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 Oggetto del messaggio: Re: locali locali locali
MessaggioInviato: gio mar 17, 2016 11:47 pm 
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REGGIOLAND


Operazione “Reggioland”: 7 arresti. Sequestrata casa a “luci rosse”


Blitz dei carabinieri a Reggio Calabria. Nei guai dodici persone. Sono accusate di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione

Blitz contro la prostituzione della Procura di Reggio Calabria. Alle prime luci dell’alba i carabinieri hanno eseguito dodici misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale reggino nei confronti di altrettante persone.

Operazione contro la prostituzione

Indagati. Nei guai sono finiti: Francesco Alati, 55 anni, (custodia cautelare in carcere), Gregoria Liberata Logoteta, 51 anni, coniugata con Alati (custodia cautelare in carcere), Francesco Armandini, 55 anni, (domiciliari), Marco Toscano, 23 anni (domiciliari), Paolo Lombardo, 62 anni (domiciliari), Paola Barreca, 55 anni (domiciliari), Simona Paviglianiti, 39 anni (domiciliari)

Le accuse. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti in materia di sfruttamento della prostituzione, esercizio di una casa di prostituzione, nonché di una serie di reati in materia di prostituzione altrui previsti e puniti dalla legge “Merlin”, commessi ininterrottamente in Reggio Calabria dal settembre 2014. Contestualmente, è stata sottoposta a sequestro preventivo l’abitazione ove veniva in via principale esercitata l’attività di meretricio, ovvero un appartamento sito in località Reggio Campi.

L’inchiesta. L’indagine trae origine da un’ispezione amministrativa effettuata dai carabinieri della Stazione di Cannavò all’interno del circolo privato denominato “Club Reggioland” e pubblicizzato da un omonimo sito internet, nel corso del quale i militari accertavano la presenza di diverse irregolarità, comunicandone gli esiti al preposto Ufficio Comunale che emetteva ordinanza di cessazione immediata dell’attività. Le successive risultanze investigative acquisite dai militari permettevano di appurare l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata al reclutamento di giovani donne da avviare alla prostituzione, alla gestione ed esercizio di una casa di tolleranza sita in località Reggio Campi – operante nei locali del fantomatico circolo privato -, all’organizzazione di feste ed addii al celibato nel corso dei quali far prostituire donne sia all’interno della citata casa di prostituzione, sia presso locali pubblici che presso private dimore.
http://www.reggioland.net/

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 Oggetto del messaggio: Re: locali locali locali
MessaggioInviato: dom apr 10, 2016 2:41 pm 
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Tuareg


Prostituzione, arrestato il gestore del night Tuareg

Indagine di procura di Ferrara e Polizia di Stato Italo Meletti, 76 anni, era già in carcere per altri reati. Sigilli al locale di Fossanova



FERRARA. Il sequestro del night Tuareg di Fossanova San Marco risale già a un mese fa, grazie agli elementi raccolti da polizia di Stato e procura sulle attività di spaccio e soprattutto di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione che si svolgevano al suo interno. Per arrestare il gestore, Italo Meletti, 76 anni, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per fatti di droga, lesioni, minacce e reati contro il patrimonio e già in carcere per scontare 2 anni e 8 mesi per estorsione, è stato necessario che si pronunciasse il Tribunale della Libertà per mettere fine a una schermaglia giudiziaria di richieste cautelari, rigetti e opposizioni e stabilire che sì, Italo Meletti, doveva essere sottoposto agli arresti domiciliari. Che lo attendono non appena avrà finito di scontare la pena in carcere.



I nuovi guai giudiziari del gestore del night erano scaturiti da un altro fatto di cronaca nera, quando nel novembre del 2014 tre ragazzi furono presi a bastonate per aver preteso alle 4 del mattino la riapertura del locale. Da quell’episodio (poi concluso con un’archiviazione), polizia di Stato e procura avevano concentrato l’attenzione sul locale di Fossanova San Marco che Meletti aveva trasformato nel suo “feudo”: sotto il night, sopra la sua abitazione. A causa dei suoi trascorsi, presidente del circolo privato risultava una ragazza rumena di 19 anni, ma il factotum naturalmente era solo lui.



