[O.T.] DELITTI
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Re: [O.T.] DELITTI
saranno 3 settimane che continuano a parlare di garlasco..
hanno un pò rotto le palle...
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Re: [O.T.] DELITTI
https://napoli.corriere.it/notizie/cron ... 9xlk.shtml
che zarri. zone tribali.
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Re: [O.T.] DELITTI
avatar rendering 3D
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
Re: [O.T.] DELITTI
Il sentimento più sincero rimane sempre l'erezione
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Re: [O.T.] DELITTI
scusate ma appena pronunciato il "soliloquio" nell'audio Sempio dice di sapere di essere intercettato in macchina...dunque che valore probatorio può avere? bisogna presupporre che sia così scemo da confessare? uno potrebbe addirittura pensare che stesse trollando
Subito dopo il soliloquio, Sempio accosta - si sente il rumore della freccia e di una portiera che si apre - per far salire una amica. "Sono abbastanza sicuro che qua ascoltano...", le dice.
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
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Re: [O.T.] DELITTI
Sempio viene presentato come sicuro colpevole da quegli stessi giornalisti e media che prima facevano uguale con Stasi
"Ma supponiamo che, oggigiorno, si scopra che una nazione abbia acquisito un immenso sviluppo militare o economico a spese di un altro o molti altri....per un tale turbamento dell'equilibrio l'uomo non ha ancora scoperto alcun metodo di risoluzione pacifica...esso può essere rettificato solo con uno scoppio di violenza - una guerra" (Élie Halévy)
Re: [O.T.] DELITTI
Esiste solo una condizione peggiore di quella del presunto innocente nelle mire di una procura: è quella del presunto innocente finito in mezzo a uno scontro fra diverse procure e apparati investigativi che lottano per salvare la faccia.
(guido vitiello)
(guido vitiello)
La verginità è un ottima cosa perché capisci meglio cosa è vero e cosa invece è falso.
Re: [O.T.] DELITTI
Perchè i figli di Bill Gates o Melinda non lo imitano? Renderebbero un servizio alla specie umana
Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, hanno arrestato Jonathan Andic, sospettato dell'omicidio del padre, Isak Andic, fondatore del marchio di abbigliamento Mango, morto il 14 dicembre 2024 in seguito a una caduta lungo un sentiero sul monte Montserrat. Jonathan era già indagato in un caso coperto da segreto istruttorio e la polizia catalana ha deciso di arrestarlo come misura preliminare prima di deferirlo al giudice.
L’arresto di Jonathan Andic
L'arresto è avvenuto in mattinata nell'abitazione di Jonathan, dopo mesi di speculazioni sul suo possibile arresto o sulla sua convocazione diretta davanti a un giudice. La polizia ha infine optato per l'arresto, ma solo per trasferirlo a Martorell (Barcellona) e portarlo davanti al giudice, che raccoglierà la sua deposizione in qualità di sospettato. La polizia catalana considera Jonathan Andic un sospettato per la morte del padre almeno dall'ottobre dello scorso anno.
Le contraddizioni nelle dichiarazioni del figlio
Dopo aver notato diverse contraddizioni nelle due dichiarazioni rese in qualità di testimone, gli inquirenti hanno approfondito le indagini. Mentre usciva dal negozio Mango, gli agenti hanno chiesto a Jonathan il cellulare, che lui ha consegnato spontaneamente. Da allora il dispositivo è stato analizzato alla ricerca di messaggi che possano fornire indizi su un possibile movente del presunto crimine.
La morte del fondatore di Mango sul monte Montserrat
Isak Andic è morto all'età di 71 anni durante un'escursione sul monte Montserrat, accompagnato solo da Jonathan, il maggiore dei suoi tre figli. Il fondatore di Mango è precipitato da un'altezza di oltre 100 metri. Gli investigatori hanno scoperto che pochi giorni prima dell'incidente il figlio maggiore si era recato nello stesso luogo; secondo fonti della difesa, per prepararsi all'escursione. L'inchiesta ha confermato che padre e figlio avevano un rapporto a tratti conflittuale, soprattutto per quanto riguarda il ruolo di Jonathan nella gestione dell'azienda.
I rapporti difficili tra padre e figlio nella gestione di Mango
Isak Andic aveva deciso di affidare l'azienda al figlio maggiore nel 2014, ma dovette tornare un anno dopo per formare una nuova squadra e rilanciare il gruppo. Questa successione affrettata non funzionò e, secondo fonti vicine all'inchiesta, incrinò il rapporto tra i due.
