(O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

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cicciuzzo
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11266 Messaggio da cicciuzzo »

Poi se bevono come noi italiani fanno gli stessi danni

https://www.radiolombardia.it/2026/08/2 ... aMQVhWN0WQ
Il sentimento più sincero rimane sempre l'erezione

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dostum
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11267 Messaggio da dostum »

Drugat ci siamo?Noi abbiamo valenti governanti!
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Azophfaz
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11268 Messaggio da Azophfaz »

SoTTO di nove ha scritto:
21/08/2026, 17:06


Comunque sto aspettando che nasca il partito di Dibba a sinistra per creare lo stesso problema (sul fronte anti militare) ai 5 stelle.
credo che dibattista prenderebbe tutti i voti a sinistra tanto da far sembrare il problema vannacci come minoritario per le destre.
xxxx

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Drogato_ di_porno
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11269 Messaggio da Drogato_ di_porno »

dostum ha scritto:
23/08/2026, 4:31
Drugat ci siamo?Noi abbiamo valenti governanti!
notare che se la Bielorussia usa i migranti come arma diventa "guerra ibrida". Se a farlo è il Marocco, o la Turchia, o altri paesi va tutto bene
Lettonia ferma 28 migranti dalla Bielorussia dopo scoperta di un tunnel
Negli ultimi mesi la Lettonia registra un aumento della migrazione irregolare, che i leader europei definiscono un attacco ibrido del regime di Aliaksandr Lukashenka


https://it.euronews.com/my-europe/2026/ ... -un-tunnel
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)

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dostum
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11270 Messaggio da dostum »

Drogato_ di_porno ha scritto:
23/08/2026, 9:32
dostum ha scritto:
23/08/2026, 4:31
Drugat ci siamo?Noi abbiamo valenti governanti!
notare che se la Bielorussia usa i migranti come arma diventa "guerra ibrida". Se a farlo è il Marocco, o la Turchia, o altri paesi va tutto bene
Lettonia ferma 28 migranti dalla Bielorussia dopo scoperta di un tunnel
Negli ultimi mesi la Lettonia registra un aumento della migrazione irregolare, che i leader europei definiscono un attacco ibrido del regime di Aliaksandr Lukashenka


https://it.euronews.com/my-europe/2026/ ... -un-tunnel
Noi "uccidentali" abbiamo il pisello aureo notoriamente cmq lo ritengo (molto belle anche le illustrazioni) il suo lavoro migliore
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11271 Messaggio da Paperinik »

Leggo che a sinistra vorrebbero tirare dentro francesca albanese...praticamente vista l'inconsistenza e la fuffa di tutti moderati si stanno fondando due estremisti, a destra vannacci che strizza l'occhio ai fascisti e a sinistra degli antisemiti antioccidentali...la veggo buia..se dessi retta ai profeti ad oggi fra guerre e terremoti ci stanno i segnali per l'imminente venuta del signore..tocca buttare i pornacci e andare a purificare l'anima
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11272 Messaggio da Drogato_ di_porno »

Paperinik ha scritto:
23/08/2026, 15:52
Leggo che a sinistra vorrebbero tirare dentro francesca albanese...praticamente vista l'inconsistenza e la fuffa di tutti moderati si stanno fondando due estremisti, a destra vannacci che strizza l'occhio ai fascisti e a sinistra degli antisemiti antioccidentali...la veggo buia..se dessi retta ai profeti ad oggi fra guerre e terremoti ci stanno i segnali per l'imminente venuta del signore..tocca buttare i pornacci e andare a purificare l'anima
la colpa è anche di noi hikkikomori papero che non abbiamo somministrato alle nostre donne una lieve dose del dolce su e giù
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11273 Messaggio da Drogato_ di_porno »

pulp fiction
Foggia, bracciante 32enne scompare il 4 agosto e lo ritrovano morto nel bagagliaio della sua auto: ipotesi omicidio
Si chiamava Sadam Houssain ed era un lavoratore pakistano

