I comitati NO TAV rispondono con 150 brevi ragioni tecniche e repliche ai punti governativi. Una grande massa di informazioni che cercherò di riassumere schematicamente.Capitanvideo ha scritto: ↑26/07/2026, 11:54Ma infatti, perché usare una ferrovia, molto meglio far passare 1 milione di camion ogni anno tra le Alpi.
E’ un’opera inutile non giustificata da ragionevoli previsioni di traffico merci e passeggeri. Il segmento Italia – Francia esiste già ed è costituito dall’autostrada del Frejus (A32), più la ferrovia Torino-Modane ammodernata nel dicembre 2010. Due infrastrutture con ampie capacità di trasporto ancora non sfruttate interamente.
I TGV per Parigi viaggiano sulla Linea Storica. Per Lione c’è un traffico passeggeri così basso che ha portato nel 2004 alla soppressione dei treni. Le quantità di merci scambiate attraverso i valichi alpini è in costante calo, secondo i monitoraggi del Dipartimento Federale dei Trasporti svizzero. Le previsioni di aumento del traffico merci sono poco più di una speranza, smentita dai dati annuali che dal 2004 registrano viceversa una continua diminuzione.
E’ illusorio pensare di spostare i TIR su treno, sia perché anche via TIR diminuiscono gli interscambi, sia perché l’unico esempio di successo è quello svizzero ottenuto tassando pesantemente i camion in transito.
I costi di costruzioni sono esorbitanti e in Italia molto superiori che all’estero. Senza contare che lievitano molto dal preventivo al consuntivo, anche a causa della catena di subappalti. Il rapporto costi-benefici sarebbe in passivo per molti anni (40 secondo uno studio francese). La linea non sarebbe in grado non solo di ripagare l’investimento , ma neppure di sostenere gli oneri di esercizio, in quanto presenterebbe introiti molto minori rispetto ai costi di gestione e manutenzione.
Un simile investimento si rivelerebbe un affare colossale per pochi grandi imprenditori e banche, con finanziamenti ai partiti compiacenti e rischio di infiltrazioni mafiose.
L’impatto ambientale in Val di Susa sarebbe devastante. Perché nei conti governativi della sostenibilità ambientale ed energetica non sono considerati consumi e inquinamenti prodotti durante la costruzione.
L’impatto sul territorio attraversato sarebbe altrettanto devastante, dato che la TAV si aggiungerebbe alle infrastrutture che già percorrono la valle (l’autostrada del Frejus (A32), la ferrovia internazionale storica, le statali verso i valichi del Monginevro e del Moncenisio) portando alla scomparsa delle poche zone pianeggianti. Tunnel ed interramenti andrebbero ad intaccare l’equilibrio idro-geologico con danni irreversibili alle sorgenti, alle colture e ai boschi. Altri danni sarebbero arrecati dai cantieri che rimarrebbero insediati sul territorio ben oltre i 10 anni previsti.





