[OT] Signore e signori: la guerra.

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dostum
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33241 Messaggio da dostum »

Tre palestinesi, di cui due donne, sono stati uccisi in seguito a un attacco missilistico iraniano vicino a Hebron, in Cisgiordania: lo ha riferito la Mezzaluna Rossa.

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dostum
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33242 Messaggio da dostum »

Già mi rimpiangono
https://www.afintl.com/en/202506106902


Nella guerra strisciante dei droni, delle menzogne di qualche bombardamento e di scambi quotidiani di artiglieria sui due lati del confine, questa volta è scappata la strage. La fanno le bombe del Pakistan sulla capitale dei vecchi amici col turbante diventati nemici per la pelle.

Verso le 9 di lunedi sera i caccia dell’aviazione del Paese dei puri hanno colpito con un attacco multiplo la capitale, lungo la strada che porta a Jalalabad dove sorge adesso, sulle ceneri di Camp Phoenix, una struttura Usa-Nato utilizzata per addestrare polizia ed esercito afgani, una specie di ospedale prigione dove i Talebani “curano” i tossicomani. Duemila disgraziati ripescati sotto i ponti della città e curati a suon di reclusione e qualche aspirina. Le bombe fan saltare la struttura: è l’operativo più pesante scatenato da Islamabad e a pagare sono i “tossici”.

LA NOTIZIA ARRIVA TARDI nelle redazioni e del resto la guerra Af/Pak, iniziata alla viglia dell’attacco israelo americano all’Iran, è oscurata dal fumo di Teheran e Beirut. Ma rapidamente i Talebani stilano un bilancio: 400 morti, 250 feriti. Cifre tonde e non verificate. Un massacro che Islamabad respinge al mittente mentre cominciano scambi di accuse e, soprattutto, la promessa di una vendetta che non tarderà.

Il primo a farsi sentire dopo il raid è il portavoce dell’Emirato islamico d’Afghanistan, Zabihullah Mujahid, che condanna l’ennesima violazione della sovranità afgana. Poi si fa sentire Abdul Matin Qane, portavoce del ministero dell’Interno, che avverte che la risposta al massacro sarà «durissima», come un «pugno tra i denti», traduce un’agenzia locale. Infine è la volta del ministro degli Esteri Amir Khan Muttaqi che reitera la condanna e fa numeri più precisi: 408 morti e oltre 250 feriti, la maggior parte dei quali – chiarisce – pazienti di un centro di riabilitazione per tossicodipendenti. Muttaqui dice anche che Kabul risponderà ma in modo proporzionato se gli attacchi persisteranno, perché – dice – l’Afghanistan non cerca il conflitto ma difenderà il proprio territorio. Abbassa dunque i toni anche perché è chiaro che, in questa guerra strisciante, l’equilibrio della forza militare è a tutto vantaggio del Pakistan che può esibire, anche solo come deterrenza non dichiarata, un arsenale nucleare.

Che dalle schermaglie quotidiane si stessero alzando i toni lo si capisce già sabato quando il Pakistan attacca con i suoi caccia Khost, Paktika, Kunar e Nangarhar. Domenica anche Kabul fa alzare i suoi aerei e colpisce Wana, capitale del Waziristan, una delle aree tribali del Pakistan. Si sta rapidamente passando dalle battaglie di frontiera a colpi di mitraglia o cannone alle bombe. E così lunedi il Pakistan mette a segno una strage che forse avrebbe voluto evitare e che ancora non è chiaro se sia stata un errore di valutazione o altro. I Talebani spiegano che gli obiettivi militari sono lontani dal centro di servizio Omid (Speranza!), residenza di soli civili.

Islamabad respinge le affermazioni di Kabul dichiarando che l’obiettivo era Camp Phoenix, situato – a detta di Islamabad – a diversi chilometri di distanza dall’ospedale. Ma il centro Omid fa proprio parte di Camp Phoenix, un’area molto vasta di caserme, magazzini, zone di addestramento ed edifici multipli che sono stati abbandonati dalle truppe di occupazione e poi riadattati dai Talebani.

IN MEZZO A QUESTA GUERRA di missili, accuse e menzogne gli spiragli di una de-escalation non si vedono. Proprio alla vigilia della strage del lunedi il plenipotenziario cinese degli Esteri Wang Yi aveva espresso a Muttaqui con una telefonata la disponibilità di Pechino a contribuire alla risoluzione delle tensioni tra i due Paesi, confermando gli spostamenti continui dell’inviato speciale per l’Afghanistan Yue Xiaoyong tra le due capitali.

La posizione più coriacea sembra quella di Islamabad che accusa gli afgani di ospitare i “cugini” pashtun del Tehrek-e-Taleban Pakistan, un ombrello di gruppi radicali in guerra col governo centrale. Per Islamabad il Ttp (o meglio Fitna al-Khawarij come chiama ora la rete) fa il gioco di Delhi così come gli indipendentisti del Belucistan. Per trasposizione ora Kabul viene vista come una quinta colonna dell’India. Il pericolo che il Paese dei puri teme di più.
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI

Baalkaan hai la machina targata Sassari?

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Drogato_ di_porno
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

#33243 Messaggio da Drogato_ di_porno »

ci sarebbe anche il problemino dei fertilizzanti, ehm, diciamo
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“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)

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