Il cadavere di Sadam Houssain, pachistano di 32 anni scomparso dal 4 agosto scorso, è stato trovato nel bagagliaio della sua autovettura a pochi chilometri dal ghetto di borgo Mezzanone, ad una decina di chilometri da Foggia, dove il giovane viveva. A quanto si apprende, il corpo è in avanzato stato di decomposizione. Si ipotizza sia stato ucciso, anche se la conferma arriverà dall'autopsia. La morte potrebbe risalire al giorno della scomparsa, considerate le condizioni in cui si presenta il corpo. Il ritrovamento risale al pomeriggio di ieri.


https://www.ilmessaggero.it/italia/fogg ... 21370.html
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11274 Messaggio da Drogato_ di_porno »

Ulrich Siegmund, «l'uomo più pericoloso di Germania»: chi è il 35enne di AfD che può vincere in Sassonia-Anhalt (e cambiare la storia tedesca)
Ha 35 anni, un passato da commerciale e produce profumi per ambiente basati sul genere. Tesserato appena maggiorenne nella Cdu di Angela Merkel, ora potrebbe diventare il primo ministro-presidente della destra radicale della storia della Repubblica


https://www.corriere.it/esteri/26_agost ... 5xlk.shtml
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11275 Messaggio da Paperinik »

Poveri mikranti!!1!
CONTRO LA RETORICA DELL’IMMIGRATO-DISPERATO
I fatti di Ceuta gettano una luce importante sulla natura dei moderni flussi migratori. Flussi migratori che hanno nulla o quasi a che vedere con quelli passati, in quanto quelli originavano da accordi inter-statali che definivano quote e funzioni lavorative. Gli emigranti partivano quando la loro pratica era stata perfezionata e quindi si poteva andare a occupare il posto di lavoro concordato (come avvenne per i miei zii emigrati in Usa). Si trattava di una migrazione interna a un mondo dominato dal capitale industriale, in cui v’era necessità di disporre di abbonante forza-lavoro per far funzionare la filiera produttiva. Così, i nuovi arrivati andavano ad integrarsi nelle realtà di fabbrica della nazione ospitante secondo le regole contrattuali ivi previste dalle normative. Poteva succedere che andati in pensione tornavano in patria, ma molti rimanevano, ormai integrati, assimilati, nella nuova realtà, nella quale registravano cognomi foneticamente adattati.
Questo tipo di emigrazione conclude la sua parabola a partire dalla fine degli anni ’80, quando, con la fine dei blocchi e la caduta dell’Urss (’89), si apre la nuova stagione della globalizzazione che decreta il trionfo del capitale finanziario sul quello industriale. Si avviano quindi processi di delocalizzazione internazionali e cominciano a presentarsi nuovi e caotici flussi migratori (nel 1991 arriva nel porto di Bari la nave “Flora” con circa 20mila albanesi).
Questa massa immigrante si configura spesso come “esercito di riserva industriale” disposto a sostituire la manovalanza autoctona a prezzi di vendita della propria forza-lavoro decisamente concorrenziali, favorita in ciò da un quadro normativo sul lavoro che va strutturalmente cambiando, perdendo quelle caratteristiche di “rigidità” attaccata pesantemente da una lunga campagna denigratoria contro il “posto fisso”.
Ma non possiamo ridurre la funzione di questa massa immigrante solo a quella di esercito di riserva. La classe dominante globalista capisce bene che questa massa migrante non solo azzera la contrattualità della forza-lavoro autoctona, rendendola sempre più flessibilizzata e precarizzata, con un potere d’acquisto che veleggia verso il basso, ma diventa decisivo strumento di scombussolamento dei popoli, se non addirittura di veri e propri progetti di “sostituzione”, grazie anche a una denatalità "controllata". Popoli verso i quali inizia una vera e propria aggressione. Contro le sue identità, sia culturali che religiose. Non a caso, si comincia a demonizzare la stessa nozione di stato-nazione. Comincia quindi quella fitta propaganda tesa ad affermare la superiorità morale del multi-culturalismo e del multi-etnicismo, sostenuta dalla retorica del politicamente corretto, poi tralignato in woke.
Retorica (ideologica) che dipinge il “migrante” come disperato, degno quindi di cure, premure e attenzioni umanitarie. Nascono ong (affiliate all’internazionale finanziaria globalista) che praticano la strada dell'occupazione dello spazio istituzionale e addirittura dettano tempi e modalità del “soccorso” ai migranti, grazie a una potente rete associativa ramificata in tutti i gangli dell’assistenza cooperativistica (legale, ricettiva, medico-sanitaria…). Impunemente navi battenti bandiera estera diventano padroni delle nostre acque territoriali nullificando e mortificando gli interventi della marineria (vedi caso “Sea Watch” della globalista Carola Rackete che nel giugno 2019 forza il blocco navale e sperona un’unità della nostra Guardia di Finanza).
