
[OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.

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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
ricapitolando:
1)quando la Russia bombarda e ammazza i civili viene (giustamente) denunciato a caratteri cubitali il nome Russia o Putin. Quando ad attaccare è Israele, scompare magicamente il nome dell'attaccante. Oppure quando stati uniti e "IDF" ammazzano i civili si tratta (ovviamente) di "errori".
2)Per contro, la parola Russia scompare magicamente se a vincere il Roland Garros è una tennista russa: la vincitrice diventa una "teenager siberiana" o "zarina", o parte l'immediata esaltazione dell'avversaria polacca. Le bandiere russe subito tolte dagli spalti.
A seconda delle circostanze e per motivi contrapposti, le parole "Russia" e "Israele" sono diventate due tabù impronunciabili.
1)quando la Russia bombarda e ammazza i civili viene (giustamente) denunciato a caratteri cubitali il nome Russia o Putin. Quando ad attaccare è Israele, scompare magicamente il nome dell'attaccante. Oppure quando stati uniti e "IDF" ammazzano i civili si tratta (ovviamente) di "errori".
2)Per contro, la parola Russia scompare magicamente se a vincere il Roland Garros è una tennista russa: la vincitrice diventa una "teenager siberiana" o "zarina", o parte l'immediata esaltazione dell'avversaria polacca. Le bandiere russe subito tolte dagli spalti.
A seconda delle circostanze e per motivi contrapposti, le parole "Russia" e "Israele" sono diventate due tabù impronunciabili.
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
la stampa americana (Bloomberg e New York times), che ogni tanto è un pochino meno indecente di quella italiana, riporta che in Libano Israele usa armi al fosforo e che dal 2022 la Russia sta aumentando costantemente il suo export di petrolio (nonostante gli attacchi alle raffinerie dei droni ucraini)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
a differenza di quello russo (che invade e massacra) l'esercito israeliano "si espande", "avanza", "conquista/riconquista", "prende/riprende". Commettendo ogni tanto qualche "errore".
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Bravo DDP, interessante questo confronto.
Sentivo il podcast di Cecilia Sala e diceva che il nuovo capo della sicurezza israeliana nominato da Netanyahu è un ebreo russo che non sa nemmeno l’inglese ed ha già svolto diverse missioni a Mosca
“L’ebreo a capo dell,Ucraina vuol far sanzionare Israele che compra il grano “rubato”, cioè delle zone occupate dai russi e quindi sotto embargo
Sentivo il podcast di Cecilia Sala e diceva che il nuovo capo della sicurezza israeliana nominato da Netanyahu è un ebreo russo che non sa nemmeno l’inglese ed ha già svolto diverse missioni a Mosca
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Di chi era il drone? (ci arriva pure geishaballs) e loro che bombardano Pietroburgo?
Lo ha riferito l’esercito lettone. Riga: “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti come questi”
Caccia della Nato hanno abbattuto stamattina un drone che era entrato nello spazio aereo della Lettonia. Lo ha riferito l’esercito di Riga.
“Nello spazio aereo lettone, sopra la regione di Latgale, i caccia della missione Nato Baltic Air Policing hanno abbattuto un velivolo senza pilota (drone) straniero che era entrato in Lettonia a seguito di un’azione di guerra elettromagnetica russa”, si legge in una nota del ministero della Difesa lettone, in cui si aggiunge che “le forze armate nazionali riferiscono che le minacce allo spazio aereo annunciate nei comuni di Aluksne, Ludza, Balvi e Rezekne sono cessate”. “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti in cui un velivolo senza pilota straniero entri o si avvicini allo spazio aereo lettone”.
Lo ha riferito l’esercito lettone. Riga: “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti come questi”
Caccia della Nato hanno abbattuto stamattina un drone che era entrato nello spazio aereo della Lettonia. Lo ha riferito l’esercito di Riga.
“Nello spazio aereo lettone, sopra la regione di Latgale, i caccia della missione Nato Baltic Air Policing hanno abbattuto un velivolo senza pilota (drone) straniero che era entrato in Lettonia a seguito di un’azione di guerra elettromagnetica russa”, si legge in una nota del ministero della Difesa lettone, in cui si aggiunge che “le forze armate nazionali riferiscono che le minacce allo spazio aereo annunciate nei comuni di Aluksne, Ludza, Balvi e Rezekne sono cessate”. “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti in cui un velivolo senza pilota straniero entri o si avvicini allo spazio aereo lettone”.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
per me è come ci dicono: drone ucraino, potenzialmente deviato con qualche interferenza elettronica.dostum ha scritto: ↑08/06/2026, 12:58Di chi era il drone? (ci arriva pure geishaballs) e loro che bombardano Pietroburgo?
