Elena Rizza in arte Shelena
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Re: Elena Rizza in arte Shelena
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Amicus Plato,
sed magis amica veritas.
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Re: Elena Rizza in arte Shelena
Già stavamo a far polemica sui cazzi …
Ora iniziamo a farle anche per le fighe?

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Voi date poca cosa dando cio' che possedete. E'quando donate voi stessi che donate veramente.
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Giancarlo Nigro
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Re: Elena Rizza in arte Shelena
docu, eccoti un articolo recente su Shelena:
Shelena: da OnlyFans a Vixen e Blacked
Ci sono percorsi che nel porno si costruiscono lentamente, un passo alla volta. Quello di Elena Rizza, in arte Shelena, 25 anni, siciliana della provincia di Ragusa, è andato nella direzione opposta. In pochissimo tempo è passata da ragazza comune, con una sessualità del tutto ordinaria, a performer richiesta da alcune delle produzioni più importanti al mondo. Un salto così rapido da attirarle persino gli insulti di chi non credeva possibile un esordio simile.
L’inizio, nel 2021, non aveva nulla di programmato. “Ho aperto OnlyFans solo perché avevo alcune foto di nudo che avevo fatto con dei fotografi qui in zona, per fare qualcosina di soldi“, racconta. Da lì la crescita è arrivata gradualmente. “Ho iniziato a crescere sempre di più, dovevo portare contenuti sempre più aggiornati, così ho fatto video di masturbazione fino ad arrivare ai contenuti di coppia“.
La svolta è arrivata nel 2023, con una proposta importante che in un primo momento aveva rifiutato. “Sono stata contattata per partecipare alla Rocco Siffredi Academy, ma inizialmente avevo rifiutato perché non mi sentivo pronta per una cosa così importante“. Il secondo contatto, poco prima della chiusura delle iscrizioni, l’ha convinta. Ma senza alcuna aspettativa. “L’ho presa come una specie di vacanza, un modo per staccare dalla solita routine. Non avevo nessuna aspettativa, nemmeno di vincere“.
E invece ha vinto, arrivando prima davanti a Eva Generosi, in una gara che premiava molto più delle sole scene. “Hanno valutato un po’ tutto, sia le scene sia il rapporto con le altre ragazze“. La vittoria l’ha colta di sorpresa fino all’ultimo. “Quando davano le premiazioni partivano dal terzo posto. Al terzo pensavo: dai, sono io. Non ero io. Poi il secondo, e pensavo di essere quella. Invece ero la prima. Sono rimasta un po’ così sul momento“.
Fino a quel momento Shelena non aveva un background particolare in questo tipo di esperienze: le sue prime volte assolute le ha vissute direttamente lavorando, all’Academy. “Lì ho fatto due orgie, ed è stata la mia prima orgia in assoluto, perché al di fuori del lavoro non avevo mai fatto cose del genere“. Nonostante questo, racconta di aver affrontato tutto con naturalezza. “Mi sono sentita tranquilla e libera, ho fatto tutto in modo molto naturale, mi sono proprio buttata“. Persino una gang bang, che sul versante femminile può intimidire, l’ha gestita senza problemi. “È fattibile, perché è sempre una o due persone alla volta. Ci alternavamo: appena si finiva con uno si passava, e nel frattempo si flirtava con un altro“.
Subito dopo l’Academy è arrivato il debutto con nomi che pesano, un salto notevole per chi aveva iniziato da così poco. “Ho iniziato direttamente con Vixen, che è una delle più grandi produzioni al mondo, poi Blacked e altre“. Le riprese, tra Portogallo e Spagna, le hanno mostrato il livello di cura di certe produzioni. “Vixen e Blacked sono molto precisi. Si iniziava la mattina presto, il trucco, i capelli, l’outfit doveva essere perfetto, e si girava tutto il giorno. Se c’era anche un minimo dubbio, pure sulle luci, si rifaceva“.
Un approccio agli antipodi rispetto ad altre esperienze più sbrigative. “Mi è capitato in altre produzioni di girare e firmare i documenti in trenta o quaranta minuti“. La differenza, per lei, si vede nel risultato. “Con Vixen è uscito un video di trenta-quaranta minuti, con tutta la parte della storia iniziale. Lì sono rimasta davvero soddisfatta“.
A giocare a suo favore, oltre alla bravura, è stata la naturalezza della sua immagine, un tratto che le produzioni cercano. “Sono tutta naturale, non ho niente di rifatto, non ho tatuaggi.” Un’estetica giovane e genuina che, come si sottolinea nel podcast, è particolarmente ricercata per certe scene.
Il paradosso della storia di Shelena è che il suo esordio fulmineo, invece di essere accolto con entusiasmo, le è valso critiche pesanti. Entrata nel settore senza conoscerne quasi nulla, si è ritrovata bersaglio di attacchi proprio per aver debuttato con produzioni ai vertici. “Non conoscevo niente di niente. Quando ho fatto Vixen ho letto gente che mi insultava, addirittura, perché avevo iniziato con una produzione troppo grossa, dove altre ragazze avevano provato a girare senza riuscirci dopo anni di lavoro“. Erano commenti che circolavano online, alcuni particolarmente duri. “Ho visto proprio degli insulti pesanti“.
Sul set Shelena ha costruito rapporti che a volte nascono nei modi più insoliti. Il primo incontro con Raul Costa, oggi tra i suoi preferiti, è avvenuto proprio girando. “Ci siamo conosciuti direttamente sul set, mentre stavamo scopando. Lui mi fa: piacere“. Tra le colleghe come punto di riferimento indica un nome preciso, apprezzato soprattutto per l’atteggiamento verso il mestiere. “Mi piace molto Valentina Nappi, dal punto di vista della mentalità più che altro. Lavora benissimo e la stimo in tutto“.