Si registrano perciò sul territorio masse sempre più numerose di nuovi immigrati, che in prevalenza vanno a sostituire lavori a basso contenuto di competenze tecniche (agricoltura, fabbrica, servizi…), che quindi distruggono le attività, tradizionalmente gestite da autoctoni, grazie all’impossibilità di competere di questi con i costi bassissimi della forza-lavoro immigrata e a una pressione fiscale e di controllo spesso inesistente sulle attività esercitate dai nuovi imprenditori immigrati (che spesso sfruttano in modo semi-schiavistico gli stessi connazionali). La giustificazione ideologica di questa sostituzione è fornita dal ritornello che gli immigrati “fanno lavori che gli italiani (o, chi altri) non vogliono più fare”. Se poi ci mettiamo la menzogna che grazie agli immigrati si può tenere in piedi il sistema previdenziale…
A seguito dell’inserimento nel sistema produttivo e di percezione di reddito e servizi forniti dallo stato sociale, il numero degli immigrati cresce, anche grazie a ricongiungimenti familiari resi abbastanza facili da una normativa lasca sul tema. Ma non tutti i “migranti” riescono, o vogliono, inserirsi nel sistema produttivo, molti, attratti dai facili e cospicui guadagni, vanno a rimpolpare le fila della extra legalità (spaccio, prostituzione…) se non della vera e propria criminalità. Molti di quelli che non riescono a inserirsi a qualsiasi titolo, finiscono invece nel circuito degli sbandati, di quelli che spesso si danno ad escandescenze o, peggio, a violenze contro cose e persone, spesso donne (molestie sessuali e stupri) di cui la cronaca quotidiana e piena, e per i quali spesso vale il principio della sospensione della pena, con incredibile accondiscendenza degli immigrazionisti i quali, invece, non sono disposti a tollerare neanche una sbavatura commessa da autoctoni, specialmente se maschi e bianchi…
L’immagine del migrante disperato che va soccorso e assistito è un falso, figlio di un ipocrita umanitarismo (coltivata anche da una certa chiesa ridotta a ong) che nasce da una precisa impostazione ideologica. Quella tesa a giustificare, se non a sostenere, il sistema liberista globalista che trae, come abbiamo visto, benefici economici e sociali abbastanza evidenti da questi processi.
La stragrande maggioranza di questi “migranti” è rappresentata prevalentemente da giovani maschi, robusti e intraprendenti, i quali decidono di mettersi in viaggio lungo le varie rotte (marittime e terrestri), sborsando migliaia di euro (c’è un tariffario apposito per le varie rotte), quasi sempre messe a disposizioni da famiglie che vedono in ciò un investimento (vedi, per esempio, l’enorme e quotidiano flusso di denaro costituito dalle rimesse).
C’è una parte politica, quello della sinistra estrema, orfana del mito della rivoluzione proletaria, che, delusa dall’integrazione della classe operaia nel sistema, ritiene che il soggetto rivoluzionario sul quale puntare sia oggi quello migrante, in quanto espressione del nuovo proletario che non ha altro da perdere che le proprie catene. Una vera e propria visione idealistica, campata in aria cioè, che la storia si è incaricata di smentire più volte. Nessuna classe decide di essere rivoluzionaria, quando le rivoluzioni appaiono sulla scena storica è perché determinate condizioni le hanno (quasi) rese inevitabili (rivoluzioni francese, russa, cinese…), non perché si volesse fare la rivoluzione, quasi fosse un “pranzo di gala” (Mao).
Ma poi, quando mai gli esseri umani decidono di non voler migliorare le proprie condizioni di vita? La classe operaia non ha tradito niente – solo i visionari rivoluzionari l’hanno vissuta così – essa ha, e giustamente, lottato per conquistare sacrosanti diritti sociali. I visionari “rivoluzionari” quindi vedono nei loro migranti idealizzati quella classe operaia che avrebbe dovuto trainare i processi rivoluzionari. Migranti come nuovo soggetto rivoluzionario. Ignorano, costoro, e proprio a causa di una collocazione di classe spesso privilegiata, quindi estranea alla conoscenza della realtà sociale del mondo popolare, che l’immigrato tende, ed è giusto e comprensibile che sia così, ad integrarsi e a migliorare la propria condizione economica e sociale. Il paradosso è che questi presunti rivoluzionari “puntano” non sull’immigrato in generale, ma su quella fascia di immigranti marginalizzati e “sbandati”, che Marx sprezzantemente avrebbe definito sottoproletariato. Il sottoproletariato, per sua stessa natura, è infido e refrattario a qualsiasi prospettiva sociale. Il suo obiettivo è piazzarsi, comunque sia, per godere di quelle gioie, effimere, ma considerate importanti, che la società dello spettacolo elargisce.
Nota finale. Ceuta ci ha mostrato immagini di giovani maschi africani forti, robusti, aggressivi, cresciuti nel mito occidentale del successo e della ricchezza, a qualunque costo. Non di disperati.