Lo ha riferito l’esercito lettone. Riga: “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti come questi”
Caccia della Nato hanno abbattuto stamattina un drone che era entrato nello spazio aereo della Lettonia. Lo ha riferito l’esercito di Riga.
“Nello spazio aereo lettone, sopra la regione di Latgale, i caccia della missione Nato Baltic Air Policing hanno abbattuto un velivolo senza pilota (drone) straniero che era entrato in Lettonia a seguito di un’azione di guerra elettromagnetica russa”, si legge in una nota del ministero della Difesa lettone, in cui si aggiunge che “le forze armate nazionali riferiscono che le minacce allo spazio aereo annunciate nei comuni di Aluksne, Ludza, Balvi e Rezekne sono cessate”. “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti in cui un velivolo senza pilota straniero entri o si avvicini allo spazio aereo lettone”.
Tu invece quale verità alternativa ci proponi, l’altro giorno raccontavi che erano i paesi baltici a far partire i droni, confermi ancora queste informazioni a noi persone semplici?
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
beh se vogliono evitare di cadere in un campo e’ ovvio che usino aerei occidentali. cosa dovrebbero usare scusa?Drogato_ di_porno ha scritto: ↑08/06/2026, 10:08capitolo sanzioni patakka: Putin e la sua banda viaggiano su aerei occidentali
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
non divaghiamo, le sanzioni sono sta roba qui (non mi risulta che durante WWII Hitler andasse in giro a far shopping di navi inglesi o americane)estdipendente ha scritto: ↑08/06/2026, 17:49beh se vogliono evitare di cadere in un campo e’ ovvio che usino aerei occidentali. cosa dovrebbero usare scusa?
“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Certo ed anche questo non è stato affatto deviato ma spedito a provocare un casus belli e altro che persone semplici,siete pozzi di maliziaGeishaBalls ha scritto: ↑08/06/2026, 13:28per me è come ci dicono: drone ucraino, potenzialmente deviato con qualche interferenza elettronica.dostum ha scritto: ↑08/06/2026, 12:58Di chi era il drone? (ci arriva pure geishaballs) e loro che bombardano Pietroburgo?
Lo ha riferito l’esercito lettone. Riga: “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti come questi”
Caccia della Nato hanno abbattuto stamattina un drone che era entrato nello spazio aereo della Lettonia. Lo ha riferito l’esercito di Riga.
“Nello spazio aereo lettone, sopra la regione di Latgale, i caccia della missione Nato Baltic Air Policing hanno abbattuto un velivolo senza pilota (drone) straniero che era entrato in Lettonia a seguito di un’azione di guerra elettromagnetica russa”, si legge in una nota del ministero della Difesa lettone, in cui si aggiunge che “le forze armate nazionali riferiscono che le minacce allo spazio aereo annunciate nei comuni di Aluksne, Ludza, Balvi e Rezekne sono cessate”. “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti in cui un velivolo senza pilota straniero entri o si avvicini allo spazio aereo lettone”.
Tu invece quale verità alternativa ci proponi, l’altro giorno raccontavi che erano i paesi baltici a far partire i droni, confermi ancora queste informazioni a noi persone semplici?
MEGLIO LICANTROPI CHE FILANTROPI
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Il fact-checking che dimentica il fatto: quando l’informazione fa autogoal
7 Giugno 2026 di Francesco Ferrante in L'indiscreto

Ci sono momenti in cui il giornalismo non si limita a sbagliare. Fa qualcosa di peggio: trasforma l’errore in una dimostrazione pubblica di quanto sia fuori fuoco, incapace, in malafede.
Il caso della fotografia con gli studenti di una scuola ucraina a Vinnytsia, disposti in una formazione che senza ombra di dubbio richiama una svastica, rientra proprio in questa categoria. Non tanto per l’immagine in sé – che già di suo solleva domande – quanto per il modo in cui alcuni sedicenti fact-checker hanno reagito. Ed è lì che la cosa diventa interessante. Perché non è un episodio isolato, ma un piccolo esempio di una tendenza ormai piuttosto diffusa.
Parto da un punto semplice. Quella foto mostra dei ragazzi disposti in una forma che ricorda una svastica. Questo è quello che si vede. Non serve essere esperti, né storici, né analisti di simboli. Basta aver fatto un minimo di scuola.
