Ma quando mai.
[OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
certo, quando il giogo mongolo si fonde con l'elemento varego conferisce un tocco di esoticità, abbiamo alte bionde scandinave con gambe di alabastro, zigomi alti di porcellana e occhi chiari leggermente mandorlati da principessa tartara. ma come dice est il junk food yankee è arrivato anche lì, e senza più l'educazione fisica tosta come nell'URSS
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Allora è tutto finito, lo scontro tra "Occidente" e blocco BRICS ha già un vincitore.Drogato_ di_porno ha scritto: ↑07/07/2025, 11:28ma come dice est il junk food yankee è arrivato anche lì, e senza più l'educazione fisica tosta come nell'URSS
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
si’ ma tu shagli candeggio. quelli che citi tu come cause del decadimento del livello estetico dellex blocco est esistono ma sono byproducts della vittoria del pensiero occidentale. non LA causa. la verita’ e’ un altra: fino ai primi 90 erano tutti broke. le fighe si accoppiavano solo coi belli. da 35 anni si accoppiano all’occidentale: si fanno gonfiare sal portafoglio gonfio. un triste classico. i risultati sono sotto gli occhi di tuttiFloppy Disk ha scritto: ↑07/07/2025, 12:13Allora è tutto finito, lo scontro tra "Occidente" e blocco BRICS ha già un vincitore.Drogato_ di_porno ha scritto: ↑07/07/2025, 11:28ma come dice est il junk food yankee è arrivato anche lì, e senza più l'educazione fisica tosta come nell'URSS
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
non proprio, l'epidemia di obesità da junk food danneggia tutti, anche l'occidente: pressione alta, glicemia alta, superlavoro dell'insulina che ricordiamolo è un ormone (accumulo di grasso col meccanismo della lipoproteina lipasi), nitrosammine (dai nitrati e nitriti delle carni rosse), e se va bene si arriva a 70 anni prendendo 10 pastiglie al giornoFloppy Disk ha scritto: ↑07/07/2025, 12:13Allora è tutto finito, lo scontro tra "Occidente" e blocco BRICS ha già un vincitore.
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
fai come me: 12 mesi di Mounjaro, attivita’ fisica, 0 alcohol. -25kg e i valori di sopra da trentenneDrogato_ di_porno ha scritto: ↑07/07/2025, 14:16non proprio, l'epidemia di obesità da junk food danneggia tutti, anche l'occidente: pressione alta, glicemia alta, superlavoro dell'insulina che ricordiamolo è un ormone (accumulo di grasso col meccanismo della lipoproteina lipasi), nitrosammine (dai nitrati e nitriti delle carni rosse), e se va bene si arriva a 70 anni prendendo 10 pastiglie al giornoFloppy Disk ha scritto: ↑07/07/2025, 12:13Allora è tutto finito, lo scontro tra "Occidente" e blocco BRICS ha già un vincitore.![]()
p.s. le fighe ventenni pero’ devi pagarle lo stesso
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
cacchiate i mongoli non erano palestrati e si imbottivano di grassi per sopravvivere ma han conquistato il mondo
e last but not least sapevano come prendere gli ucraini
È l’inverno del 1240 quando giungono notizie che i Tatari sono di nuovo diretti verso il Dnepr dalla lontana Crimea…
L’esercito è numeroso ed è accompagnato dalle macchine d’assedio.
Queste devono essere state tantissime, se si tiene presente che nell’assedio della città di Nishapur più o meno in quegli anni i Tatari avevano attaccato le mura di mattoni crudi con ben 3000 balestre pesanti (non da spalla!), 300 catapulte, 700 lanciafuoco (lanciatori di recipienti pieni di miscele incendiarie) e, se si contano i cavalli di ricambio e il foraggio e le riserve di cibo, si può immaginare come questa enorme “macchina da guerra” certamente metteva paura a chiunque e, in special modo, per il fatto di muoversi tutta all’unisono sotto il ferreo comando del generale in capo, nel nostro caso di Batu Khan e dei suoi sottoposti Subedei e Burundai.
Dicono le Cronache che il rumore che faceva questa grande massa di uomini e carriaggi era tale che, man mano che si avvicinava, a Kiev non si riusciva più a parlare e a capirsi per il frastuono…
Quasi indisturbati i Tatari senza problemi attraversano quindi il grande fiume e si portano sotto Kiev.
Tutto questo avviene sotto gli sguardi spaventatissimi della gente raccoltasi nella città alta. Il Velikii Knjaz Danilo di Galic’ il “coraggioso” è fuggito in Ungheria e ha lasciato in città il suo luogotenente Demetrio. Con lui c’è un Tataro fatto prigioniero mesi prima che ora fa da consigliere e costui afferma che ha riconosciuto lo stendardo di Batu Khan e perciò è sicuro che la campagna non si fermerà finchè la città non cadrà.