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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11276 Messaggio da Paperinik »

Si integreranno subito ai valori occidentali e alla democrazia e diverranno europei in men che non si dica, come io domani sarò su un set legalporno
“CONTRARIO AI MIEI VALORI”. ARRIVANO ANCHE I LIBRI HALAL ALLINEATI CON L’ISLAM: GUY DE MAUPASSANT E’ BANDITO
Il fenomeno è preoccupante e secondo un’antropologa si tratta “di islamizzare secondo i codici dei Fratelli Musulmani o dei salafiti in generale una popolazione che non è ancora controllata”.
Chi nega che sia in corso l’islamizzazione dell’Europa o mente sapendo di mentire o vive una realtà parallela, perché i segnali ci sono tutti, sono evidenti e non possono essere sottovalutati. L’ultimo allarme arriva dalla Francia, dopo il cibo halal, ora è arrivata la letteratura. Sembra una forzatura ma è la tendenza che stanno cercando di lanciare alcune giovani influencer musulmane nel Paese transalpino attraverso i social, promuovendo una letteratura che sia conforme ai dettami religiosi di Maometto e che non sia peccaminosa. Sembra di fare un passo indietro nel tempo, quando esisteva l’indice dei libri proibiti, dove i volumi non conformi venivano messi al rogo e dove l’oscurantismo regnava sovrano. O, semplicemente, sembra di fare un passo verso i Paesi dove lo Stato islamico ha preso il controllo.
A denunciare il nuovo fenomeno è Europe 1, che ha individuato diverse influencer di questo tipo, che sostengono che alcuni volumi della tradizione letteraria francese “banalizzano il tradimento e romanticizzano la violenza. In realtà, ciò normalizza assolutamente tutto quello che è contrario ai miei valori. Non è affatto ciò che ho voglia di leggere come musulmana”. Nel mirino, per esempio, è finito Guy de Maupassant con il suo romanzo “Palla di sego”, pubblicato del 1880, che parla della storia di una prostituta durante la guerra franco-prussiana del 1870: troppo osè per i dettami e i codici islamici, quindi da accantonare.
“Un romance halal è un romance che rispetta il quadro islamico nel corteggiamento. Nessun rapporto carnale, nessuna relazione romantica prima del matrimonio” , spiega un’influencer alla sua comunità, cercando di trasferire la convinzione che sia la strada giusta per essere delle perfette musulmane. E ancora: “Forbidden Love, non vedo l’ora di leggerlo perché si tratta di un matrimonio combinato. Matrimonio combinato e muslim nella stessa frase, è sufficiente per me per acquistarlo”. E non ci sarebbe nulla di male se fosse questione di semplici gusti personali, perché tutti scelgono un libro da leggere in base alle proprie preferenze. Diventa problematico nel momento in cui ragazze che vivono in Occidente e che dovrebbero godere delle conquiste di libertà di chi le ha precedute scelgono di affrancarsi da una società libera per aderire a un modello in cui esistono libri “consentiti” o meno a seconda che aderiscano o no ai codici religiosi.