La disputa sull’eredità dopo la morte di Isak Andic
Anche i rapporti familiari si sono inaspriti dopo la morte dell'imprenditore. La moglie e i figli hanno infatti avviato una disputa sull'eredità. Il testamento, firmato da Andic davanti a un notaio nel luglio 2023, prevedeva un'equa divisione del patrimonio tra i tre figli e includeva anche un legato, indicando che determinate somme di denaro e beni dovessero essere destinati a persone specifiche.
L'imprenditore — l'uomo più ricco della Catalogna con un patrimonio stimato in 4,5 miliardi di euro, secondo Forbes — aveva lasciato alla compagna cinque milioni di euro, cifra ritenuta insufficiente dalla donna, che ne aveva chiesti 70. Dopo lunghe trattative, i figli e la compagna hanno raggiunto un accordo preliminare per una divisione di 30 mln di euro.
Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, hanno arrestato Jonathan Andic, sospettato dell'omicidio del padre, Isak Andic, fondatore del marchio di abbigliamento Mango, morto il 14 dicembre 2024 in seguito a una caduta lungo un sentiero sul monte Montserrat. Jonathan era già indagato in un caso coperto da segreto istruttorio e la polizia catalana ha deciso di arrestarlo come misura preliminare prima di deferirlo al giudice.
L’arresto di Jonathan Andic
L'arresto è avvenuto in mattinata nell'abitazione di Jonathan, dopo mesi di speculazioni sul suo possibile arresto o sulla sua convocazione diretta davanti a un giudice. La polizia ha infine optato per l'arresto, ma solo per trasferirlo a Martorell (Barcellona) e portarlo davanti al giudice, che raccoglierà la sua deposizione in qualità di sospettato. La polizia catalana considera Jonathan Andic un sospettato per la morte del padre almeno dall'ottobre dello scorso anno.
Le contraddizioni nelle dichiarazioni del figlio
Dopo aver notato diverse contraddizioni nelle due dichiarazioni rese in qualità di testimone, gli inquirenti hanno approfondito le indagini. Mentre usciva dal negozio Mango, gli agenti hanno chiesto a Jonathan il cellulare, che lui ha consegnato spontaneamente. Da allora il dispositivo è stato analizzato alla ricerca di messaggi che possano fornire indizi su un possibile movente del presunto crimine.
La morte del fondatore di Mango sul monte Montserrat
Isak Andic è morto all'età di 71 anni durante un'escursione sul monte Montserrat, accompagnato solo da Jonathan, il maggiore dei suoi tre figli. Il fondatore di Mango è precipitato da un'altezza di oltre 100 metri. Gli investigatori hanno scoperto che pochi giorni prima dell'incidente il figlio maggiore si era recato nello stesso luogo; secondo fonti della difesa, per prepararsi all'escursione. L'inchiesta ha confermato che padre e figlio avevano un rapporto a tratti conflittuale, soprattutto per quanto riguarda il ruolo di Jonathan nella gestione dell'azienda.
I rapporti difficili tra padre e figlio nella gestione di Mango
Isak Andic aveva deciso di affidare l'azienda al figlio maggiore nel 2014, ma dovette tornare un anno dopo per formare una nuova squadra e rilanciare il gruppo. Questa successione affrettata non funzionò e, secondo fonti vicine all'inchiesta, incrinò il rapporto tra i due.
La disputa sull’eredità dopo la morte di Isak Andic
Anche i rapporti familiari si sono inaspriti dopo la morte dell'imprenditore. La moglie e i figli hanno infatti avviato una disputa sull'eredità. Il testamento, firmato da Andic davanti a un notaio nel luglio 2023, prevedeva un'equa divisione del patrimonio tra i tre figli e includeva anche un legato, indicando che determinate somme di denaro e beni dovessero essere destinati a persone specifiche.
L'imprenditore — l'uomo più ricco della Catalogna con un patrimonio stimato in 4,5 miliardi di euro, secondo Forbes — aveva lasciato alla compagna cinque milioni di euro, cifra ritenuta insufficiente dalla donna, che ne aveva chiesti 70. Dopo lunghe trattative, i figli e la compagna hanno raggiunto un accordo preliminare per una divisione di 30 mln di euro.
