cicciuzzo ha scritto: ↑03/11/2026, 19:33
GeishaBalls ha scritto: ↑03/11/2026, 18:16
Trez ha scritto: ↑03/11/2026, 13:50
cicciuzzo ha scritto: ↑03/11/2026, 5:45
sei mediamente intelligente per capire che i conti non si fanno in questo modo. ma anche su questa cosa non cambierai idea. siamo nel mezzo, se non te ne fossi accorto, di una delle crisi energetiche più importanti degli ultimi 100 anni. che sta provocando inflazione e default aziendali. negare che una quota parte importante di questa crisi sia dovuta all'avventura nata nel 2014 e non nel 2022 (si, dovevamo farci i cazzi nostri e non rompere i coglioni a Putin. anche su questo non cambio idea) sarebbe negare l'ovvio. e allora altro che 0,03% del pil.
quindi ribadisco il concetto e faccio un disegnino. a me delle aspirazioni di libertà degli ucraini me ne sbatte il belino. non ho il mandato per salvare l'umanità e alla politica (quella che gestisce la mia vita) chiedo di farmi stare meglio e non di farmi stare peggio.
ecco il Cicciuzzo pensiero lo condivido in Toto, e pure la band se gli dovesse piacere..
E come fai a non concordare? È la tesi di Cicciuzzo e Trump, cosa può andare storto? La guerra in Iran è la chiusura di Hormuz non c’entra niente, lo dicono i due sopra, la tentazione di accodarsi è irresistibile
Fai un bel respiro e rileggi il mio post
Dai su. Puoi farcela
C'è scritto....
C'è scritto....
C'è scritto.....
Quota parte....
Adesso un altro respiro....
Quota parte.....
Quota parte.......
Permettetemi almeno due precisazioni.
#1, la guerra in ucraina si e' sovrapposta alla crisi creata dalle politiche attuate durante il covid. Adesso la stampa mainstream da tutte le colpe a putin, ma il costo dell'energia era gia' salito notevolmente nel bimestre novembre/dicembre dell'anno prima anche per cause dirette delle politiche green.
Vi agevolo AI per dettagli
I prezzi dell’energia sono aumentati significativamente a novembre e dicembre 2021, mesi prima dell'invasione dell'Ucraina (febbraio 2022). La crisi iniziale è stata causata dalla fine dei lockdown da COVID-19, che ha provocato un improvviso boom della domanda globale e colli di bottiglia nelle forniture. A questo si sono aggiunti stoccaggi europei minimi dopo un inverno freddo e una bassa produzione di energia eolica. Già a fine 2021, le bollette registrarono rincari record. La guerra si è successivamente sovrapposta a questo scenario già critico, agendo come un grave acceleratore a causa di sanzioni, tagli alle forniture e panico speculativo sui mercati finanziari.
La transizione green ha aumentato i prezzi nel breve periodo tramite la "Greenflation". I fattori principali sono stati tre. Primo, l'aumento dei costi dei permessi di emissione di CO₂ in Europa, passati da 28 € a oltre 60 € nel 2021, scaricati direttamente sulle bollette. Secondo, il calo degli investimenti nell'estrazione di gas e petrolio dovuto alle politiche ecologiche, che ha irrigidito l'offerta durante la ripartenza post-COVID. Terzo, il boom della domanda di rame, litio e nichel per pale eoliche e batterie, che ha fatto impennare i costi di produzione delle tecnologie rinnovabili.
#2, il diavolo sta nei dettagli e nell'avere buona memoria, AI poi chiarifica le cose:
Rispetto al 2018, i picchi massimi dell'aumento dei prezzi energetici all'ingrosso sono stimati dagli analisti con i seguenti pesi percentuali cumulativi:
• Guerra in Ucraina (50%): È il fattore principale. Il taglio del gas russo e la speculazione del 2022 hanno triplicato i prezzi industriali e retail.
• Post-COVID (30%): Il violento rimbalzo della domanda globale nel 2021 e i colli di bottiglia logistici hanno raddoppiato i costi all'importazione prima del conflitto.
• Guerra in Iran (12%): I recenti shock del 2026 e i blocchi a Hormuz hanno causato nuovi rincari del greggio (+35%) e del gas.
• Transizione Green (8%): L'impennata dei permessi di CO₂ (ETS) e la carenza di materie prime hanno generato la "Greenflation" strutturale.
(metodologia di calcolo: La scomposizione si basa su modelli SVAR istituzionali (BCE/FMI). Lo shock di domanda post-COVID misura il rimbalzo dei consumi (30%). Gli shock d'offerta isolano la perdita fisica di risorse e il panico finanziario (Ucraina 50%, Iran 12%). La transizione green (8%) calcola matematicamente l'impatto dei costi della CO₂ sulle tariffe.)
Quindi, rispetto al 2018, a grandi linee, l'aumento dei costi energetici sono dovuti per circa il 38% a cose per le quali le politiche europee/nazionali sono in carica a prescindere dalla guerra.
Per un altro 50% a scelte politiche totalmente europee o nazionali in relazione alla guerra.
Per il 12% rispetto alle politiche ti trump.
Quindi, se la matematica non e' un opinione, l'88% dell'aumento dei costi energetici NON dipende da trump o dall'iran ma dalle politiche Europee o Nazionali (onestamente non ne avevo idea, non se ne parla purtroppo, ma si dovrebbe parlarne e molto, invece di dare la colpa a trump per cosa di cui la colpa e' precisamente degli amichetti di geisha)
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Linegoco: "...e se anche fosse (il fallimento della produzione pornografica) chi se ne importa? Nessuno sano di mente si mette a pagare qualcuno solo perché altrimenti fallisce...è ridicolo, ci si dovrebbe impoverire per arricchire altri?"
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"Usare questo o quello studio come bandiera per sostenere una tesi piuttosto che l'altra è sbagliato."
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Oscar: Quello che i miei studi non mi hanno ancora detto con certezza e’ se sono gli italiani a generare PD (senza articolo davanti come sinonimo di sostanza di scarto) o se e’ il PD a generare gli italiani.