valori che nel centrodestra e nel campo largo sono dimenticati».
Cioè?
«Serve un’Europa unita e armata, senza veti in Consiglio europeo con un piano energetico e industriale che metta da parte le follie green che ci espongono all’invasione commerciale cinese. Serve quel muro di droni di cui ha parlato von der Leyen perché il rischio che Putin, bloccato in Ucraina, testi la tenuta della Nato e della Ue con attacchi mirati sui Paesi baltici è più che concreto. Insomma siamo nella situazione più pericolosa dal 1945, mentre destra e sinistra parlano d’altro».
Per colpa di Vannacci e Potere al popolo?
«La continua ricerca di populisti sempre più estremi ci porta nel baratro. E se questa legge elettorale passerà ce li troveremo tutti nelle due coalizioni. Vannacci poi è un problema di sicurezza nazionale. Il suo filo-putinismo, il sostegno che trova in rete da schiere di bot, le sue posizioni — oltre che inaccettabili, come quella sul femminicidio — sono incompatibili con FI e la Costituzione, metteranno in grande difficoltà la destra».
Che esclude accordi.
«Lo spero, ma non ci credo, se la sfida con la nuova legge sarà prendere un voto in più butteranno dentro di tutto. Tajani ieri mi ha detto di non occuparmi delle loro alleanze... Invece me ne occupo eccome, perché è la credibilità stessa della Repubblica ad essere in gioco. Peraltro già la stessa premier non è favorevole neppure all’eliminazione del veto in consiglio europeo. FdI e Lega non sono per un’Europa forte e autonoma».
C’è il Campo largo...
«Dove pure il tema non è minimamente preso in considerazione. Sono contro il riarmo, contro il nucleare, contro il sostegno all’Ucraina e non hanno ancora un programma, un’idea. Anzi, danno spazio a manovre a dir poco spregiudicate come quella di Renzi che vorrebbe far crescere Vannacci per far perdere la destra. Rischiamo di romperci l’osso del collo e fanno manovrine da quattro soldi».
Ma da soli quanto potreste ottenere?
«Molto più di quanto abbiamo preso con il terzo polo. Più le coalizioni diventano estremiste più c’è domanda di una politica di centro pragmatica e rassicurante. E poi guardi, oggi c’è un’opinione pubblica molto più europeista e spaventata da guerre e instabilità, che di fronte a due schieramenti monstre potrebbe scegliere di non votare se non avesse un’alternativa credibile».
E con questi voti?
«Puntiamo ad influenzare la formazione di un prossimo governo, perché chiunque vinca con queste alleanze non sarà in grado di portare avanti una politica credibile e utile all’Italia. Ci sarebbero continui intoppi e sfaldamenti».
Quanto tempo avete?
«Credo sia vero che la maggioranza voglia votare ad aprile, per anticipare le amministrative e perché sono bloccati su tutto. Il tempo c’è se si hanno le idee chiare. Noi le abbiamo. Gli altri mi pare proprio di no».

piano A per salvarsi da quello che considera un potenziale disastro sarebbe abbandonare il modello di legge elettorale in discussione e passare ad un proporzionale semplice. Perché altrimenti secondo Carlo Calenda, leader di Azione, alle prossime elezioni si confronteranno due «schieramenti estremi che pur di ottenere un voto in più saranno disposti ad imbarcare di tutto, da una parte Vannacci e dall’altra pure Potere al popolo».
Non succede da 30 anni?
«No, primo perché le coalizioni sono molto più estremiste e secondo perché il mondo è cambiato. Oggi l’Europa è esposta a pericoli che anni fa non sembravano esserci: siamo nel mirino di Usa, Cina e Russia che hanno come obiettivo comune smantellare l’Ue. È uno scenario che l’Europa non è pronta ad affrontare con l’attuale assetto e magari travolta da vittorie di partiti antieuropei in Francia, Polonia e Spagna».
Avete un piano B?
«Qualsiasi sarà la legge elettorale stiamo lavorando per costruire un terzo polo con l’obiettivo di essere determinanti nella prossima legislatura con un’agenda europeista e riformatrice che abbia come primo punto costruire l’Europa federale. Domani (oggi, ndr) terremo un grande evento a Milano, partecipatissimo, di associazioni, movimenti, singole personalità, tutte fortemente europeiste — alcuni parleranno solo a titolo di esperti come Mario Monti e Carlo Cottarelli — ma con Pina Picierno e tanti altri liberali e popolari lavoreremo per costruire assieme una casa per gli europeisti alle prossime elezioni, fondata su valori che nel centrodestra e nel campo largo sono dimenticati».
