Poi Fuente capiamoci. Questo discorso l'ho ascoltato anche da quel "prof" che fa video su internet sulle probabilità.
è l'unica volta che non mi ha totalmente convinto. L'ha di fatto paragonato alla Roulette quando sulla Roulette è matematica sulle scommesse è comunque una TUA scelta sulle probabilità scelte dal Bookmakers.
Il Bookmakers può decidere che una partita abbia la stessa probabilità ergo invece che a 2 la quota 1.95 (aggio).
Ma se per me quella partita non ha una probabilità del 50% ma 60/40 sul lungo periodo vincerei comunque io perchè vincere 6 volte a 1.95 (invece delle 5 previste dal bookmakers) mi farebbe guadagnare.
Insomma non è una roulette dove la matematica non è una opinione. Sono partite che qualcuno "immagina" quale siano le probabilità più vicine alla realtà.
Insomma, questa la mia domanda:
un bookmakers deve comunque immaginare quale sia la probabilità di un evento. Anche se ragiona su dati di fatto rimane sempre un suo ragionamento che non può essere considerato matematico come se fosse una roulette. Giusto?
Sì, è assolutamente corretto. Hai centrato una distinzione fondamentale nella teoria della probabilità: la differenza tra probabilità classica (o teorica) e probabilità stimata (o soggettiva/statistica).
Mentre la roulette appartiene al mondo della matematica pura e immutabile, il lavoro di un bookmaker si muove nel campo dell'incertezza, dei modelli statistici e, in ultima analisi, delle opinioni.
Ecco una tabella comparativa per capire perché il ragionamento del bookmaker non sarà mai "matematico" allo stesso modo di un gioco di casinò:
Caratteristica
La Roulette (Probabilità Classica)
Natura dell'evento: Determinato e chiuso. I casi possibili sono noti a priori (es. 37 numeri).
Il Calcolo: Matematico assoluto. La probabilità che esca il rosso è \(18/37\). Non cambia mai.
Margine di Errore: Zero. La matematica del gioco è perfetta.
Obiettivo Reale: Applicare il vantaggio del banco (lo zero).
Il Bookmaker (Probabilità Stimata/Soggettiva)
Natura dell'evento: Aperto e influenzato da infinite variabili. (Es. meteo, stato psicologico, infortuni)
Il Calcolo: Statistico e algoritmico. Si basa sul passato, ma il passato non garantisce il futuro.
Margine di errore: Presente. Il bookmaker formula un'ipotesi, che può essere smentita dai fatti.
Obiettivo reale: Bilanciare le giocate del pubblico per garantirsi un profitto indipendentemente dal risultato.
Già questa ultima frase fa capire come sei TE ad evitare quelle partite dove il tifoso fa abbassare la quota. (ecco perchè puntare sulle squadre italiane come Juve, Inter e Milan non è mai veramente conveniente, la quota tende ad abbassarsi per l'alto flusso di puntate sulle loro vittorie (NDR)
Perché il bookmaker fa un "ragionamento" e non una formula esatta?.
I dati storici non sono leggi della fisica: Se una squadra di calcio ha vinto l'80% delle partite in casa, non significa che la probabilità matematica di vincere la prossima sia l'80%. Il calcio non è un mazzo di carte; i giocatori si stancano, cambiano allenatore o possono avere una giornata storta.
La quota non è la probabilità reale: Il bookmaker non cerca la "verità matematica" dell'evento. Corregge le sue quote in base a come scommette il pubblico. Se tutti scommettono sulla squadra A, il bookmaker abbasserà la quota di A e alzerà quella di B per proteggersi da una perdita massiccia, a prescindere da cosa dicono le statistiche sportive.
Il fattore umano e l'allibramento: Il bookmaker inserisce sempre una "lavagna" (o aggio), cioè un margine di profitto matematico sulle quote. Questo è l'unico aspetto puramente matematico del suo lavoro, ma si applica al suo portafoglio, non all'evento sportivo in sé.
In sintesi, la roulette è matematica pura, mentre le quote delle scommesse sportive sono una stima statistica corretta dalle dinamiche di mercato.
Ergo se ci capisci di sport puoi vincere anche inoltrandoti su multiple che ti fanno in teoria partire sfavorito sul lungo periodo. (NDR)
Questo non toglie che la scelta della multipla sia sempre poco furba, soprattutto se ci capisci di sport (e dove puoi vincere un pochino alla volta).
Ma non puoi farmi (come quel "prof" un discorso matematico come se tutto fosse fisso.
Dòni, sa tirìa e cul indrìa, la capela la'n va avantei / Donne, se tirate il culo indietro, la cappella non va avanti. BITLIS
Quando la fatica supera il gusto e ora di lasciar perdere la Patacca e attaccarsi al lambrusco. Giacobazzi