A questo punto, il lavoro del giornalista dovrebbe essere lineare: capire il contesto, chiedere chi ha organizzato quella scena, raccogliere spiegazioni, riportarle. Fine. Poi il lettore si dovrebbe far da solo un’idea.
E invece no.
Qui entra in scena il fact-checker “militante”, che sempre più spesso sembra meno interessato a verificare i fatti e più a difendere una certa narrazione. E a quel punto succede qualcosa di curioso. Il problema non è più la foto in sé stessa, ma diventa chi la guarda e potrebbe farsi una opinione.
Non ci si chiede perché degli studenti siano stati messi in quella posizione. Ci si chiede perché qualcuno abbia fatto notare la somiglianza. Non si discute dell’opportunità di una rappresentazione così ambigua. Si mette in discussione chi la interpreta in un certo modo.
Il fatto, di colpo, perde la scena. Rimane solo il tentativo di minimizzare e spiegare perché non dovrebbe contare. È una tecnica abbastanza nota: si chiama reframing. In pratica, invece di affrontare il problema, si cambia il problema. Non si parla più dell’immagine, ma delle reazioni all’immagine.
E fin qui, nulla di nuovo. Ma in questo caso si arriva quasi al grottesco: perché nessuno nega che la svastica abbia origini antiche e significati diversi. È vero e lo si studia nei libri. Il punto però è un altro: oggi, in Europa, quel simbolo non è neutro. Neanche per scherzo. Fine.
Far finta che lo sia equivale a dire che una croce fiammeggiante negli USA può essere vista solo come decorazione, senza alcun legame con il Ku Klux Klan. Si può dire? Certo. Ha senso? Francamente no. Ed è qui che il fact-checking inciampa davvero. Perché avrebbe potuto ignorare la cosa, o trattarla con una nota veloce e chiuderla lì. Invece ha scelto di esporsi, di forzare la lettura, di “plasmare” il percepito del pubblico. Si chiama manipolazione, ma così ottiene l’effetto opposto.
Quando il lettore capisce che non stai cercando di spiegargli cosa è successo, ma di indirizzarlo verso una conclusione, la fiducia si rompe. E una volta che si rompe, è difficile rimetterla insieme.
Ma il problema, in fondo, non è questa foto, adesso, anche perché’ di simbologia nazista, immagini e video inequivocabili, l’Ucraina è piena. Piuttosto, è la tendenza generalizzata di buona parte del mainstream da un po’ di anni, una parte dell’informazione sembra aver smesso di limitarsi ai fatti e ha iniziato a gestire le percezioni. Non racconta solo cosa accade ma decide anche come dovrebbe essere interpretato. Non si concentra puramente sull’informare, ma tenta in ogni modo di influenzare.
E in quest’ottica, il fact-checking cambia funzione: non serve più a distinguere vero e falso (ammesso che avesse mai avuto genuinamente tale funzione), ma ciò che è “accettabile” da ciò che non lo è.
Il risultato è quasi inevitabile. Più cerchi di orientare il lettore in maniera così palese, più lo rendi sospettoso. Più provi a controllare il significato di un’immagine, più dai l’impressione che ci sia qualcosa da nascondere. E più insisti nel negare ciò che è evidente, più rafforzi l’idea che dietro ci sia una logica politica, non certo informativa.
La cosa paradossale è che la credibilità non nasce dalla perfezione. Nessuno pretende giornalisti infallibili. Gli errori si perdonano. Quello che il sano di mente non perdona è sentirsi accompagnato per mano verso una conclusione già decisa per lui.
Ed è esattamente questa sensazione che casi come questo finiscono per lasciare.
E la parte quasi demenziale? Nessuno li obbligava a intervenire così. La foto era già discutibile. Le domande c’erano già. Le polemiche sarebbero arrivate comunque. Eppure, si è scelto di alzare il livello dello scontro, offrendo ai critici un esempio perfetto di come il fact-checking non dovrebbe funzionare.
Se l’obiettivo era rassicurare, non ha funzionato. Se era rafforzare la fiducia, è successo il contrario. Se era dimostrare professionalità, il risultato è stato quello di sembrare difensivi, ideologici, cialtroni.
A margine, vale la pena menzionare le parole dello studioso ucraino Volodymyr Ishchenko, che sul punto è estremamente diretto: “L’interpretazione ‘svarga’ è una stronzata tanto quanto chiamare il Sieg Heil un saluto romano, poiché in Ucraina la simbologia fascista è stata normalizzata fin dal 2014”. Posizione scomoda, certo. Ma proprio per questo difficile da liquidare con acrobatiche piroette di parole o con un cambio di cornice narrativa.