I Tatari intanto stanno cercando il punto debole dove attaccare la prima cinta di mura. Viene individuato il lato giusto dalla parte occidentale della Porta Polacca (Ljatskie Vorota), più o meno dove oggi c’è il corso principale del Kresc’ciatik a Kiev e dove allora c’erano paludi e sabbie mobili, e, tastato il terreno per posizionare le pesanti macchine d’assedio, mettono in atto il piano d’attacco prestabilito.
Comincia così il bombardamento con palle di pietra e olle di pece infuocata che continua senza interruzione giorno e notte finchè non si apre una breccia. A questo punto i Tatari vedendo le mura in fiamme sciamano con grandi grida nella città di Jaroslav.
Devastano e danno alle fiamme tutta la parte bassa e poi si rivolgono verso quella alta, la città di Vladimiro, dove i kieviani cercano di raccogliersi e di difendersi come possono.
È difficile e dispendioso tirare su le macchine lungo un dislivello così alto, ma i Tatari non rinunciano e alla fine riescono a raggiungere la Città Alta e ricominciano il bombardamento. Gli ultimi difensori devono dunque asserragliarsi nella Chiesa della Decima. La calca però è tale che per il peso degli uomini raccoltisi nel coro della chiesa, questo crolla e mette lo scompiglio…
Sono passati quasi cinque giorni e, malgrado la disperata difesa, Kiev cade: E’ il 6 dicembre 1240!
È uno spettacolo terribile. La città è ormai un cumulo di rovine e di corpi inanimati ammucchiati per le strade, mentre i Tatari bivaccano sulle eleganti vie dell’antica capitale e arraffano tutto quel che trovano di utile o di prezioso nelle case e nelle chiese!
Anche Demetrio è stato catturato, ma, mentre tutti gli altri prigionieri vengono passati a fil di spada, il luogotenente del Velikii Knjaz è risparmiato, benchè sia coperto di ferite da capo a piedi, perché Batu Khan decide di premiarlo per il coraggio mostrato!
Conclude tristemente N. Karamzin: «L’antica Kiev scomparve per sempre giacchè nel XIV e nel XV secolo era ancora un mucchio di macerie… Invano il viaggiatore curioso cercherebbe qui i monumenti sacri a tutti i russi: Dov’è finita la tomba di Santa Olga? E i resti di San Vladimiro?… Restò in piedi solo il monumento funebre di Jaroslav il Saggio forse a ricordare che la gloria dei legislatori civili è immortale e la più sicura da conservare…».
e last but not least sapevano come prendere gli ucraini
È l’inverno del 1240 quando giungono notizie che i Tatari sono di nuovo diretti verso il Dnepr dalla lontana Crimea…
L’esercito è numeroso ed è accompagnato dalle macchine d’assedio.
Queste devono essere state tantissime, se si tiene presente che nell’assedio della città di Nishapur più o meno in quegli anni i Tatari avevano attaccato le mura di mattoni crudi con ben 3000 balestre pesanti (non da spalla!), 300 catapulte, 700 lanciafuoco (lanciatori di recipienti pieni di miscele incendiarie) e, se si contano i cavalli di ricambio e il foraggio e le riserve di cibo, si può immaginare come questa enorme “macchina da guerra” certamente metteva paura a chiunque e, in special modo, per il fatto di muoversi tutta all’unisono sotto il ferreo comando del generale in capo, nel nostro caso di Batu Khan e dei suoi sottoposti Subedei e Burundai.
Dicono le Cronache che il rumore che faceva questa grande massa di uomini e carriaggi era tale che, man mano che si avvicinava, a Kiev non si riusciva più a parlare e a capirsi per il frastuono…
Quasi indisturbati i Tatari senza problemi attraversano quindi il grande fiume e si portano sotto Kiev.
Tutto questo avviene sotto gli sguardi spaventatissimi della gente raccoltasi nella città alta. Il Velikii Knjaz Danilo di Galic’ il “coraggioso” è fuggito in Ungheria e ha lasciato in città il suo luogotenente Demetrio. Con lui c’è un Tataro fatto prigioniero mesi prima che ora fa da consigliere e costui afferma che ha riconosciuto lo stendardo di Batu Khan e perciò è sicuro che la campagna non si fermerà finchè la città non cadrà.
I Tatari intanto stanno cercando il punto debole dove attaccare la prima cinta di mura. Viene individuato il lato giusto dalla parte occidentale della Porta Polacca (Ljatskie Vorota), più o meno dove oggi c’è il corso principale del Kresc’ciatik a Kiev e dove allora c’erano paludi e sabbie mobili, e, tastato il terreno per posizionare le pesanti macchine d’assedio, mettono in atto il piano d’attacco prestabilito.
Comincia così il bombardamento con palle di pietra e olle di pece infuocata che continua senza interruzione giorno e notte finchè non si apre una breccia. A questo punto i Tatari vedendo le mura in fiamme sciamano con grandi grida nella città di Jaroslav.