La letteratura francese sarebbe diventata l’intollerabile espressione di un Paese “bianco, borghese e parigino”, lontano dalla loro identità culturale. “È l’illustrazione della disintegrazione e della disassimilazione, volontà di questi giovani. Non hanno l’intenzione di rispettare le regole delle democrazie liberali. Ciò che importa loro è imporre le proprie. Lo fanno in modo lento, in modo progressivo, attraverso gli oggetti di consumo”, ha dichiarato l’antropologa Florence Bergeaud-Blackler, lanciando evidentemente un allarme per una sorta di “riconquista culturale” in corso, un tentativo “di influenzare, di islamizzare secondo i codici dei Fratelli Musulmani o dei salafiti in generale una popolazione che non è per l’appunto ancora controllata da questi gruppi”. Non dev’essere considerata una moda, perché il rischio è che si cerchi di andare incontro a questa tendenza, eliminando qualunque tipo di romanzo non rispondente ai codici islamici. E non è escluso che questa nuova tendenza non arrivi anche in Italia, spinta da chi sta abdicando al woke.
Fonte: www.ilgiornale.it – di Francesca Galici - 24/08/2026
Prossimo passo il divieto di portare i cani nelle zone di questi subumani..chissà che se tocchi i cani sto popolo di rincoglioniti si sveglia
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11277 Messaggio da Paperinik »

Crimini degli immigrati: "Ma li commettono pure gli italiani". Vero, ma solo negli ultimi 31 giorni, senza scavare negli archivi giudiziari di ogni provincia, troviamo reati da mettersi le mani tra i capelli.

Due omicidi; almeno tre tentati omicidi; diverse violenze sessuali, anche contro minorenni; accoltellamenti. Aggressioni con mannaia, accetta, lame affilate, pietre.

Sanitari, carabinieri, poliziotti e vigili aggrediti. Tra gli autori, parecchi risultavano già irregolari, richiedenti asilo, rifugiati o gravati da precedenti. Già noti, cioè. Già schedati. Già qui.

Chi lo dice, "pure gli italiani"? Lo dice chi non ha mai preso l'ultimo treno a Milano Centrale.

Lo dice dal salotto ai Parioli o sotto l’ombrellone a Capalbio, dove i problemi arrivano per sentito dire e si commentano come il meteo di un'altra città.

La frase non è un argomento, è una porta che si chiude. Non risponde, cambia discorso.

Nessuno ha mai detto "perché occuparsi della mafia, tanto si ammazzano tra di loro". E se uno ha i ladri in casa, è un buon motivo per lasciare la porta aperta?

C'è però una differenza che il salotto finge di non vedere.

Il delinquente italiano è un problema che lo Stato subisce. Non lo può espellere, non gli può revocare nulla. Se lo tiene per forza.

Il rifugiato con la fedina lunga come le Pagine Gialle è un problema che lo Stato ha scelto.

Lo ha accolto, lo ha protetto, gli ha rinnovato la fiducia tenendoselo in casa dopo ogni condanna. L'uno è una disgrazia. L'altro è una decisione.