Appostamenti, testimonianze dei clienti e intercettazioni telefoniche, ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile Andrea Crucianelli, avevano infatti permesso di scoprire un quadro di spaccio e prostituzione all’interno del locale. La droga offerta al clienti serviva a trattenerli più a lungo nei privè, e far spendere loro più denaro. Alcune ragazze, dedite alla prostituzione, trovavano ospitalità a casa di Meletti, cui pagavano un “affitto”. Sulla base di questi elementi, nel febbraio dello scorso anno era stato svolto un servizio di appostamento che aveva permesso di scoprire Meletti acquistare droga dal suo fornitore, e la successiva perquisizione aveva fatto scoprire una Browning carica (e rubata) nascosta sotto una consolle e alcuni bastoni-manganelli, oltre a tre palline di stupefacente.


Arrestato per la detenzione dell’arma e rimesso in libertà, Meletti aveva continuato i suoi affari nel locale. Così, per raccogliere altri elementi a suocarico, a fine gennaio era stata disposta del pm Savino un’ulteriore perquisizione all’interno del night di Fossanova, un locale frequentato da una clientela proveniente soprattutto da fuori provincia, ed erano saltati fuori ancora un po’ di droga, un bilancino e materiale per confezionare le dosi, oltre a un tariffario in cui erano indicati i prezzi delle prestazioni, dai 50 euro in su. Anche se a volte qualche cliente particolarmente facoltoso, tra stupefacenti, consumazioni e privè è arrivato a spendere anche duemila euro in una sola sera. Venerdì 8 aprile, dunque, a Meletti è stato notificato in carcere il provvedimento dei domiciliari per sfruttamento della prostituzione, ed è indagato inoltre per spaccio. Contattato, il suo avvocato Gianluigi Pieraccini si è astenuto dal rilasciare commenti.

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 Oggetto del messaggio: Re: locali locali locali
MessaggioInviato: sab giu 11, 2016 10:41 pm 
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Ecchecazzo cò tutti i soldi che si fregano per le table almeno fare la spesa..........................


Trapani, sgominato giro di prostituzione e droga: due arresti e nove indagati

Trapani, sgominato giro di prostituzione e droga: due arresti e nove indagati
La banda organizzava furti in negozi e supermercati per rifornire il locale in cui si tenevano gli incontri. Gli arrestati sono due romeni, marito e moglie
Tra le mura di una villetta a Pizzolungo, di due appartamenti e di un night club nel centro storico della città costringevano giovani romene a prostituirsi. A fare scattare l'operazione "Sex in the city" e porre fine allo sfruttamento delle giovani donne sono stati i vicini di casa della villetta unifamiliare di via Anchise, nella frazione ericina a pochi chilometri da Trapani. Quella casa era, infatti, un via vai di uomini che non sono passati inosservati agli occhi dei vicini e che hanno segnalato ai carabinieri lo strano giro.

In manette sono finiti i romeni Bogdan Marcu Petrut, di 30 anni, e la moglie Elena Guran Raluca di 29 anni mentre in nove sono stati raggiunti da avvisi di garanzia. Gli arresti sono scattati anche per altri quattro romeni che si sono resi irreperibili perché, da alcuni mesi, già rientrati nel paese di origine. Diverse anche le perquisizioni. Quella che è stata sgominata era una vera e propria banda, un "sodalizio criminale", che con la prostituzione, lo spaccio di droga e con furti nei supermercati e nei negozi di Trapani e provincia aveva trovato il modo di fare business.

Trapani, sgominato giro di prostituzione: due arresti e nove indagati



Un'indagine, quella dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Trapani, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Norzi, complessa, che dal novembre 2014 al marzo del 2015, ha fatto emergere attraverso intercettazioni telefoniche e sistemi di videosorveglianza l'attività di sfruttamento della prostituzione, organizzata da cittadini romeni con la complicità di soggetti trapanesi e marsalesi.

Al telefono, convinti di non essere capiti nella loro lingua, si esprimevano chiaramente lasciandosi andare ad affermazioni che erano un reato dietro l'altro. Bogdan Marcu Petrut, conosciuto nel giro come Bobo-Bobulino e ritenuto la "figura di spicco" della banda, ed Elena Guran Raluca gestivano, secondo quanto emerso dalle indagini, una vera e propria organizzazione che rinvestiva i guadagni nella gestione del night club "Queen Night", attivo fino a pochi mesi fa nel cuore del centro storico trapanese, in via Poeta Calvino, e dove le notti erano animate da sesso e droga.

