
una svastica disegnata sulla porta dello studio del professor Fabio Landini docente di Economia applicata all’Università di Parma. È l’episodio avvenuto nella palazzina Feroldi, sede del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali della città ducale, che ha suscitato la ferma condanna della comunità accademica.
La svastica sulla porta del professore universitario
Secondo quanto reso noto dal Dipartimento attraverso una nota sottoscritta da circa un centinaio di docenti e ricercatori, alcuni ignoti hanno rimosso degli adesivi riconducibili all’iniziativa «Parma Antifascista» e al tema del lavoro dignitoso, tracciando al loro posto una svastica sulla porta dello studio del professore.
«La porta dello studio del professor Landini è stata oggetto di un grave atto vandalico», si legge nel comunicato. «Le colleghe e i colleghi sottoscrittori esprimono la propria piena solidarietà al professor Landini e condannano con fermezza un gesto che, al di là del danno materiale, assume un evidente carattere intimidatorio e rappresenta un’offesa all’intera comunità universitaria».
I firmatari chiedono inoltre una risposta decisa da parte dell’Ateneo, affinché vengano accertate le responsabilità e ribadita «la piena adesione ai principi della Costituzione repubblicana».
l professore sui social: «Non è un attacco personale»
Lo stesso professore ha raccontato l’accaduto con un post pubblicato sui social. «Persone che al momento restano ignote - scrive in un post su Facebook - hanno vandalizzato la porta del mio studio in università, rimuovendo adesivi sul lavoro dignitoso e sull’iniziativa Parma Antifascista e disegnando al loro posto una svastica».
Per il docente il gesto va oltre l’offesa personale: «Non è un attacco che riguarda solo me, ma tutte le persone che si riconoscono in questi valori, peraltro fondativi della nostra Costituzione».
La solidarietà del Partito Democratico
Tra le prime reazioni anche quella dell’assessore comunale e segretario cittadino del Partito Democratico Francesco De Vanna, che ha espresso solidarietà al docente e ha ribadito il valore dell’antifascismo nella storia e nell’identità della città.
«L’antifascismo non è solo nella storia della nostra città, è anche inscritto nella sua identità, nel modo in cui Parma guarda se stessa, interpreta il presente e costruisce il futuro», scrive sui social.
De Vanna ha parlato di un «grave gesto intimidatorio», assicurando al professore «la vicinanza e il pieno supporto della città, almeno di quella che non intende abbassare la guardia davanti ai gesti, piccoli e grandi, che vorrebbero normalizzare una simbologia di prevaricazione e di violenza».
La denuncia dell'Università di Parma
L'Università di Parma ha presentato denuncia dopo la svastica apparsa disegnata sulla porta dello studio del docente.Il Senato accademico rimarca “che quel gesto assume il carattere di un'inaccettabile provocazione e di un atteggiamento intimidatorio e sopraffattorio, del tutto incompatibile con i valori fondanti dell’Università di Parma”, e sottolinea “che l’utilizzo di un simbolo legato all’ideologia nazista, alla violenza e alla negazione dei valori democratici rappresenta un’offesa non soltanto nei confronti del docente direttamente coinvolto ma dell’intera comunità universitaria”. “Simili gesti o comportamenti non possono trovare alcuno spazio all’interno dell’Università di Parma”, tanto più, prosegue il testo della mozione, “in un momento storico in cui si registrano con crescente frequenza preoccupanti manifestazioni di intolleranza e radicalizzazione, fenomeni che impongono alle istituzioni pubbliche, e all'Università in primo luogo, una decisa riaffermazione di valori e principi democratici fondamentali”.
Bernini: “Università deve essere luogo di libertà e rispetto reciproco”
La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha telefonato al rettore di Parma, Paolo Martelli, per avere informazioni sull’episodio. E parla di “atto intimidatorio gravissimo, che offende i valori di libertà, rispetto e convivenza civile su cui si fonda ogni comunità accademica. Esprimo la mia piena vicinanza al docente colpito e a tutta la comunità accademica dell’Università di Parma. Ogni gesto di odio e di intimidazione va respinto con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità. Le nostre università devono continuare a essere luoghi di libertà, confronto e rispetto reciproco”.

