[OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
alto tradimento
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
"Questo sì che si chiama sentimento repentino!" (cit.)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
A naso siamo coglioni noi che gli siamo andati dietro.Floppy Disk ha scritto: ↑22/01/2026, 20:31Ancora 'sta balla del cocainomane? Vorrei capire dove lo hai letto, perché a naso i cocainomani si comportano in modo diverso da come fa lui.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
subito rivoluzione colorata o regime change più esfiltrazione di Bin Salman più sanzioni più embargo totale più "massima pressione"
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Gaza la nuova Dubai
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Kobane IS Calling
La tolleranza verso i curdi del regime siriano è cambiata drasticamente. Negli ultimi giorni, le forze legate al nuovo leader di Damasco Ahmad al-Sharaa – precedentemente guerrigliero dell’Isis sotto il nome di Abū Muḥammad al-Jawlānī – hanno attaccato le forze curde nel nord-est del Paese, stringendo d’assedio le postazioni della resistenza. I combattimenti si concentrano nei pressi di Kobane e Hasake, mentre da Damasco arriva l’annuncio della presa di controllo del campo di al-Hol, nodo cruciale negli equilibri di sicurezza regionali legati all’Isis. E mentre il governo di al-Sharaa getta la maschera, Washington si dice pronta a trasferire migliaia di detenuti jihadisti nel vicino Iraq.
Secondo fonti sul terreno, le milizie agli ordini di Sharaa mantengono le posizioni conquistate attorno alle linee curde, nonostante la nuova tregua proclamata nelle ultime ore sia stata ripetutamente violata. A Kobane, storica roccaforte curda e simbolo della resistenza allo Stato islamico, si registrano scontri sporadici nelle aree periferiche della città. Segnalazioni di incidenti arrivano anche dall’area di Hasake, nell’estremo nord-est del Paese, dove le forze curde risultano ormai asserragliate a difesa delle linee che circondano Qamishli, principale centro politico e militare di ciò che resta dell’area semi-autonoma curda. Nella stessa regione, le fazioni fedeli ad Ahmad Sharaa riferiscono di sette combattenti uccisi e di una ventina di feriti nell’esplosione di un deposito di munizioni, attribuita alle forze curde, in una zona prossima al confine con l’Iraq. Mentre ad al-Raqqa, i militari legati al governo hanno sventolato (di nuovo, si potrebbe dire) bandiere dello Stato islamico per celebrare vittoria.
È stato il ripiegamento curdo ad aprire la strada alle forze di Damasco nel campo di al-Hol, considerato uno dei luoghi più sensibili dal punto di vista geopolitico e della sicurezza internazionale legata all’Isis. Creato negli anni Novanta per accogliere gli sfollati della prima guerra del Golfo, il campo sorge nella regione di Hasake, in un’area desertica da tempo segnata da traffici illeciti e da una persistente presenza jihadista. Dal 2019 al-Hol ospita familiari di miliziani dello Stato islamico e civili in fuga dalle ultime roccaforti jihadiste lungo l’Eufrate. Dopo aver superato in passato le 50mila presenze, oggi il campo conta circa 24mila persone, tra cui migliaia di donne e bambini stranieri. Nel 2023 le Nazioni unite lo hanno definito “il peggior campo del mondo”, segnalando un livello elevatissimo di radicalizzazione e violenze interne.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno annunciato l’avvio di operazioni per trasferire fino a 7.000 prigionieri dell’Isis dalla Siria all’Iraq. Secondo il comando militare statunitense per il Medio Oriente, il Centcom, 150 combattenti jihadisti sono già stati trasferiti da una prigione di Hasake verso una località sicura in territorio iracheno. Washington motiva l’operazione con i timori legati alla tenuta dei campi e delle carceri che ospitano jihadisti e, nelle ultime ore, ha confermato il sostegno alle nuove forze governative siriane agli ordini di Ahmad Sharaa, segnando un netto cambio di linea rispetto all’appoggio garantito alle forze curde dal 2014.
Nel contesto del mutamento degli equilibri di potere nel nord-est della Siria, gli Stati Uniti hanno dunque avviato il trasferimento di detenuti dell’Isis verso il vicino Iraq con l’obiettivo di “garantire che i terroristi restino detenuti in strutture sicure”, come annunciato dal Centcom in una nota diffusa sui social network. Complessivamente, fino a 7.000 prigionieri potrebbero essere spostati da strutture siriane a carceri sotto controllo iracheno. Secondo fonti militari, la decisione è legata alle crescenti preoccupazioni per il rischio di evasioni di massa e per una possibile riorganizzazione del gruppo jihadista in un’area attraversata da combattimenti e instabilità, magari con l’aiuto del governo attuale.