Le giovani donne, tra i 24 e i 37 anni, venivano prelevate dalla casa che gli era stata fornita e da li venivano trasportate, da un uomo di fiducia della coppia, nelle case prese in affitto: in via Anchise a Pizzolungo e, successivamente, in due abitazioni, nelle vie dei Mulini e Villa Rosina. Alle 22 venivano portate nel locale notturno. Qui prima si esibivano come ballerine e poi venivano costrette a prostituirsi nell'area privè, creata ad hoc per gli incontri. Tra le 4 e le 5 del mattino venivano riaccompagnate nel loro alloggio e prelevate nuovamente il giorno seguente. Il night club, secondo le indagini, rendeva semplice dissimulare l'attività di meretricio. Il ricambio di ragazze era continuo a dimostrazione di quanto la "rete" di sfruttamento della prostituzione fosse bene inserita tra Trapani e Marsala.

Per attrarre i clienti si servivano anche di un noto mensile trapanese dedicato ad annunci: "Pizzolungo per la primissima volta massaggi a 4 mani, ti aspettiamo per tante coccole, pazientissime e molto calde, veri massaggi in completo relax, tutto con calma, ti aspettiamo in ambiente riservato". Poi c'era anche chi si occupava, mettendo a segno furti nei supermercati e nei negozi di abbigliamento della provincia, di procurare gli alcolici e gli spuntini serviti la sera nel locale e gli abiti delle giovani intrattenitrici. Tra i supermercati trapanesi presi di mira il "Simply", della zona industriale prima dorsale Zir, il "Carrefour" di via Quarantasei, il "Conad" di Custonaci e i "Sisa" di via Conte Agostino Pepoli a Trapani e di Valderice. La "banda" si muoveva in
maniera sistematica, utilizzando, per l'elusione dei sistemi antitaccheggio, borse schermate con vari strati di carta stagnola, sul modello di una rudimentale gabbia di Faraday, dove nascondere la merce prelevata dagli scaffali dei market: diverse bottiglie di Gin, Martini Bianco, Amaro Averna, Red Bull, whisky "Chivas", vodka. Ben ramificato anche il giro di cocaina e hashish acquistata, trasportata, detenuta e, infine, venduta a spogliarelliste e clienti di Trapani e provincia.

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 Oggetto del messaggio: Re: locali locali locali
MessaggioInviato: mer giu 22, 2016 10:56 pm 
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Tutto è pene quello che finisce pene.......................


Ballerine trattate come prostitute nel night di Alezio: sette assoluzioni

LECCE - Tutti assolti con formula piena perché “il fatto non sussiste” i sette imputati finiti nell'inchiesta che fece luce su un giro di prostituzione nel locale notturno “Eclipse” di Alezio. Dopo dieci anni dai fatti, è arrivata la sentenza che ha decretato l'innocenza di: Francesco Sunna, 65 anni, gestore del night, sua Maria Antonietta Rizzo, 61, Alessandra Mosca, 41, la cassiera, Raffaele Dimo, 57, ritenuto il reclutatore anche attraverso internet delle ragazze di nazionalità italiana e straniera, Tiziano Leopizzi, 33, addetto alla sicurezza. Tutti residenti ad Alezio.

E ancora di: Daniele Tommaso Calò, 41 anni, e Carmelo Salvatore Crusafio, 40, entrambi di Matino, anche questi addetti alla sicurezza. L'accusa per tutti era di associazione a delinquere dedita al reclutamento e allo sfruttamento della prostituzione. Ma a Sunna era contestato anche il reato di violenza sessuale, per aver, così sosteneva l'accusa, abusato di una delle ballerine di lap dance, la notte tra il 5 e il 6 maggio del 2006.

Era il primo giorno di lavoro per la ragazza che, varcata la soglia del locale, avrebbe appreso di dover intrattenere i clienti non solo danzando ma anche appartandosi con loro nel privè, invogliandoli a consumare bevande e concedendosi sessualmente. Stando alle carte dell'inchiesta, inoltre, chi si fosse opposta al copione, sarebbe stata messa “in riga” dai tre addetti alla sicurezza. Ma nessuna di queste accuse ha retto durante il processo. Perché il verdetto emesso oggi dal presidente della seconda sezione penale Roberto Tanisi non lascia spazio a dubbi: “il fatto non sussiste”.

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MessaggioInviato: sab lug 30, 2016 5:04 pm 
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Dostum stasera ho intenzione di farmi un giro goliardico, che consigli ?