E "pure gli italiani" serve esattamente a non far mai arrivare la domanda su chi ha deciso di farlo entrare e soprattutto di farlo restare.

Allora confermiamolo, per non lasciare nulla al salotto. Si, gli italiani delinquono, ci mancherebbe. Restano due numeri, del Viminale, non di un comizio.

Gli immigrati sono il 9% di chi vive in Italia e producono il 35% delle persone denunciate o arrestate.

E soprattutto il 43% delle violenze sessuali. Uno su nove tra i residenti, quasi uno su due tra chi stupra.

Non staremmo meglio senza?

Poi c'è un’altra specie di anime belle, quella più fine. Non nega i fatti. Nega che ci si possa preoccupare. Per loro “è solo percezione".

Sono le stesse persone che su ogni altro tema ripetono "bisogna credere alle vittime", "il vissuto conta più delle statistiche", "il raptus non esiste".

Tre principi giusti, applicati a intermittenza.

Quando la vittima non serve, il vissuto torna a chiamarsi percezione e il raptus torna a chiamarsi disagio.

Percezione è la ragazza di 17 anni violentata sulla panchina di Metaponto? Percezione è la studentessa trascinata fuori da una discoteca a Milano e violentata?

È l'infermiera spinta contro la vetrata a Lucca, il vigile col naso rotto a Bologna, il pensionato di Caserta morto per cinquanta euro?

Chiedetelo a loro, che il problema lo hanno percepito da vicino.

E sì, i reati in Italia calano, il Viminale lo ha appena certificato. Ma proprio per questo: se di 10 aggressioni 3 sono opera di gente che non doveva essere qui, il calo delle altre 7 non è un argomento per tenersi le 3.

È l'argomento contrario. Meno reati abbiamo, più pesa ognuno di quelli che potevamo evitare.

E poi c'è il trucco contabile, quello che nessuno racconta. Le statistiche contano per cittadinanza, non per origine.

Chi è nato qui da genitori stranieri e che a diciotto anni ha chiesto e ottenuto il passaporto finisce nella casella "italiano" e basta.

Il maranza che rapina un coetaneo in stazione è italiano. L'uomo che a Modena ha lanciato l'auto sulla via Emilia e poi ha tirato fuori il coltello, con la mail sui "bastardi cristiani" nel cassetto dal 2021, per il Tg1 era italiano.

Quindi quel 35% è un pavimento, non un soffitto. E chi ti dice "guarda che il 65% dei reati li fanno gli italiani" sta contando dentro quel 65 anche le seconde generazioni, che l'integrazione non l’hanno mai vista e, soprattutto, mai voluta.

Le anime belle stanno usando come prova di innocenza la classificazione, che nasconde il problema. Il passaporto è vero. L'integrazione no.

Il terzo mestiere del salotto è la psichiatria. Il malato, l'incompreso, il non integrato. Tre diagnosi, una sola funzione. Togliere il soggetto.

L'aggressore smette di essere uno che ha deciso e diventa una sommatoria di cause e così non lo puoi condannare, lo puoi solo curare, capire o finanziare.

Ogni diagnosi ha il suo sbocco. Il malato verso la non imputabilità, l'incompreso verso i servizi sociali invece che verso l'espulsione. Il non integrato verso altri soldi alla stessa filiera che ha fallito. Non è pietà. Sono corsie preferenziali.

Modena è diventata "disagio psichico" alla prima edizione del telegiornale. Il ministro dell'Interno ha detto "non è solo un pazzo". Aveva ragione: pazzo e forse terrorista non sono alternative, la propaganda va a caccia degli instabili.

La malattia spiega l'intensità. Non spiega la direzione. Perché il suo disagio si è scaricato sui cristiani e non sul vicino di casa?

E il malato con quindici precedenti? Non è un malato.

È un uomo che lo Stato ha processato quindici volte chiamandolo delinquente e che diventa malato solo quando serve a spiegare il reato che non si vuole chiarire.

Oppure era malato a ogni processo, per evitare il carcere. In entrambi i casi la psichiatria non è una diagnosi. È una porta girevole.

Poi "non integrato", è sempre e solo colpa nostra.

Accettiamolo. Se è colpa nostra, è responsabilità di chi ha gestito l'integrazione per trent'anni con quel modello e con quei soldi. Cioè esattamente di chi oggi dice che è colpa nostra.

Il fallimento dell'integrazione diventa un'attenuante per l'immigrato che doveva riceverla e mai un'aggravante per lo Stato che doveva realizzarla.

E c'è un'ultima cosa che il salotto non vuole sentirsi dire. Giustificare non è compassione.

Chi dice che l'aggressore straniero non è responsabile perché malato, incompreso, non integrato, sta dicendo che che quell'uomo non è un adulto.

Che da lui non si può pretendere quello che si pretende dal figlio del ferramenta di Metaponto. Il maschio italiano è sempre colpevole perché capace di intendere, il maschio straniero è sempre vittima di qualcosa.

Due codici penali, uno per etnia. Il razzismo, quello vero, abita ai Parioli.

Nessuna di queste frasi ha mai fermato un'aggressione. "Pure gli italiani", "solo percezione", "è malato", "colpa nostra": hanno fermato solo le discussioni.

E l'aggressione successiva non è mai arrivata sotto l'ombrellone di Capalbio. È arrivata su una panchina di Metaponto.
Autore: Roberto Riccardi
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11278 Messaggio da Drogato_ di_porno »

Paperinik ha scritto:
26/08/2026, 11:32
Si integreranno subito ai valori occidentali e alla democrazia e diverranno europei in men che non si dica, come io domani sarò su un set legalporno
scusa papero ma se sono così fisicati e pisellati perchè non fare una cernita ad hoc? si piazzano 3 gazebo sulla spiaggia, uno per il calcio (li si fa palleggiare e si vede subito se hanno i piedi buoni), uno per l'atletica (gli si fa prender una rincorsa e poi un salto in lungo, tanto la sabbia c'è già sul posto), se poi vanno male i provini sportivi gli si fa tirare giù le braghe e si valuta se indirizzarli da giorgio). tutti gli altri fuori dalle palle
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"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)

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SoTTO di nove
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11279 Messaggio da SoTTO di nove »

Il passaggio sul delinquente italiano che te lo devi tenere e quello immigrato che te lo sei portato in casa provo a spiegarlo da tempo immemore.
Ma la risposta è sempre quella: delinquono anche gli italiani.

Così come le statistiche che hanno dopo anno incrementano la quota "italiani" da chi italiano ha solo la nuova cittadinanza.
Dòni, sa tirìa e cul indrìa, la capela la'n va avantei / Donne, se tirate il culo indietro, la cappella non va avanti. BITLIS
Quando la fatica supera il gusto e ora di lasciar perdere la Patacca e attaccarsi al lambrusco. Giacobazzi

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OSCAR VENEZIA
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Re: (O.T.) Immigrazione: migranti, rifugiati

#11280 Messaggio da OSCAR VENEZIA »

Ci sono stati periodi in cui i romeni erano molto violenti, altri in cui lo erano i nigeriani, adesso e’ il periodo dei marocchini.
Non c’è serata o sagra paesana che non aggrediscano qualcuno e la cosa rilevante è che ormai non vola un pugno o due come e’ sempre successo ma si fa a botte non per sopraffare l’avversario ma per distruggerlo fisicamente, quindi c’è stata una sequenza impressionante di traumi cranici gravi epersone in coma. Gente che protesta per qualcosa e non si aspetta di essere oggetto di un tentato omicidio.
Ovvio che queste cose le possono fare anche gli italiani, anche se di solito l’italiano sta più attento a non mettersi nei guai gravi senza motivo. Ma gli italiani ci sono di default in Italia non sono venuti in barca senza permesso e non li puoi rimandare al loro paese, te li tieni come i tedeschi , gli spagnoli eccetera si tengono i loro criminali
Barabino libero!

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