Parallelamente all’offensiva militare, si aggrava la situazione umanitaria a Ayn al-Arab, nota come Kobane. Una “grave emergenza umanitaria” è in corso nella città, isolata da giorni a causa delle operazioni delle fazioni di Ahmad Sharaa, sostenute da Stati Uniti e Turchia, contro le forze curde. Secondo attivisti locali citati dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani, “tutte le principali vie di accesso alla città sono state chiuse”, bloccando l’ingresso di camion con generi alimentari e carburante, mentre acqua, elettricità, comunicazioni e riscaldamento risultano interrotti. Le famiglie residenti, riferiscono le fonti, sopravvivono da due giorni attingendo alle scorte domestiche, ormai prossime all’esaurimento, una situazione ulteriormente aggravata dall’arrivo di migliaia di sfollati in fuga dai combattimenti nelle aree circostanti. Testimonianze raccolte dall’Osservatorio parlano di nuclei familiari rimasti senza cibo e costretti a nutrire i bambini con pane secco, in assenza di gasolio per il riscaldamento. Altri residenti raccontano di abitazioni prive di qualsiasi riserva alimentare e di una crescente dipendenza dalla solidarietà dei vicini per ottenere pochi beni essenziali. I civili di Kobane attribuiscono la responsabilità della crisi alla mancata applicazione del cessate il fuoco da parte delle forze di Sharaa e all’assedio imposto alla città.
Aggiornato il 22 gennaio 2026 alle ore 16:33

La tolleranza verso i curdi del regime siriano è cambiata drasticamente. Negli ultimi giorni, le forze legate al nuovo leader di Damasco Ahmad al-Sharaa – precedentemente guerrigliero dell’Isis sotto il nome di Abū Muḥammad al-Jawlānī – hanno attaccato le forze curde nel nord-est del Paese, stringendo d’assedio le postazioni della resistenza. I combattimenti si concentrano nei pressi di Kobane e Hasake, mentre da Damasco arriva l’annuncio della presa di controllo del campo di al-Hol, nodo cruciale negli equilibri di sicurezza regionali legati all’Isis. E mentre il governo di al-Sharaa getta la maschera, Washington si dice pronta a trasferire migliaia di detenuti jihadisti nel vicino Iraq.
Secondo fonti sul terreno, le milizie agli ordini di Sharaa mantengono le posizioni conquistate attorno alle linee curde, nonostante la nuova tregua proclamata nelle ultime ore sia stata ripetutamente violata. A Kobane, storica roccaforte curda e simbolo della resistenza allo Stato islamico, si registrano scontri sporadici nelle aree periferiche della città. Segnalazioni di incidenti arrivano anche dall’area di Hasake, nell’estremo nord-est del Paese, dove le forze curde risultano ormai asserragliate a difesa delle linee che circondano Qamishli, principale centro politico e militare di ciò che resta dell’area semi-autonoma curda. Nella stessa regione, le fazioni fedeli ad Ahmad Sharaa riferiscono di sette combattenti uccisi e di una ventina di feriti nell’esplosione di un deposito di munizioni, attribuita alle forze curde, in una zona prossima al confine con l’Iraq. Mentre ad al-Raqqa, i militari legati al governo hanno sventolato (di nuovo, si potrebbe dire) bandiere dello Stato islamico per celebrare vittoria.