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MessaggioInviato: gio set 01, 2016 11:38 pm 
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Porcaputtana in toscana hanno tutte le fortune e cè pure Qualcuno che si lamenta


PROSTITUZIONE AL "NONAME": ARRESTATO IL GESTORE E SEQUESTRATO IL LOCALE




La Squadra Mobile della Questura di Siena e la Compagnia della Guardia di Finanza di Siena, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, nelle persone del Procuratore Dott. Salvatore Vitello e Sostituti Procuratori Dott. Andrea Boni e Dott. Nastasi Antonino, hanno fatto luce su una fiorente e redditizia attività delittuosa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di giovani donne per lo più provenienti dall’Est Europa, che, formalmente impiegate a lavoro come ballerine ed intrattenitrici presso il locale notturno “NONAME SEXY DISCO” di Siena, offrivano anche prestazioni di natura sessuale ai clienti del night con conseguenti maggiori guadagni per la gestione del pubblico esercizio. Gli uomini delle due Forze di Polizia senesi hanno eseguito in collaborazione l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Siena, accogliendo la richiesta formulata dalla locale Procura della Repubblica, ha emesso nei confronti del gestore del “Noname”, un quarantaquattrenne di origine Campana, accusato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, furto, minacce a pubblico ufficiale e calunnia.
Le indagini, svolte per più di un anno in stretta e sinergica intesa tra militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Siena e poliziotti della Squadra Mobile della Questura, anche mediante il supporto di strumenti tecnici audiovisivi, hanno permesso di porre fine ad un collaudato fenomeno criminale al quale era stato dato vita in città, consistente nella sistematica attività di prostituzione svolta all’interno dei privée del citato night. In particolare, i clienti del locale notturno, adescati dalle abili ed attraenti ragazze, venivano invitati all’interno di camerini privati, dove le ballerine “hot”, una volta denudatesi, offrivano vere e proprie prestazioni sessuali, a fronte del versamento di una somma di 100 euro ogni 15 minuti circa di “spettacolo”. Alla fine, gli incassi venivano spartiti tra le “lavoratrici” ed il gestore del night al 50%. Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 agosto, uomini delle due Forze di Polizia operanti hanno congiuntamente eseguito un blitz all’interno del locale notturno, nel corso del quale sono stati identificati tutti i presenti, compresi ballerine e clienti, da cui sono state assunte informazioni utili alla definizione ed al completamento delle indagini. I locali del night “NONAME SEXY DISCO”, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, sono stati sottoposti a sequestro preventivo e, quindi, essi sono stati chiusi con apposizione di sigilli, in modo da porre così termine all’attività delittuosa che vi si svolgeva.

P.S.
Oscar per favore la richiesta in pvt.

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MessaggioInviato: dom ott 09, 2016 1:31 am 
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ella decorsa notte, i Carabinieri della Compagnia di Baiano, in particolare i militari del dipendente Nucleo Operativo Radiomobile, coadiuvati da quelli della Stazione di Monteforte Irpino, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di cinque persone, dell’età compresa tra i 57 ed i 27 anni, originari tra le province di Avellino, Napoli e Latina, tutti responsabili di associazione finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, unitamente ad altri 7 soggetti tuttora indagati.

L’attività d’indagine, scaturita nell’ambito di una più ampia strategia di contrasto intrapresa dal Comando Provinciale Carabinieri di Avellino, è stata avviata nel mese di ottobre 2015, a seguito di un controllo effettuato da parte dei Carabinieri del Comando Stazione di Monteforte Irpino, all’interno del locale “Club Privee Libidos”.

Nel prosieguo delle indagini si procedeva a raccogliere diverse testimonianze da parte dei numerosi avventori del club, frequentato soprattutto nel fine settimana. Tali dichiarazioni, dalle quali si evinceva in maniera limpida lo svolgimento di attività sessuale, venivano corroborate da numerosi riscontri ottenuti grazie all’ausilio di attività tecnica di intercettazione, dalla quale si riuscivano a ricavare ulteriori elementi che permettevano di delineare in maniera più chiara la costituzione di un sodalizio criminale finalizzato allo sfruttamento della prostituzione nonché ad accertare le singole responsabilità di ciascuno dei sodali.