Alla fine, quindi, la questione non è quella foto. È il modo di fare informazione in cui il fatto passa in secondo piano rispetto alla narrazione. E forse è proprio questo il punto più importante: quando quello che si vede entra in conflitto con quello che si vuole raccontare, di solito non è la realtà a perdere, ma quel poco di credibilità rimasta di chi prova a modellarla.
7 Giugno 2026 di Francesco Ferrante in L'indiscreto

Ci sono momenti in cui il giornalismo non si limita a sbagliare. Fa qualcosa di peggio: trasforma l’errore in una dimostrazione pubblica di quanto sia fuori fuoco, incapace, in malafede.
Il caso della fotografia con gli studenti di una scuola ucraina a Vinnytsia, disposti in una formazione che senza ombra di dubbio richiama una svastica, rientra proprio in questa categoria. Non tanto per l’immagine in sé – che già di suo solleva domande – quanto per il modo in cui alcuni sedicenti fact-checker hanno reagito. Ed è lì che la cosa diventa interessante. Perché non è un episodio isolato, ma un piccolo esempio di una tendenza ormai piuttosto diffusa.
Parto da un punto semplice. Quella foto mostra dei ragazzi disposti in una forma che ricorda una svastica. Questo è quello che si vede. Non serve essere esperti, né storici, né analisti di simboli. Basta aver fatto un minimo di scuola.
A questo punto, il lavoro del giornalista dovrebbe essere lineare: capire il contesto, chiedere chi ha organizzato quella scena, raccogliere spiegazioni, riportarle. Fine. Poi il lettore si dovrebbe far da solo un’idea.
E invece no.
Qui entra in scena il fact-checker “militante”, che sempre più spesso sembra meno interessato a verificare i fatti e più a difendere una certa narrazione. E a quel punto succede qualcosa di curioso. Il problema non è più la foto in sé stessa, ma diventa chi la guarda e potrebbe farsi una opinione.
Non ci si chiede perché degli studenti siano stati messi in quella posizione. Ci si chiede perché qualcuno abbia fatto notare la somiglianza. Non si discute dell’opportunità di una rappresentazione così ambigua. Si mette in discussione chi la interpreta in un certo modo.
Il fatto, di colpo, perde la scena. Rimane solo il tentativo di minimizzare e spiegare perché non dovrebbe contare. È una tecnica abbastanza nota: si chiama reframing. In pratica, invece di affrontare il problema, si cambia il problema. Non si parla più dell’immagine, ma delle reazioni all’immagine.
E fin qui, nulla di nuovo. Ma in questo caso si arriva quasi al grottesco: perché nessuno nega che la svastica abbia origini antiche e significati diversi. È vero e lo si studia nei libri. Il punto però è un altro: oggi, in Europa, quel simbolo non è neutro. Neanche per scherzo. Fine.
Far finta che lo sia equivale a dire che una croce fiammeggiante negli USA può essere vista solo come decorazione, senza alcun legame con il Ku Klux Klan. Si può dire? Certo. Ha senso? Francamente no. Ed è qui che il fact-checking inciampa davvero. Perché avrebbe potuto ignorare la cosa, o trattarla con una nota veloce e chiuderla lì. Invece ha scelto di esporsi, di forzare la lettura, di “plasmare” il percepito del pubblico. Si chiama manipolazione, ma così ottiene l’effetto opposto.
Quando il lettore capisce che non stai cercando di spiegargli cosa è successo, ma di indirizzarlo verso una conclusione, la fiducia si rompe. E una volta che si rompe, è difficile rimetterla insieme.
Ma il problema, in fondo, non è questa foto, adesso, anche perché’ di simbologia nazista, immagini e video inequivocabili, l’Ucraina è piena. Piuttosto, è la tendenza generalizzata di buona parte del mainstream da un po’ di anni, una parte dell’informazione sembra aver smesso di limitarsi ai fatti e ha iniziato a gestire le percezioni. Non racconta solo cosa accade ma decide anche come dovrebbe essere interpretato. Non si concentra puramente sull’informare, ma tenta in ogni modo di influenzare.
E in quest’ottica, il fact-checking cambia funzione: non serve più a distinguere vero e falso (ammesso che avesse mai avuto genuinamente tale funzione), ma ciò che è “accettabile” da ciò che non lo è.
Il risultato è quasi inevitabile. Più cerchi di orientare il lettore in maniera così palese, più lo rendi sospettoso. Più provi a controllare il significato di un’immagine, più dai l’impressione che ci sia qualcosa da nascondere. E più insisti nel negare ciò che è evidente, più rafforzi l’idea che dietro ci sia una logica politica, non certo informativa.