È stato il ripiegamento curdo ad aprire la strada alle forze di Damasco nel campo di al-Hol, considerato uno dei luoghi più sensibili dal punto di vista geopolitico e della sicurezza internazionale legata all’Isis. Creato negli anni Novanta per accogliere gli sfollati della prima guerra del Golfo, il campo sorge nella regione di Hasake, in un’area desertica da tempo segnata da traffici illeciti e da una persistente presenza jihadista. Dal 2019 al-Hol ospita familiari di miliziani dello Stato islamico e civili in fuga dalle ultime roccaforti jihadiste lungo l’Eufrate. Dopo aver superato in passato le 50mila presenze, oggi il campo conta circa 24mila persone, tra cui migliaia di donne e bambini stranieri. Nel 2023 le Nazioni unite lo hanno definito “il peggior campo del mondo”, segnalando un livello elevatissimo di radicalizzazione e violenze interne.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno annunciato l’avvio di operazioni per trasferire fino a 7.000 prigionieri dell’Isis dalla Siria all’Iraq. Secondo il comando militare statunitense per il Medio Oriente, il Centcom, 150 combattenti jihadisti sono già stati trasferiti da una prigione di Hasake verso una località sicura in territorio iracheno. Washington motiva l’operazione con i timori legati alla tenuta dei campi e delle carceri che ospitano jihadisti e, nelle ultime ore, ha confermato il sostegno alle nuove forze governative siriane agli ordini di Ahmad Sharaa, segnando un netto cambio di linea rispetto all’appoggio garantito alle forze curde dal 2014.
Nel contesto del mutamento degli equilibri di potere nel nord-est della Siria, gli Stati Uniti hanno dunque avviato il trasferimento di detenuti dell’Isis verso il vicino Iraq con l’obiettivo di “garantire che i terroristi restino detenuti in strutture sicure”, come annunciato dal Centcom in una nota diffusa sui social network. Complessivamente, fino a 7.000 prigionieri potrebbero essere spostati da strutture siriane a carceri sotto controllo iracheno. Secondo fonti militari, la decisione è legata alle crescenti preoccupazioni per il rischio di evasioni di massa e per una possibile riorganizzazione del gruppo jihadista in un’area attraversata da combattimenti e instabilità, magari con l’aiuto del governo attuale.
Parallelamente all’offensiva militare, si aggrava la situazione umanitaria a Ayn al-Arab, nota come Kobane. Una “grave emergenza umanitaria” è in corso nella città, isolata da giorni a causa delle operazioni delle fazioni di Ahmad Sharaa, sostenute da Stati Uniti e Turchia, contro le forze curde. Secondo attivisti locali citati dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani, “tutte le principali vie di accesso alla città sono state chiuse”, bloccando l’ingresso di camion con generi alimentari e carburante, mentre acqua, elettricità, comunicazioni e riscaldamento risultano interrotti. Le famiglie residenti, riferiscono le fonti, sopravvivono da due giorni attingendo alle scorte domestiche, ormai prossime all’esaurimento, una situazione ulteriormente aggravata dall’arrivo di migliaia di sfollati in fuga dai combattimenti nelle aree circostanti. Testimonianze raccolte dall’Osservatorio parlano di nuclei familiari rimasti senza cibo e costretti a nutrire i bambini con pane secco, in assenza di gasolio per il riscaldamento. Altri residenti raccontano di abitazioni prive di qualsiasi riserva alimentare e di una crescente dipendenza dalla solidarietà dei vicini per ottenere pochi beni essenziali. I civili di Kobane attribuiscono la responsabilità della crisi alla mancata applicazione del cessate il fuoco da parte delle forze di Sharaa e all’assedio imposto alla città.
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Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Morire per Nuuk?
Gli italiani sono divisi sul possibile invio di truppe in Groenlandia per scoraggiare Donald Trump. Nel sondaggio Youtrend per Sky TG24 diffuso oggi il 39% degli italiani ha dichiarato di voler inviare le truppe, mentre il 36% non vorrebbe fare nulla, lasciando che Danimarca e Stati Uniti se la vedano tra loro. Solo il 5% vorrebbe premere sulla Danimarca affinché ceda almeno in parte la sovranità agli USA. Il 20% non sa.