Nello specifico al vertice dell’organizzazione vi era un pregiudicato 57enne originario del comune di Formia (LT), il quale avvalendosi in maniera diretta degli altri quattro soggetti destinatari della misura, originari di Montemiletto, Monteforte Irpino, Atripalda, Sant’Anastasia (NA), nonché degli altri 7 indagati, avevano costituito e promosso un’organizzazione criminale, finalizzata a favorire e sfruttare l’attività di prostituzione all’interno del locale “Club Privee Libidos. Ognuno dei sodali aveva un ruolo ben preciso come: procacciare ragazze e clienti, pulizia e rassetto delle stanze da letto, gestione del bar e della sala da ballo. Il tutto ovviamente avveniva sotto il coordinamento del capo del sodalizio, il quale però pretendeva che i pagamenti sia ai vari sodali che alle ragazze avvenissero esclusivamente alla sua presenza, di cui egli ne stabiliva gli importi in relazione ai ricavi della serata.

Al termine delle operazioni il 57enne promotore del sodalizio, veniva ristretto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in Formia mentre gli altri quattro soggetti venivano sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (nello specifico il doversi presentare quotidianamente presso i Comandi Stazione Carabinieri competenti per i rispettivi comuni di residenza).

Terminati gli accertamenti del caso, il locale “Club Privee Libidos”, veniva chiuso e posto sotto sequestro.

L’attività d’indagine in questione costituisce un importante risultato dell’Arma della Provincia di Avellino, nel contrasto allo sfruttamento della prostituzione, attività volta inoltre a contribuire alla lotta contro una piaga della società che coinvolge persone trattate alla stregua di strumenti da cui trarre arricchimento da parte dei loro “padroni”.

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A scopare nel sotterraneo nel Friuli non vengono i reumatismi?


PORDENONE. Nella mattinata di oggi, venerdì 11 novembre, la polizia di Stato ha emesso due provvedimenti restrittivi (obbligo di dimora con divieto di allontanarsi di notte dalla propria abitazione), emessi dal gip Bolzoni, nei confronti di due cittadini italiani – padre e figlio, di Musile di Piave – per il reato di sfruttamento della prostituzione ai danni di 17 ragazze straniere e italiane.

Pordenone, la Polizia blocca un giro di prostituzione
La polizia di Stato ha emesso due provvedimenti restrittivi (obbligo di dimora con divieto di allontanarsi di notte dalla propria abitazione), emessi dal gip Bolzoni, nei confronti di due cittadini italiani, padre e figlio, di Musile di Piave per il reato di sfruttamento della prostituzione ai danni di 17 ragazze straniere e italiane (intervista di Ilaria Purassanta, video Missinato)


Nel corso delle indagini, coordinate dal pm Pier Umberto Vallerin, è stato appurato che all’interno di un locale notturno con sede in città, da almeno tre anni, giovani donne venivano fatte prostituire.

I clienti, in prevalenza italiani residenti a Pordenone e nei comuni limitrofi, pagavano una somma variabile a seconda del tipo di prestazione sessuale richiesta e del metodi di pagamento (in contanti o con carta di credito), secondo un preciso tariffario stabilito dai gestori del locale.

Accusa di sfruttamento per padre e figlio: da tre anni ragazze italiane e straniere, formalmente socie del locale, lavoravano in nero

I rapporti avvenivano nel sotterraneo del locale, secondo precisi tariffari con indicazione delle prestazioni.

Nei mesi scorsi c'è stato anche un blitz degli uomini della squadra mobile, che hanno identificato tutti i clienti e condotto in Questura le prostitute per gli accertamenti del caso. Poi l'indagine è proseguita fino alla conferenza stampa odierna.

Nel corso delle indagini, su input investigativo dalla squadra mobile, la polizia locale di Pordenone ha comminato sanzioni amministrative per 100 mila euro per violazioni alle norme urbanistiche.

La direzione territoriale del lavoro, attraverso il nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, ha accertato che le giovani prostitute, formalmente socie del locale, erano in realtà lavoratrici subordinate in nero e ha irrogato sanzioni amministrative di notevole importo

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Prostituzione al club "Il Sentiero", blitz degli agenti di polizia

Agli arresti domiciliari sono finiti il titolare del locale e il suo collaboratore, che reclutavano ragazze straniere costringendole a prostituirsi. Altri tre indagati per favoreggiamento.