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
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Re: [O.T.] DELITTI
Il sentimento più sincero rimane sempre l'erezione
Re: [O.T.] DELITTI
Magyar Psycho
BUDAPEST - Ci sono tutti gli ingredienti per una serie di true crime, quelli che arrivano da una vicenda che sta facendo discutere l'Ungheria in queste ore. Un portantino di una clinica di Budapest avrebbe raccolto parti di cadavere e le avrebbe conservate nel suo appartamento. La polizia sta ora indagando sull'uomo, un trentenne, e già si parla di presunto caso di cannibalismo.
Durante una perquisizione domiciliare, gli agenti avrebbero sequestrato, tra le altre cose, ossa umane, una gamba completa, il dorso di una mano, diversi teschi e un volto umano preparato. Durante gli interrogatori, l'uomo avrebbe dichiarato di sentirsi attratto da parti del corpo umano e di averne già cucinate e mangiate alcune.
Le parti di cadavere se le sarebbe procurate in parte sul posto di lavoro, in parte le avrebbe dissotterrate in cimiteri in Ungheria e nella vicina Slovacchia. Avrebbe inoltre parlato apertamente della sua passione patologica in famiglia e tra gli amici. Della sua "collezione" avrebbe scattato delle foto, immagini che sono state subito sequestrate dalla polizia.
Il portantino era già stato arrestato provvisoriamente il 17 giugno. Attualmente si trova sotto sorveglianza giudiziaria. L'autorità giudiziaria sta indagando su di lui con il sospetto di turbamento della pace dei defunti.
BUDAPEST - Ci sono tutti gli ingredienti per una serie di true crime, quelli che arrivano da una vicenda che sta facendo discutere l'Ungheria in queste ore. Un portantino di una clinica di Budapest avrebbe raccolto parti di cadavere e le avrebbe conservate nel suo appartamento. La polizia sta ora indagando sull'uomo, un trentenne, e già si parla di presunto caso di cannibalismo.
Durante una perquisizione domiciliare, gli agenti avrebbero sequestrato, tra le altre cose, ossa umane, una gamba completa, il dorso di una mano, diversi teschi e un volto umano preparato. Durante gli interrogatori, l'uomo avrebbe dichiarato di sentirsi attratto da parti del corpo umano e di averne già cucinate e mangiate alcune.
Le parti di cadavere se le sarebbe procurate in parte sul posto di lavoro, in parte le avrebbe dissotterrate in cimiteri in Ungheria e nella vicina Slovacchia. Avrebbe inoltre parlato apertamente della sua passione patologica in famiglia e tra gli amici. Della sua "collezione" avrebbe scattato delle foto, immagini che sono state subito sequestrate dalla polizia.
Il portantino era già stato arrestato provvisoriamente il 17 giugno. Attualmente si trova sotto sorveglianza giudiziaria. L'autorità giudiziaria sta indagando su di lui con il sospetto di turbamento della pace dei defunti.
Re: [O.T.] DELITTI
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/ ... -T1-r35679
Solo in Italia ci possono essere condanne così assurde
Solo in Italia ci possono essere condanne così assurde
Il sentimento più sincero rimane sempre l'erezione
Re: [O.T.] DELITTI
follia totale del panpenalismocicciuzzo ha scritto: ↑26/06/2026, 16:05https://www.repubblica.it/cronaca/2026/ ... -T1-r35679
Solo in Italia ci possono essere condanne così assurde
lettura consigliata...
https://www.mulino.it/isbn/9788815285553#
La verginità è un ottima cosa perché capisci meglio cosa è vero e cosa invece è falso.
Re: [O.T.] DELITTI
cornuto e mazziato
a un po’ di tempo sospettava che la moglie avesse qualcosa da nascondere. Più passavano i giorni e più i dubbi prendevano forma. «Cosa starà succedendo? Avrà una storia con un altro?», era la domanda che lo tormentava senza tregua dalla mattina alla sera. Il timore che la sua dolce metà avesse un’altra relazione si faceva via via sempre più concreto: in questo senso il sospettato numero uno era un insegnante, collega della coniuge, entrambi impegnati in una scuola del capoluogo trentino. Un giorno il marito — anche lui nel mondo dell’istruzione, docente di musica — ha deciso di togliersi ogni dubbio. Voleva conoscere la verità una volta per tutte. Così si è recato nell’istituto scolastico in questione e, una volta entrato all’interno di un’aula, ha trovato la moglie proprio in compagnia del collega.
