Invece di ragionare sul “quando”, ragioniamo sul dove, che mi sembra più attuale.GeishaBalls ha scritto: ↑31/07/2026, 14:03”Il rischio non ci deve essere, punto”giorgiograndi ha scritto: ↑31/07/2026, 12:35Quindi, se mia figlia rischia di essere importunata o borseggiata in certi quartieri di Milano più che a robbio Lomellina , come dovrebbe gestire il rischio?GeishaBalls ha scritto: ↑31/07/2026, 10:41Se sei a Bora Bora e devi decidere come passare il tempo meglio buttarsi in acqua tra gli squaletti che stare a prendere il sole sotto una palma con le noci di cocco.giorgiograndi ha scritto: ↑31/07/2026, 8:06
Se sei sdraiato sotto le palme uno squalo non può morderti è una noce di cocco non ti può cadere in testa mentre nuoti.
Allo stesso modo, a quartoggiaro rischi di essere scippato da uno dei 10000 stranieri irregolari (oltre 50% delle possibilità), mentre a Robbio Lomellina rischi di essere divorato dalle zanzare (che sono miliardi)
A robbio lonellina fai delle campagne di disinfestazione contro le zanzare, mentre a Milano dici che il problema sono le zanzare di robbio lomellina.
E poi c’è il tema che preferirei comunque stare sotto il cocco a Bora Bora che a rischiare le zanzare di robbia Lomellina.
E con questo inseriamo lentamente anche il concetto di rischio / opportunità. Quindi, prima abbiamo parlato delle tre dimensioni del rischio (hazard - exposure - vulnerability), poi abbiamo filosoficamente sfiorato il concetto stoico del preoccuparsi solo delle cose sotto il tuo controllo: se non hai scelta non è un problema.
Ora tocchiamo il concetto di rischio / opportunità, poiché tutti i rischi non possono essere evitati ma gestiti
Non uscendo a certi orari oppure infilandosi il portafoglio nel culo? Andando a vivere a robbio Lomellina?
Per quale cazzo di motivo un cittadino italiano deve “gestire il rischio”? Il rischio non ci deve essere, punto.
Se per eliminare il rischio bisogna passare da integrazione ad assimilazione + paracadutare chi non si adegua ai nostri usi e costumi, non vedo il problema.
Nessuno obbliga nessuno a venire in Italia, se ci vieni ti accogliamo, ma sei tu a doverti adattare, devi amare la nostra cultura. Il ceto sociale è l’istruzione non c’entrano un cazzo, si è visto con i siriani in Germania.
Se non siamo in grado di essere orgogliosi di chi siamo e orgogliosi di chi eravamo, come possiamo pensare che chi arriva da noi diventi uno di noi?
La storia insegna che la società multi etnica di basa solo su dei valori a cui tutti vogliono uniformarsi perché li considerano illuminati, migliori. Ci va un nazionalismo imperante nella nostra cultura, un lume nel deserto per cui chi arriva è pronto a sacrificarsi, una idea, degli obbiettivi nostri che sono imperativi.
Giusta ambizione quella di eliminare il rischio di essere rapinati o stuprati, soprattutto pensando ai figli. Ma mi sai dire un punto nello spazio-tempo dove il rischio è zero?
Io non ho parlato di migrazioni, faccio il trattatello del cosa si intende per rischio e poi qual è il compenso per prendersi quel rischio. Interessante che mi attribuiate opinioni su avere più migranti
Domanda per AI:
Reati predatori: Praga vs Milano
Risposta
Milano registra livelli di reati predatori (come furti, borseggi e rapine) nettamente superiori rispetto a Praga. Secondo i dati comparativi sulla sicurezza urbana, Milano mostra un indice di criminalità generale doppio rispetto a quello della capitale ceca.Confronto sulla Sicurezza e Reati PredatoriIndice di criminalità generale: Milano si attesta intorno a 54 su 100 (livello medio-alto), mentre Praga registra circa 24 su 100 (livello basso).Percezione dei furti e rapine: La preoccupazione per furti in casa, scippi o rapine a Milano è valutata come moderata-alta, con un punteggio sui crimini di proprietà (vandalismo e borseggi) che supera quota 63. A Praga lo stesso indicatore si ferma sotto i 37 punti.Sicurezza notturna: Camminare da soli la notte a Milano è percepito a rischio più elevato rispetto a Praga, considerata una delle città più sicure d'Europa nelle ore notturne.
Domanda
Perché Praga è meglio di Milano, l’immigrazione c’entra qualcosa?
Risposta
L'immigrazione gioca un ruolo nel dibattito sulla sicurezza in entrambe le città, ma i due contesti presentano differenze sostanziali nella gestione dei flussi, nella provenienza geografica dei migranti e nei modelli di integrazione.
Il contesto di Praga e della Repubblica Ceca
Immigrazione prettamente lavorativa: La stragrande maggioranza degli immigrati a Praga proviene da paesi dell'Europa dell'Est (principalmente Ucraina, Slovacchia e Vietnam). Si tratta di flussi regolati e strettamente legati a contratti di lavoro attivi, facilitati da tassi di disoccupazione storicamente vicini allo zero in Repubblica Ceca.Minore marginalità sociale: L'ingresso regolare e l'immediato inserimento nel mercato del lavoro riducono drasticamente i fenomeni di emarginazione economica e di clandestinità, che sono storicamente tra i principali catalizzatori della microcriminalità.Politiche migratorie rigorose: La Repubblica Ceca applica leggi molto severe sul soggiorno degli stranieri. Il controllo dei documenti è frequente e la perdita del lavoro o la commissione di reati comporta l'espulsione immediata.
Il contesto di Milano e dell'Italia
Flussi migratori e irregolarità: Milano, per la sua posizione geografica all'interno dell'area mediterranea, si trova a gestire una quota significativa di immigrazione irregolare e flussi di richiedenti asilo.Difficoltà di inserimento: La burocrazia e i tempi lunghi per il riconoscimento dei permessi di soggiorno spingono spesso una parte dei migranti ai margini della società legale. Senza la possibilità di lavorare regolarmente, alcune fasce di popolazione finiscono per alimentare i circuiti del lavoro nero o, nei casi più sensibili, della microcriminalità e dello spaccio.Concentrazione urbana: A Milano la mancanza di alloggi accessibili tende a concentrare le fasce di popolazione più vulnerabili, inclusi molti immigrati regolari e irregolari, in specifiche aree periferiche o nei pressi dei grandi nodi di scambio (come la Stazione Centrale), amplificando la percezione di insicurezza e i reati predatori in quelle zone.In sintesi, più che la presenza di immigrati in sé, la differenza principale risiede nella capacità del sistema socio-economico di assorbire e regolarizzare i flussi: a Praga l'immigrazione è quasi interamente integrata nel tessuto economico formale, mentre a Milano sconta le criticità di un sistema di accoglienza e inserimento molto più complesso e frammentato.
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Quindi, si può fare, basta applicare le politiche ceche, se vuoi ti elenco anche le altre che nulla hanno a che fare con gli immigrati (ti anticipo che la prima ragione è che se sei fai casino e sei ritenuto pericoloso, va in galera e ci resti, per anni, anche per reati minimi o contro il patrimonio pubblico e, a sx, nessuno dice una parola)
Si può fare anche in Italia, basta volerlo.