Cinque misure cautelari sono state disposte a carico di altrettanti soggetti accusati di induzione e sfruttamento della prostituzione all’interno del locale pubblico “Il Sentiero” di Monte San Biagio. Agli arresti domiciliari sono finiti Michele Antonelli, 70 anni, e Daniele Pannone, 41, rispettivamente gestore e collaboratore del club, che si occupavano di reclutare ragazze di diverse nazionalità e di indirizzarle all’attività di prostituzione all’interno del locale.

Agli obblighi di polizia giudiziaria sono stati invece sottoposti due cittadini rumeni, residenti ad Aprilia e a Pomezia, e un romano di 44 anni. Questi ultimi sono accusati di favoreggiamento personale, per aver aiutato Michele Antonelli ad eludere le indagini nei suoi confronti.


L’inchiesta comincia a luglio scorso quando una donna, nell’ambito di un altro procedimento, viene ascoltata dai carabinieri di Monte San Biagio e conferma che nel club “Il Sentiero” veniva esercitata l’attività di prostituzione. Il commissariato di olizia ha poi raccolto la denuncia dettagliata di tre donne rumene che, assunte inizialmente come ballerine e spogliarelliste, erano poi state costrette a prostituirsi

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Postribolo che bella parola

Carabinieri della Compagnia di Gallarate, su decreto emesso dalla Questura di Varese, hanno sospeso l’attività di un noto locale notturno di Vergiate, il Mambo club, in quanto all’interno si sarebbe esercitata l’attività di prostituzione.

I militari gallaratesi hanno sospeso temporaneamente l’attività che sulla carta era un mero circolo privato con somministrazione di alimenti e bevande, in realtà utilizzato come “postribolo”.

Il provvedimento di sospensione della licenza dell’esercizio pubblico, tra i più appetibili nella provincia di Varese e Novara, è l’ultimo atto dell’indagine svolta dai militari che, nel corso dell’ultimo anno, ha consentito di documentare la continua frequenza con cui venivano consumati rapporti sessuali a pagamento all’interno dei privè del CLUB e l’opera di reclutamento delle giovani.

L’attività svolta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Gallarate è scattata a seguito della denuncia sporta, più di un anno fa, da parte di una giovane lavoratrice che all’epoca intrattenne rapporti sessuali con un avventore in un privé del locale, contro la sua volontà, ma retribuiti al gestore dell’attività.

Sulla scorta dei limitati, ma significativi elementi raccolti nell’immediatezza, le indagini venivano prontamente avviate al fine di individuare e delineare i ruoli assunti da ciascun indagato e la metodica ricostruzione delle modalità di “assunzione” delle intrattenitrici ed il pagamento delle prestazioni.

I risultati ottenuti hanno confermato il coinvolgimento del presidente-gestore D. M. E. classe ’65, della coniuge B.M. classe ’70 e del loro collaboratore C.G. classe ‘76, nei cui confronti è stata emessa un’ ordinanza di divieto di dimora dal Gip di Busto Arsizio, su richiesta della Procura della Repubblica che ha concordato pienamente con le risultanze investigative prodotte dai militari operanti.

La violazione della misura restrittiva da parte del gestore, accertata a seguito di un grave episodio avvenuto nel locale durante il mese di aprile per il quale è stato denunciato per lesioni, ha determinato da parte dell’autorità giudiziaria l’emissione nei suoi confronti di un’ordinanza di arresti domiciliari.

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la situazione dei locali in ItaGlia

http://www.raiplay.it/video/2017/04/Equ ... 0bb6b.html

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" Domani mi sparo, ma una bella sega mi sparo "
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"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste.”
Martin Luther King
"Gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore."
Ennio Flaiano


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 Oggetto del messaggio: Re: locali locali locali
MessaggioInviato: dom mag 21, 2017 10:48 pm 
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E' una vita che non scrivo la lista dei locali a Roma.

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Spero di non averne dimenticato nessuno. Ad ogni modo la quantità, almeno a Roma, non fa rima con qualità.

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 Oggetto del messaggio: Re: locali locali locali
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vbman ha scritto:
E' una vita che non scrivo la lista dei locali a Roma.

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Spero di non averne dimenticato nessuno. Ad ogni modo la quantità, almeno a Roma, non fa rima con qualità.

Bentornato VBMAN il blunotte fa (letteralmente) cagare e la storia delle telecamere è dubbiamente legale ,le tizie di via dei galli sono più sdrogie delle stradali

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Baalkaan hai la machina targata Sassari?


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