Cioè?
«Serve un’Europa unita e armata, senza veti in Consiglio europeo con un piano energetico e industriale che metta da parte le follie green che ci espongono all’invasione commerciale cinese. Serve quel muro di droni di cui ha parlato von der Leyen perché il rischio che Putin, bloccato in Ucraina, testi la tenuta della Nato e della Ue con attacchi mirati sui Paesi baltici è più che concreto. Insomma siamo nella situazione più pericolosa dal 1945, mentre destra e sinistra parlano d’altro».
Per colpa di Vannacci e Potere al popolo?
«La continua ricerca di populisti sempre più estremi ci porta nel baratro. E se questa legge elettorale passerà ce li troveremo tutti nelle due coalizioni. Vannacci poi è un problema di sicurezza nazionale. Il suo filo-putinismo, il sostegno che trova in rete da schiere di bot, le sue posizioni — oltre che inaccettabili, come quella sul femminicidio — sono incompatibili con FI e la Costituzione, metteranno in grande difficoltà la destra».
Che esclude accordi.
«Lo spero, ma non ci credo, se la sfida con la nuova legge sarà prendere un voto in più butteranno dentro di tutto. Tajani ieri mi ha detto di non occuparmi delle loro alleanze... Invece me ne occupo eccome, perché è la credibilità stessa della Repubblica ad essere in gioco. Peraltro già la stessa premier non è favorevole neppure all’eliminazione del veto in consiglio europeo. FdI e Lega non sono per un’Europa forte e autonoma».
C’è il Campo largo...
«Dove pure il tema non è minimamente preso in considerazione. Sono contro il riarmo, contro il nucleare, contro il sostegno all’Ucraina e non hanno ancora un programma, un’idea. Anzi, danno spazio a manovre a dir poco spregiudicate come quella di Renzi che vorrebbe far crescere Vannacci per far perdere la destra. Rischiamo di romperci l’osso del collo e fanno manovrine da quattro soldi».
Ma da soli quanto potreste ottenere?
«Molto più di quanto abbiamo preso con il terzo polo. Più le coalizioni diventano estremiste più c’è domanda di una politica di centro pragmatica e rassicurante. E poi guardi, oggi c’è un’opinione pubblica molto più europeista e spaventata da guerre e instabilità, che di fronte a due schieramenti monstre potrebbe scegliere di non votare se non avesse un’alternativa credibile».
E con questi voti?
«Puntiamo ad influenzare la formazione di un prossimo governo, perché chiunque vinca con queste alleanze non sarà in grado di portare avanti una politica credibile e utile all’Italia. Ci sarebbero continui intoppi e sfaldamenti».
Quanto tempo avete?
«Credo sia vero che la maggioranza voglia votare ad aprile, per anticipare le amministrative e perché sono bloccati su tutto. Il tempo c’è se si hanno le idee chiare. Noi le abbiamo. Gli altri mi pare proprio di no».
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
Re: [O.T.] La peggiore sinistra del mondo
Sul patentino antifascista richiesto dagli organizzatori di “Più libri, più liberi”, fiera della piccola e media editoria, si sono scatenati anche gli intellettuali di sinistra e i giornalisti. Tra tutti Luciano Canfora, professore di Lettere antiche a La Sapienza di Roma, che ha schernito la scelta da probiviri: «È una cosa che fa ridere, gli editori non sono partiti politici. Il problema è molto semplice. Io ritengo l’antifascismo un valore positivo, ma c’è anche un grande storico come il mio amico Franco Cardini che quando gli chiesero in una trasmissione televisiva se fosse antifascista rispose: lo diventerò».