qualcuno è già pronto

Gli italiani sono divisi sul possibile invio di truppe in Groenlandia per scoraggiare Donald Trump. Nel sondaggio Youtrend per Sky TG24 diffuso oggi il 39% degli italiani ha dichiarato di voler inviare le truppe, mentre il 36% non vorrebbe fare nulla, lasciando che Danimarca e Stati Uniti se la vedano tra loro. Solo il 5% vorrebbe premere sulla Danimarca affinché ceda almeno in parte la sovranità agli USA. Il 20% non sa.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Mi pare che l'Europa abbia garantito l'indipendenza dell'Ucraina facendo di tutto per sostenerla dal punto di vista politico, finanziario e militare. Quindi mi pare che il discorso non sia generoso". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Business Forum Italia-Germania, nel rispondere alla domanda dei giornalisti in merito al discorso critico nei confronti dell'Europa pronunciato ieri dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Forum di Davos
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Nulla di nuovo, purtroppo, nonostante il “niu reinnassans” di Renzi. Temo anche che mi avessero detto fossero esecuzioni pubbliche nella piazza di Ryhad, il sabato mattina. Ho rimosso i ricordi ma continuo a ricordare che avevo preferito l’Iran al KSA. Mi ci aveva fatto pensare qualche giorno fa non so quale post imbecille di gente che mi attribuisce pensieri a caso.Drogato_ di_porno ha scritto: ↑22/01/2026, 23:32subito rivoluzione colorata o regime change più esfiltrazione di Bin Salman più sanzioni più embargo totale più "massima pressione"
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
cicciuzzo hai rotto le palle. Zelensky (pagliaccio) e’ un coglione e si muove male ma ha davanti un regime criminale pericolosissimo. che cazzo deve fare per attirare l’attenzione su di e’? e’ la sua gente che viene bombardata quotidianamente dal regime criminale mentre noi andiamo in massa a sciare e nei mari del sud allacicciuzzo ha scritto: ↑23/01/2026, 15:52Mi pare che l'Europa abbia garantito l'indipendenza dell'Ucraina facendo di tutto per sostenerla dal punto di vista politico, finanziario e militare. Quindi mi pare che il discorso non sia generoso". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Business Forum Italia-Germania, nel rispondere alla domanda dei giornalisti in merito al discorso critico nei confronti dell'Europa pronunciato ieri dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Forum di Davos
faccia della “quasi bancarotta”. vieni questo weekend a Sant Anton e dimmi se trovi una stanza d’albergo libera. e non mi nominare le dolomiti tra due settimane per carita’. tutto pieno a prezzi folli. e di la’ bombe, bombe, bombe. ma non vi sfiora mai questo pensiero mentre andate alla SPA dell’albergo con la compagna? e non avete tirato fuori un euro. nemmeno uno. che vergogna:-(
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
meno alcool Est. molto meno alcool. Lamentati con Tajaniestdipendente ha scritto: ↑23/01/2026, 18:29cicciuzzo hai rotto le palle. Zelensky (pagliaccio) e’ un coglione e si muove male ma ha davanti un regime criminale pericolosissimo. che cazzo deve fare per attirare l’attenzione su di e’? e’ la sua gente che viene bombardata quotidianamente dal regime criminale mentre noi andiamo in massa a sciare e nei mari del sud allacicciuzzo ha scritto: ↑23/01/2026, 15:52Mi pare che l'Europa abbia garantito l'indipendenza dell'Ucraina facendo di tutto per sostenerla dal punto di vista politico, finanziario e militare. Quindi mi pare che il discorso non sia generoso". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Business Forum Italia-Germania, nel rispondere alla domanda dei giornalisti in merito al discorso critico nei confronti dell'Europa pronunciato ieri dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Forum di Davos
faccia della “quasi bancarotta”. vieni questo weekend a Sant Anton e dimmi se trovi una stanza d’albergo libera. e non mi nominare le dolomiti tra due settimane per carita’. tutto pieno a prezzi folli. e di la’ bombe, bombe, bombe. ma non vi sfiora mai questo pensiero mentre andate alla SPA dell’albergo con la compagna? e non avete tirato fuori un euro. nemmeno uno. che vergogna:-(
ps: forse capisco perchè ti piace la causa ucraina. è tutta una questione di dipendenza che vi accomuna, ora capisco tutto......
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
La faccia di bronzo degli spagnoli è qualcosa che mi lascia gelato.
https://www.globalist.it/intelligence/2 ... i-sanchez/
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Quindi: il governo spagnolo ha boicottato Israele sotto il punto di vista delle forniture militari (con scarsi effetti, ma questo è un altro discorso), ha dato ospitalità alla Flotilla senza troppo preoccuparsi di chi la componesse, ha permesso manifestazioni violente e il diffondersi di un clima d'odio antiebraico, la Diaz ha parlato di "dal fiume al mare" fingendo di non sapere cosa voglia dire questa espressione, e poi un giudice frigna sulla mancanza di "cooperazione" da parte di Tel Aviv. Ma io boh, roba da matti.Calama ha sottolineato che il mancato riscontro israeliano ha violato due accordi legali internazionali firmati dallo Stato e ha affermato che il comportamento di Israele nel caso Pegasus “squilibra la cooperazione internazionale e viola il principio di buona fede che dovrebbe governare i rapporti tra Stati”.
Il giudice aveva originariamente chiuso l’inchiesta nel luglio 2023, ma l’aveva riaperta alcuni mesi dopo, quando le autorità francesi avevano fornito informazioni sull’uso di Pegasus per infettare i telefoni di ministri, parlamentari, avvocati e giornalisti francesi.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
vorrei capire che c’entra l’alcool con le tue cazzate. della causa ucraina non puo’ importarmene di meno, l’ho detto 7000 volte. la minaccia russa mi preoccupa invece. e mi disturba alquanto che gente come te che non paga un euro si permetta di insultare chi sta sotto le bombe. che molti ucraini siano ubriaconi e’ evidente ma vorrei capire cosa c’entra. e non hai mai spiegato cosa vuol dire con “quasi in bancarotta”. in bancarotta o si e’ o non si e’. non c’e’ “quasi in bancarotta”. sei noto per i commenti intelligenti quindi potresti provare a spiegare. cosi’ per far ridere un po’ noi unriaconi stupidotti tra uno shot e l’altro.cicciuzzo ha scritto: ↑23/01/2026, 18:46meno alcool Est. molto meno alcool. Lamentati con Tajaniestdipendente ha scritto: ↑23/01/2026, 18:29cicciuzzo hai rotto le palle. Zelensky (pagliaccio) e’ un coglione e si muove male ma ha davanti un regime criminale pericolosissimo. che cazzo deve fare per attirare l’attenzione su di e’? e’ la sua gente che viene bombardata quotidianamente dal regime criminale mentre noi andiamo in massa a sciare e nei mari del sud allacicciuzzo ha scritto: ↑23/01/2026, 15:52Mi pare che l'Europa abbia garantito l'indipendenza dell'Ucraina facendo di tutto per sostenerla dal punto di vista politico, finanziario e militare. Quindi mi pare che il discorso non sia generoso". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Business Forum Italia-Germania, nel rispondere alla domanda dei giornalisti in merito al discorso critico nei confronti dell'Europa pronunciato ieri dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Forum di Davos
faccia della “quasi bancarotta”. vieni questo weekend a Sant Anton e dimmi se trovi una stanza d’albergo libera. e non mi nominare le dolomiti tra due settimane per carita’. tutto pieno a prezzi folli. e di la’ bombe, bombe, bombe. ma non vi sfiora mai questo pensiero mentre andate alla SPA dell’albergo con la compagna? e non avete tirato fuori un euro. nemmeno uno. che vergogna:-(
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Google for “ Il problema dell'antisemitismo moderno nel pensiero di Karl Marx”Floppy Disk ha scritto: ↑23/01/2026, 21:28La faccia di bronzo degli spagnoli è qualcosa che mi lascia gelato.
https://www.globalist.it/intelligence/2 ... i-sanchez/
Quindi: il governo spagnolo ha boicottato Israele sotto il punto di vista delle forniture militari (con scarsi effetti, ma questo è un altro discorso), ha dato ospitalità alla Flotilla senza troppo preoccuparsi di chi la componesse, ha permesso manifestazioni violente e il diffondersi di un clima d'odio antiebraico, la Diaz ha parlato di "dal fiume al mare" fingendo di non sapere cosa voglia dire questa espressione, e poi un giudice frigna sulla mancanza di "cooperazione" da parte di Tel Aviv. Ma io boh, roba da matti.Calama ha sottolineato che il mancato riscontro israeliano ha violato due accordi legali internazionali firmati dallo Stato e ha affermato che il comportamento di Israele nel caso Pegasus “squilibra la cooperazione internazionale e viola il principio di buona fede che dovrebbe governare i rapporti tra Stati”.
Il giudice aveva originariamente chiuso l’inchiesta nel luglio 2023, ma l’aveva riaperta alcuni mesi dopo, quando le autorità francesi avevano fornito informazioni sull’uso di Pegasus per infettare i telefoni di ministri, parlamentari, avvocati e giornalisti francesi.
Il Primo risultato è un pdf dell’accademiadellescienze.it
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Oscar: Quello che i miei studi non mi hanno ancora detto con certezza e’ se sono gli italiani a generare PD (senza articolo davanti come sinonimo di sostanza di scarto) o se e’ il PD a generare gli italiani.
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