Un gesto vile, carico di odio e simbolicamente gravissimo. È quello denunciato dal giornalista Luigi Alberti, che nelle scorse ore ha raccontato sui propri canali social quanto accaduto alla sua auto, parcheggiata in località Pocaia, nel comune di Sansepolcro.
Il veicolo è stato infatti danneggiato con una svastica incisa sulla carrozzeria, un dettaglio che rende l’episodio ancora più inquietante e violento, sia sul piano materiale che simbolico. Non un semplice atto vandalico superficiale, ma un segno tracciato con intenzione, che richiama una delle pagine più buie della storia.
È lo stesso Alberti a descrivere con parole dure e senza filtri quanto accaduto:
“Ringrazio l’autore di questo atto vandalico sulla mia auto. Mi permetterà di sporgere denuncia contro ignoti. Subire un gesto del genere fa veramente incazzare. Disegnare per di più una svastica denota la vigliaccheria di questo nazistello da strapazzo che forse non sa nemmeno di che cosa si tratti. Visto che nella zona commerciale a Pocaia ci sono telecamere, vediamo se questo scienziato ha il coraggio di venire fuori. O restare nel posto che merita: le fogne!”.
Parole che restituiscono tutta l’indignazione per un atto che non è solo vandalismo, ma assume i contorni di una vera e propria intimidazione, colpendo direttamente un professionista dell’informazione.
Sull’episodio è arrivata immediata anche la presa di posizione del partito Fratelli d’Italia, che in una nota firmata da Alessio Mattesini, presidente provinciale di Arezzo, e da Mirko La Torraca, commissario comunale, ha espresso una netta condanna.
“Esprimiamo la nostra piena solidarietà al giornalista Luigi Alberti per il grave atto vandalico e intimidatorio subito. Quanto accaduto rappresenta un gesto vile e inaccettabile, aggravato dalla presenza di simboli di odio che nulla hanno a che vedere con i valori democratici e civili che la nostra comunità condivide. Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza, intimidazione e manifestazione di odio, ribadendo la necessità di difendere la libertà di stampa e il rispetto delle persone. Confidiamo che le autorità competenti possano fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili”.
Ceccarelli: “Gesto vile che offende Arezzo e la libertà di informazione”.
“Esprimo la mia più profonda e convinta solidarietà all’amico Luigi Alberti per il vile atto subito. Vedere una svastica incisa sulla carrozzeria di un’auto non è solo un danno materiale, ma un segnale inquietante che non possiamo e non vogliamo ignorare, proprio a pochi giorni dalla festa dedicata alla lotta contro il nazi-fascismo”.
Con queste parole Vincenzo Ceccarelli, candidato sindaco di Arezzo, commenta l’episodio avvenuto a Sansepolcro ai danni del noto giornalista aretino.
“Luigi Alberti, oltre che un amico, è un professionista che da anni racconta il nostro territorio con passione e puntualità. Colpire lui, con un simbolo che richiama le pagine più tragiche e buie della nostra storia, significa offendere l’intera comunità aretina e tentare di colpire la libertà di stampa e il diritto-dovere di informare i cittadini. La violenza e l’odio ideologico sono i nemici giurati della convivenza civile e della democrazia. Arezzo e la sua provincia hanno radici democratiche e antifasciste profonde: non c’è spazio nelle nostre comunità per ‘vigliacchi’ che agiscono nell’ombra. Mi auguro che le autorità, anche grazie all’ausilio della tecnologia e delle telecamere presenti in zona, possano risalire in tempi brevi ai responsabili di questo gesto infame”.
Svastica sull’auto, solidarietà a Luigi Alberti da Marco Donati, Candidato Sindaco di Arezzo – Coalizione Civica: “Un atto grave che non può essere sottovalutato”
“La notizia dell’auto di Luigi Alberti sfregiata con una svastica non può lasciare indifferenti. Esprimo la mia piena solidarietà a Luigi Alberti: quando un giornalista subisce un’intimidazione, non viene colpito solo un bene privato, ma anche il suo lavoro e la libertà di informare. Non si tratta di una semplice bravata. È un gesto grave, che va preso sul serio e condannato senza ambiguità. Segnali di questo tipo non possono essere ignorati né minimizzati. Nel nostro territorio non ci può essere spazio per certi episodi né per chi li compie”.
A queste prese di posizione si unisce anche la redazione di Arezzo24, che esprime piena solidarietà e vicinanza al collega Luigi Alberti per quanto accaduto. Un episodio che colpisce non solo la persona, ma l’intero mondo dell’informazione e che richiama tutti alla necessità di difendere con fermezza il lavoro dei giornalisti e i principi di libertà e rispetto.
L’episodio riaccende così l’attenzione su un tema delicato come quello delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti e, più in generale, sull’uso di simboli riconducibili a ideologie di odio. Ora la speranza è che le telecamere presenti nella zona commerciale di Porcaia possano fornire elementi utili alle indagini e portare rapidamente all’identificazione dei responsabili.