La rissa
Inutile il tentativo di arrivare a un chiarimento pacifico. I toni si sono accesi subito e, in un attimo, i due sono passati alle mani. Dopo una serie di spintoni reciproci, il presunto amante ha sferrato un pugno al volto del marito della donna, colpendolo dritto in un occhio. Un gancio violento, che gli ha provocato un danno permanente alla retina. I fatti risalgono all’ottobre del 2017 e la vicenda, dopo la presentazione della querela da parte della vittima (difesa dall’avvocato Nicola Degaudenz), si è spostata dalle aule dell’istituto scolastico a quelle del tribunale di Trento.
a sentenza di secondo grado
Nei giorni scorsi la Corte d’appello ha confermato la sentenza emessa in primo grado: per l’imputato è stata confermata una condanna a due anni di reclusione per lesioni personali gravi. Oltre alla pena l’uomo sarà anche costretto a pagare dieci mila euro di risarcimento per il danno provocato. Il presunto amante, nel corso del procedimento giudiziario, aveva comunque fin da subito negato ogni cosa: sia di avere una relazione con la donna, sia di aver colpito il marito della stessa con un pugno. Tuttavia, la valutazione clinica non avrebbe lasciato spazio a interpretazioni, indicando che il grave danno all’occhio fosse riconducibile a un trauma diretto piuttosto che a urto accidentale. Circostanza che, per la Corte d’appello, ha confermato la responsabilità dell’imputato per le gravi lesioni riportate dalla vittima. La condanna a due anni di reclusione e il risarcimento del danno da diecimila euro diventano così definitivi, a meno che non venga presentato ricorso in Cassazione.
a un po’ di tempo sospettava che la moglie avesse qualcosa da nascondere. Più passavano i giorni e più i dubbi prendevano forma. «Cosa starà succedendo? Avrà una storia con un altro?», era la domanda che lo tormentava senza tregua dalla mattina alla sera. Il timore che la sua dolce metà avesse un’altra relazione si faceva via via sempre più concreto: in questo senso il sospettato numero uno era un insegnante, collega della coniuge, entrambi impegnati in una scuola del capoluogo trentino. Un giorno il marito — anche lui nel mondo dell’istruzione, docente di musica — ha deciso di togliersi ogni dubbio. Voleva conoscere la verità una volta per tutte. Così si è recato nell’istituto scolastico in questione e, una volta entrato all’interno di un’aula, ha trovato la moglie proprio in compagnia del collega.
La rissa
Inutile il tentativo di arrivare a un chiarimento pacifico. I toni si sono accesi subito e, in un attimo, i due sono passati alle mani. Dopo una serie di spintoni reciproci, il presunto amante ha sferrato un pugno al volto del marito della donna, colpendolo dritto in un occhio. Un gancio violento, che gli ha provocato un danno permanente alla retina. I fatti risalgono all’ottobre del 2017 e la vicenda, dopo la presentazione della querela da parte della vittima (difesa dall’avvocato Nicola Degaudenz), si è spostata dalle aule dell’istituto scolastico a quelle del tribunale di Trento.
a sentenza di secondo grado
Nei giorni scorsi la Corte d’appello ha confermato la sentenza emessa in primo grado: per l’imputato è stata confermata una condanna a due anni di reclusione per lesioni personali gravi. Oltre alla pena l’uomo sarà anche costretto a pagare dieci mila euro di risarcimento per il danno provocato. Il presunto amante, nel corso del procedimento giudiziario, aveva comunque fin da subito negato ogni cosa: sia di avere una relazione con la donna, sia di aver colpito il marito della stessa con un pugno. Tuttavia, la valutazione clinica non avrebbe lasciato spazio a interpretazioni, indicando che il grave danno all’occhio fosse riconducibile a un trauma diretto piuttosto che a urto accidentale. Circostanza che, per la Corte d’appello, ha confermato la responsabilità dell’imputato per le gravi lesioni riportate dalla vittima. La condanna a due anni di reclusione e il risarcimento del danno da diecimila euro diventano così definitivi, a meno che non venga presentato ricorso in Cassazione.
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
VE LA MERITATE GEGGIA
Baalkaan hai la machina targata Sassari?
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