Poi ha ribadito che «la dichiarazione di antifascismo è una decisione dissennata che si espone a critiche di ogni tipo, l’editore non è un funzionario pubblico che deve giurare sulla Costituzione ma una figura che fa impresa e può fare quello che gli pare». Sulla stessa linea d’onda anche il filosofo Massimo Cacciari, che dopo aver appreso la notizia ha definito la scelta degli organizzatori dell’evento come «un delirio e una follia». Poi ha aggiunto: «Penso si siano bevuti il cervello, chiedono di firmare una dichiarazione come quella in cui dichiari di non essere mafioso». Insomma, «una dichiarazione di questo genere supera ogni limite, tra poco dovremo firmare le dichiarazioni per dire che si è contro Putin o contro Trump».
Gli intellettuali di sinistra scendono in campo contro il patentino antifascista a “Più libri, più liberi”
Anche il filosofo Simone Regazzoni ha criticato la scelta dei coordinatori dell’evento librario: «La cultura è lo spazio libero, aperto, dinamico del confronto e del conflitto delle idee, tutte le idee. Solo in uno Stato etico o totalitario si possono chiedere agli operatori culturali dichiarazioni di fede politica o di altro tipo». E ancora: «Sono piccoli ricatti morali che avviliscono la cultura e creano pericolosi precedenti. Se in Italia esistono ancora intellettuali liberi, bene questo è il momento di farsi sentire».
Vale lo stesso per il sociologo Luca Ricolfi, che in un’intervista a Il Giornale ha citato l’articolo 21 della costituzione, per la tutela della libertà di manifestazione del pensiero in tutte le sue forme. «È il principio di dover firmare una dichiarazione sui propri convincimenti che è sbagliato, perché profondamente illiberale – ha sottolineato -. In una società libera puoi chiedere al cittadino di certificare dei fatti, ma è folle chiedergli di certificare il possesso di determinati convincimenti, quali che essi siano. I convincimenti di una persona sono insindacabili, esigere che siano di un tipo piuttosto che di un altro è una inammissibile intrusione nel suo mondo interiore».
Aggiungo un ricordo personale l'anno scorso mentre era in corso lo "sciopero antifascista" stavo parlando uno di Altaforte sul Donbass da lui visitato durante i combattimenti era una persona seria.
Poi ha ribadito che «la dichiarazione di antifascismo è una decisione dissennata che si espone a critiche di ogni tipo, l’editore non è un funzionario pubblico che deve giurare sulla Costituzione ma una figura che fa impresa e può fare quello che gli pare». Sulla stessa linea d’onda anche il filosofo Massimo Cacciari, che dopo aver appreso la notizia ha definito la scelta degli organizzatori dell’evento come «un delirio e una follia». Poi ha aggiunto: «Penso si siano bevuti il cervello, chiedono di firmare una dichiarazione come quella in cui dichiari di non essere mafioso». Insomma, «una dichiarazione di questo genere supera ogni limite, tra poco dovremo firmare le dichiarazioni per dire che si è contro Putin o contro Trump».
Gli intellettuali di sinistra scendono in campo contro il patentino antifascista a “Più libri, più liberi”
Anche il filosofo Simone Regazzoni ha criticato la scelta dei coordinatori dell’evento librario: «La cultura è lo spazio libero, aperto, dinamico del confronto e del conflitto delle idee, tutte le idee. Solo in uno Stato etico o totalitario si possono chiedere agli operatori culturali dichiarazioni di fede politica o di altro tipo». E ancora: «Sono piccoli ricatti morali che avviliscono la cultura e creano pericolosi precedenti. Se in Italia esistono ancora intellettuali liberi, bene questo è il momento di farsi sentire».
Vale lo stesso per il sociologo Luca Ricolfi, che in un’intervista a Il Giornale ha citato l’articolo 21 della costituzione, per la tutela della libertà di manifestazione del pensiero in tutte le sue forme. «È il principio di dover firmare una dichiarazione sui propri convincimenti che è sbagliato, perché profondamente illiberale – ha sottolineato -. In una società libera puoi chiedere al cittadino di certificare dei fatti, ma è folle chiedergli di certificare il possesso di determinati convincimenti, quali che essi siano. I convincimenti di una persona sono insindacabili, esigere che siano di un tipo piuttosto che di un altro è una inammissibile intrusione nel suo mondo interiore».
Aggiungo un ricordo personale l'anno scorso mentre era in corso lo "sciopero antifascista" stavo parlando uno di Altaforte sul Donbass da lui visitato durante i combattimenti era una persona seria.
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
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Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA

