Non puoi "obbligare" le imprese a quotarsi, è anticostituzionale (l'articolo 41 sancisce che "l'iniziativa economica privata è libera"). Inoltre un azionista ha il pieno diritto di detenere il 100% delle proprie quote senza essere forzato a cederle a terzi o a diluire il proprio potere di controllo. Infatti il motivo per cui le aziende italiane (spesso a dimensione familiare) non vogliono quotarsi è che temono (attraverso l'ingresso di nuovi soci) di perdere il controllo, senza contare gli obblighi di trasparenza che la quotazione impone (trasparenza che non è propriamente il punto forte delle nostre aziende).OSCAR VENEZIA ha scritto: ↑17/07/2026, 8:39Cottarelli e’ sempre stato un mediocre, ipocrita e tendenzioso.
Questo elenco di fattori che mancano invece di essere oggettivo è incentrato sulla Spagna. Manca nell’elenco di cose che bloccano la crescita una riforma del diritto societario che consenta e obblighi le società’ ad incrementare il capitale sui mercati finanziari anziché solo in banca. Manca la possibilità di superare la dimensione familiare. Che fai se le imprese sono dei nanerottoli ? Forse pensa che si fondono con le imprese straniere per effetto dell’ integrazione Europea ma quelle estere sono già grandi non hanno bisogno di fondersi con te , ti acquisiscono. Sembra di sentire Prodi , discorsi surreali
Cottarelli dimentica che l'immigrazione in Spagna "di lingua spagnola" viene quasi tutta impiegata in attività di basso valore aggiunto (turismo, badanti ecc.) e che la Spagna è in forte deficit commerciale coi cinesi (cioè esporta materie prime in Cina ed importa tecnologia), tipica dinamica da paese emergente. Il "boom" spagnolo poggia su basi fragili e su dinamiche economicamente arretrate.

