Bhe meglio invecchiare che crepare
[O.T.] I cazzi dei forumisti
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Re: [O.T.] I cazzi dei forumisti
Chi non ha mai posseduto un cane, non sa cosa significhi essere amato ( Arthur Schopenhauer )
" Ste sgallettate che non sanno fare un cazzo e non partoriscono un concetto nemmeno sotto tortura
sono sacchi a pelo per il cazzo " ( Cit. ZETA )
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gurneyhalleck
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Re: [O.T.] I cazzi dei forumisti
L'ho sempre pensato anche io anche se molti non gradiscono affrontare l'argomento, il tabù della morte è ovviamente molto forte. Diciamo che chi muore prima il problema della vecchiaia non ha modo di porselo. Infine, resta la qualità della vecchiaia medesima, che in parte dipende da come la si affronta ma, senza ipocrisia, anche dalle condizioni psicofisiche di ciascuno.
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Re: [O.T.] I cazzi dei forumisti
Credo Trez ponesse ai giovani l’idea di godere il momento e non aspettare i futuri “tempi migliori”. Che senso ha quando hai 40 anni ricordare che eri più in forma ai 30, oppure a 55 anni sperare di godersela dopo 10 quando sarai in pensione? Il saggio Trez dice “chi vuol esser lieto sia, del doman non c’è certezza”gurneyhalleck ha scritto: ↑14/01/2026, 23:44L'ho sempre pensato anche io anche se molti non gradiscono affrontare l'argomento, il tabù della morte è ovviamente molto forte. Diciamo che chi muore prima il problema della vecchiaia non ha modo di porselo. Infine, resta la qualità della vecchiaia medesima, che in parte dipende da come la si affronta ma, senza ipocrisia, anche dalle condizioni psicofisiche di ciascuno.
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Re: [O.T.] I cazzi dei forumisti
Questi pensieri sulla vecchiaia mi sono stati molto presenti recentemente
È mancato il mio babbo, diverse settimane fa, vedo se riesco a scriverne ora. Ormai era diventato un vecchietto senza energia, completamente sordo, che si era anche isolato perché ne aveva poca voglia, e negli ultimi sei mesi gli mancava la forza per camminare, e poi era mancata anche la forza per alzarsi da letto per andare sulla sedia a rotelle. E nelle ultime settimane senza la capacità di riconoscere le persone intorno.
Era un vecchietto che nel 2020 sembrava non dovesse superare il Covid, si stava già avvicinando ai 90 anni e si è ammalato e ricoverato ed era stato intubato un mese. Ed è tornato, anche se acciaccato e irriconoscibile
Negli ultimi tempi ogni peggioramento è stato un piccolo lutto, una piccola perdita, ed ogni volta rimettendomi in auto per tornare a casa rimpiangevo cosa avevo perso: la volta scorsa l’ho potuto portare in sedia a rotelle in giardino a prendere il sole ed oggi era a letto, e dal letto non si alzerà più. Ricordo bene la tristezza di quando stavo tornando a casa dopo la prima volta che non mi ha riconosciuto, il senso di frustrazione perché le volte precedenti mi faceva un bel sorriso ed io mi dicevo che valeva la pena fare cinque o sei ore di auto per farmi riconoscere, farlo sorridere e dargli un minuto di gioia in più.
E l’ultima cosa che ho rimpianto è stata la sensazione della mano calda e liscia e morbida dei giorni precedenti, perché la sua mano non era più calda, morbida.
La vecchiaia sarà brutta ma anche bella, e anche lì dovremmo goderci il bello di cosa c’è in quel presente, perché non sono stato in grado e sento il rimpianto. Vorrei essermi goduto di più quei momenti, sembravano momenti brutti ed ora li vorrei indietro
È mancato il mio babbo, diverse settimane fa, vedo se riesco a scriverne ora. Ormai era diventato un vecchietto senza energia, completamente sordo, che si era anche isolato perché ne aveva poca voglia, e negli ultimi sei mesi gli mancava la forza per camminare, e poi era mancata anche la forza per alzarsi da letto per andare sulla sedia a rotelle. E nelle ultime settimane senza la capacità di riconoscere le persone intorno.
Era un vecchietto che nel 2020 sembrava non dovesse superare il Covid, si stava già avvicinando ai 90 anni e si è ammalato e ricoverato ed era stato intubato un mese. Ed è tornato, anche se acciaccato e irriconoscibile
Negli ultimi tempi ogni peggioramento è stato un piccolo lutto, una piccola perdita, ed ogni volta rimettendomi in auto per tornare a casa rimpiangevo cosa avevo perso: la volta scorsa l’ho potuto portare in sedia a rotelle in giardino a prendere il sole ed oggi era a letto, e dal letto non si alzerà più. Ricordo bene la tristezza di quando stavo tornando a casa dopo la prima volta che non mi ha riconosciuto, il senso di frustrazione perché le volte precedenti mi faceva un bel sorriso ed io mi dicevo che valeva la pena fare cinque o sei ore di auto per farmi riconoscere, farlo sorridere e dargli un minuto di gioia in più.
E l’ultima cosa che ho rimpianto è stata la sensazione della mano calda e liscia e morbida dei giorni precedenti, perché la sua mano non era più calda, morbida.
La vecchiaia sarà brutta ma anche bella, e anche lì dovremmo goderci il bello di cosa c’è in quel presente, perché non sono stato in grado e sento il rimpianto. Vorrei essermi goduto di più quei momenti, sembravano momenti brutti ed ora li vorrei indietro