Devastano e danno alle fiamme tutta la parte bassa e poi si rivolgono verso quella alta, la città di Vladimiro, dove i kieviani cercano di raccogliersi e di difendersi come possono.
È difficile e dispendioso tirare su le macchine lungo un dislivello così alto, ma i Tatari non rinunciano e alla fine riescono a raggiungere la Città Alta e ricominciano il bombardamento. Gli ultimi difensori devono dunque asserragliarsi nella Chiesa della Decima. La calca però è tale che per il peso degli uomini raccoltisi nel coro della chiesa, questo crolla e mette lo scompiglio…
Sono passati quasi cinque giorni e, malgrado la disperata difesa, Kiev cade: E’ il 6 dicembre 1240!
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Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
“La vera minaccia per l’Europa non è la Russia, ma le classi dirigenti europee in mano a gentaglia che non si è mai posta il problema di salvare vite, perché devono salvarsi la faccia e il culo”. Sono le parole del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, chiudendo con la presentazione del suo ultimo libro “Ucraina, Russia e Nato in poche parole” la seconda edizione di Paper Fest, la rassegna della case editrice di SEIF, Paper First. “Siamo noi che vogliamo che in Ucraina si continui a morire per salvare la faccia a Von der Leyen, Macron, Biden e a tutti gli altri che hanno deciso che gli ucraini dovessero morire, perché noi non potessimo dire di aver perso la guerra”.
“Trump nella sua follia e brutalità dice la verità. È un bugiardo, ma l’unica cosa su cui dice la verità è l’Ucraina. Io avrei preferito che la pace la conducesse l’Europa. La diplomazia l’abbiamo inventata noi, oggi invece la esecriamo. E l’abbiamo affidata prima all’autocrate turco Erdogan e a Bennett, poi a Trump, e pure ce ne lamentiamo. Non abbiamo nemmeno un delegato Ue. Von der Leyen ha detto ‘per avere la pace va preparata la guerra, ma se prepari la guerra ottieni la guerra, è sempre stato così con la corsa agli armamenti”.

“Trump nella sua follia e brutalità dice la verità. È un bugiardo, ma l’unica cosa su cui dice la verità è l’Ucraina. Io avrei preferito che la pace la conducesse l’Europa. La diplomazia l’abbiamo inventata noi, oggi invece la esecriamo. E l’abbiamo affidata prima all’autocrate turco Erdogan e a Bennett, poi a Trump, e pure ce ne lamentiamo. Non abbiamo nemmeno un delegato Ue. Von der Leyen ha detto ‘per avere la pace va preparata la guerra, ma se prepari la guerra ottieni la guerra, è sempre stato così con la corsa agli armamenti”.

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
passano gli anni ma tu non ti schiodi da quella carta da culo che scrive travaglio. contento te.
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
ogni cosa si sforza di perseverare nell'essere suoestdipendente ha scritto: ↑08/07/2025, 4:24passano gli anni ma tu non ti schiodi da quella carta da culo che scrive travaglio. contento te.

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Ukrainian Troops Struggle to Hold the Line on the Eastern Front
Kyiv is defending Kostiantynivka from Russian drone attacks. The embattled city is a gateway to Ukraine’s last major defense in the Donetsk region.
https://www.nytimes.com/2025/07/07/worl ... netsk.html
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
come in classe di ferro
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
di solito le convenzioni non sono mai firmate dalle grandi potenze che vogliono tenersi le mani libere, ergo valgono meno dalla carta su cui sono scritte
Mine anti uomo, dall’ex produttore di armi all’attivista: «Ecco perché il sì di Zelensky significa guerra totale»
Gli scenari della guerra in Ucraina secondo Vito Alfieri Fontana, ex produttore di armi poi sminatore nei Balcani, e Nicoletta Dentico, esperta di cooperazione internazionale
Non è propriamente un’escalation, una progressione strategica definita, uno scenario bellico calcolato. Quando in un conflitto tornano le mine antiuomo, bandite dalla convenzione di Ottawa nel 1997 – trattato che ne vieta l’uso, la detenzione, la produzione e il trasferimento, imponendo la distruzione degli stock esistenti e l’assistenza alle vittime – vuol dire che è guerra totale, senza regole, senza più diplomazie. E che la decisione di Zelensky di ritirare Kiev dalla convenzione, un documento firmato da 133 Paesi, fra i quali non figurano però Cina, Russia e Stati Uniti d’America (in tutto mancano la firme di 32 Stati), «ci spinge sull’orlo dell’abisso. Vuol dire che l’obiettivo dichiarato ora sono i civili mentre saltano in aria case, scuole, ospedali, infrastrutture».
https://www.ilsole24ore.com/art/mine-an ... e-AHpKOeWB
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
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