La cosa paradossale è che la credibilità non nasce dalla perfezione. Nessuno pretende giornalisti infallibili. Gli errori si perdonano. Quello che il sano di mente non perdona è sentirsi accompagnato per mano verso una conclusione già decisa per lui.
Ed è esattamente questa sensazione che casi come questo finiscono per lasciare.
E la parte quasi demenziale? Nessuno li obbligava a intervenire così. La foto era già discutibile. Le domande c’erano già. Le polemiche sarebbero arrivate comunque. Eppure, si è scelto di alzare il livello dello scontro, offrendo ai critici un esempio perfetto di come il fact-checking non dovrebbe funzionare.
Se l’obiettivo era rassicurare, non ha funzionato. Se era rafforzare la fiducia, è successo il contrario. Se era dimostrare professionalità, il risultato è stato quello di sembrare difensivi, ideologici, cialtroni.
A margine, vale la pena menzionare le parole dello studioso ucraino Volodymyr Ishchenko, che sul punto è estremamente diretto: “L’interpretazione ‘svarga’ è una stronzata tanto quanto chiamare il Sieg Heil un saluto romano, poiché in Ucraina la simbologia fascista è stata normalizzata fin dal 2014”. Posizione scomoda, certo. Ma proprio per questo difficile da liquidare con acrobatiche piroette di parole o con un cambio di cornice narrativa.
Alla fine, quindi, la questione non è quella foto. È il modo di fare informazione in cui il fatto passa in secondo piano rispetto alla narrazione. E forse è proprio questo il punto più importante: quando quello che si vede entra in conflitto con quello che si vuole raccontare, di solito non è la realtà a perdere, ma quel poco di credibilità rimasta di chi prova a modellarla.
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
bè non dimentichiamoci che abbiamo avuto questo, sempre uno spettacolo da riascoltare.
Cremonesi batte tutti per distacco, una delle più alte vette raggiunte dal giornalismo occidentale-mitologico-scandinavo
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“Via, finito. L'ho dato via per l'America. L'ho regalato alla patria, alla democrazia. Così va meglio. A posto. Tutto bene. Ho donato il mio pisellino insensibile all'America. Ho donato il mio giovane pisellino alla democrazia. È perduto, non sente più nulla, finito chissà dove, là, vicino al fiume, fra le urla dell'artiglieria. Oh Dio, Dio, ridammelo! L'ho donato alla patria, l'ho immolato per tutto il paese. Ho dato il pisello per John Wayne e Howdy Doody, per Castiglia e Sparky il barbiere. Non mi ha mai detto nessuno che sarei tornato dalla guerra senza pene. Ma adesso sono tornato, la testa mi scoppia e non so cosa fare.” (Ron Kovic)
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Re: [OT] Signore e signori: la guerra.
Perché la NATO ha intenzione di invadere la Russia? È la CIA di Trump che organizza queste cose? Oppure è quel pagliaccio di Zelensky, ma se è lui ch3 organizza non è più un pagliaccio… sono confusodostum ha scritto: ↑09/06/2026, 3:21Certo ed anche questo non è stato affatto deviato ma spedito a provocare un casus belli e altro che persone semplici,siete pozzi di maliziaGeishaBalls ha scritto: ↑08/06/2026, 13:28per me è come ci dicono: drone ucraino, potenzialmente deviato con qualche interferenza elettronica.dostum ha scritto: ↑08/06/2026, 12:58Di chi era il drone? (ci arriva pure geishaballs) e loro che bombardano Pietroburgo?
Lo ha riferito l’esercito lettone. Riga: “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti come questi”
Caccia della Nato hanno abbattuto stamattina un drone che era entrato nello spazio aereo della Lettonia. Lo ha riferito l’esercito di Riga.
“Nello spazio aereo lettone, sopra la regione di Latgale, i caccia della missione Nato Baltic Air Policing hanno abbattuto un velivolo senza pilota (drone) straniero che era entrato in Lettonia a seguito di un’azione di guerra elettromagnetica russa”, si legge in una nota del ministero della Difesa lettone, in cui si aggiunge che “le forze armate nazionali riferiscono che le minacce allo spazio aereo annunciate nei comuni di Aluksne, Ludza, Balvi e Rezekne sono cessate”. “Fintanto che l’aggressione della Russia in Ucraina continuerà, rimane possibile il ripetersi di incidenti in cui un velivolo senza pilota straniero entri o si avvicini allo spazio aereo lettone”.
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