Rocco Siffredi And back stage and.....

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gmario
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Re: Rocco Siffredi And back stage and.....

#1891 Messaggio da gmario »

Ciao,ma le musiche di discesa all'inferno di Salieri,sono originali? con shazam non trovo nulla.
Len tu capisci il testo?

estdipendente
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Re: Rocco Siffredi And back stage and.....

#1892 Messaggio da estdipendente »

Giancarlo Nigro ha scritto:
26/07/2026, 12:08
Mario Salieri rappresenta una figura unica nel panorama del cinema hard europeo. Regista colto, ambizioso e spesso controverso, ha cercato per decenni di nobilitare un genere considerato di serie B, trasformandolo in melodramma, critica sociale e ricostruzione storica.Il problema è la sua parabola, perchè si parte dal debutto folgorante agli anni d’oro, e si arriva all'attuale fase di decadenza.

Salieri non è mai stato un semplice "artigiano del sesso". Fin dal suo esordio alla fine degli anni '80, il regista napoletano ha chiarito la sua visione: il porno poteva avere una trama, una fotografia curata e una dignità cinematografica. I suoi primi lavori si distinsero subito per l'uso della pellicola, per le scenografie ricercate e per un uso della macchina da presa che strizzava l'occhio al cinema d'autore mainstream, distanziandosi dal piattume delle produzioni low-budget dell'epoca. Il decennio degli anni '90 e i primi anni 2000 hanno consacrato Salieri come il "Maestro" indiscusso del genere in Italia ed Europa. È il periodo delle grandi narrazioni storiche, letterarie e di satira politica (come Divina, La Clinica della Vergogna, Faust, Il Castello dei Desideri). Un unto di forza di quest'epoca erano i cast. Salieri riusciva a radunare sullo stesso set, pur non avendo mai girato con le più grandi stelle mondiali, ottime attrici e ottimi attori di rilevanza apicale in Europa. Insomma cercava il nome, anche quando non stimava l'attrice. Vedi Moana Pozzi, vedi Angelica Bella, di cui ne parlò spesso molto male! Inoltre nei suoi film, ogni attore non era un semplice corpo da inquadrare, ma un tassello di un mosaico narrativo, supportato da costumi d'epoca sfarzosi e location reali di immenso valore artistico.

Con l'avvento di internet, della pirateria e della fruizione "mordi e fuggi" dei contenuti, il modello di business di Salieri è entrato in crisi profonda. Il passaggio dal formato cinematografico alle produzioni digitali per il web ha spento la magia.

La decadenza attuale è evidente sotto due fronti: cast scarsi e standardizzati, con Il confronto con il passato che è impietoso. Ai cast di un tempo si sono sostituiti cast raccogliticci. Le performer odierne, spesso giovanissime ed emergenti, mancano totalmente di quella presenza scenica, drammaticità e "star power" che caratterizzavano le muse storiche del regista. Scenografie e Budget ridotti, con un addio alle ricostruzioni storiche e alle atmosfere barocche. I lavori più recenti risentono di budget ridottissimi, script ripetitivi e una regia che sembra aver perso lo smalto e la voglia di osare di un tempo, adagiandosi su standard commerciali piatti.

Oggi purtropo Salieri, con tutta la stima che ci può essere per il Salieri dei bei tempi, è un regista finito! Superato! E'la caricatura di se stesso.
non ho visto nulla del Salieri moderno proprio perche’ so che sono delle sole. come puoi fare meglio della scena con Zara Whites moglie del funzionario politico onesto ricattata dal ministro corrotto in “Potere”? splendida lei, perfetto lui: un vero viscido. certo, tutto finito: grotteschi canotti tatuati e pistoni umani dominano il desolato panorama dei tempi attuali.

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