Shelena: da OnlyFans a Vixen e Blacked
Ci sono percorsi che nel porno si costruiscono lentamente, un passo alla volta. Quello di Elena Rizza, in arte Shelena, 25 anni, siciliana della provincia di Ragusa, è andato nella direzione opposta. In pochissimo tempo è passata da ragazza comune, con una sessualità del tutto ordinaria, a performer richiesta da alcune delle produzioni più importanti al mondo. Un salto così rapido da attirarle persino gli insulti di chi non credeva possibile un esordio simile.
L’inizio, nel 2021, non aveva nulla di programmato. “Ho aperto OnlyFans solo perché avevo alcune foto di nudo che avevo fatto con dei fotografi qui in zona, per fare qualcosina di soldi“, racconta. Da lì la crescita è arrivata gradualmente. “Ho iniziato a crescere sempre di più, dovevo portare contenuti sempre più aggiornati, così ho fatto video di masturbazione fino ad arrivare ai contenuti di coppia“.
La svolta è arrivata nel 2023, con una proposta importante che in un primo momento aveva rifiutato. “Sono stata contattata per partecipare alla Rocco Siffredi Academy, ma inizialmente avevo rifiutato perché non mi sentivo pronta per una cosa così importante“. Il secondo contatto, poco prima della chiusura delle iscrizioni, l’ha convinta. Ma senza alcuna aspettativa. “L’ho presa come una specie di vacanza, un modo per staccare dalla solita routine. Non avevo nessuna aspettativa, nemmeno di vincere“.
E invece ha vinto, arrivando prima davanti a Eva Generosi, in una gara che premiava molto più delle sole scene. “Hanno valutato un po’ tutto, sia le scene sia il rapporto con le altre ragazze“. La vittoria l’ha colta di sorpresa fino all’ultimo. “Quando davano le premiazioni partivano dal terzo posto. Al terzo pensavo: dai, sono io. Non ero io. Poi il secondo, e pensavo di essere quella. Invece ero la prima. Sono rimasta un po’ così sul momento“.
Fino a quel momento Shelena non aveva un background particolare in questo tipo di esperienze: le sue prime volte assolute le ha vissute direttamente lavorando, all’Academy. “Lì ho fatto due orgie, ed è stata la mia prima orgia in assoluto, perché al di fuori del lavoro non avevo mai fatto cose del genere“. Nonostante questo, racconta di aver affrontato tutto con naturalezza. “Mi sono sentita tranquilla e libera, ho fatto tutto in modo molto naturale, mi sono proprio buttata“. Persino una gang bang, che sul versante femminile può intimidire, l’ha gestita senza problemi. “È fattibile, perché è sempre una o due persone alla volta. Ci alternavamo: appena si finiva con uno si passava, e nel frattempo si flirtava con un altro“.
Subito dopo l’Academy è arrivato il debutto con nomi che pesano, un salto notevole per chi aveva iniziato da così poco. “Ho iniziato direttamente con Vixen, che è una delle più grandi produzioni al mondo, poi Blacked e altre“. Le riprese, tra Portogallo e Spagna, le hanno mostrato il livello di cura di certe produzioni. “Vixen e Blacked sono molto precisi. Si iniziava la mattina presto, il trucco, i capelli, l’outfit doveva essere perfetto, e si girava tutto il giorno. Se c’era anche un minimo dubbio, pure sulle luci, si rifaceva“.
Un approccio agli antipodi rispetto ad altre esperienze più sbrigative. “Mi è capitato in altre produzioni di girare e firmare i documenti in trenta o quaranta minuti“. La differenza, per lei, si vede nel risultato. “Con Vixen è uscito un video di trenta-quaranta minuti, con tutta la parte della storia iniziale. Lì sono rimasta davvero soddisfatta“.
A giocare a suo favore, oltre alla bravura, è stata la naturalezza della sua immagine, un tratto che le produzioni cercano. “Sono tutta naturale, non ho niente di rifatto, non ho tatuaggi.” Un’estetica giovane e genuina che, come si sottolinea nel podcast, è particolarmente ricercata per certe scene.
Il paradosso della storia di Shelena è che il suo esordio fulmineo, invece di essere accolto con entusiasmo, le è valso critiche pesanti. Entrata nel settore senza conoscerne quasi nulla, si è ritrovata bersaglio di attacchi proprio per aver debuttato con produzioni ai vertici. “Non conoscevo niente di niente. Quando ho fatto Vixen ho letto gente che mi insultava, addirittura, perché avevo iniziato con una produzione troppo grossa, dove altre ragazze avevano provato a girare senza riuscirci dopo anni di lavoro“. Erano commenti che circolavano online, alcuni particolarmente duri. “Ho visto proprio degli insulti pesanti“.
Sul set Shelena ha costruito rapporti che a volte nascono nei modi più insoliti. Il primo incontro con Raul Costa, oggi tra i suoi preferiti, è avvenuto proprio girando. “Ci siamo conosciuti direttamente sul set, mentre stavamo scopando. Lui mi fa: piacere“. Tra le colleghe come punto di riferimento indica un nome preciso, apprezzato soprattutto per l’atteggiamento verso il mestiere. “Mi piace molto Valentina Nappi, dal punto di vista della mentalità più che altro. Lavora benissimo e la stimo in tutto“.
Re: Elena Rizza in arte Shelena
secondo IAFD : 1 scena
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...ma fa anal??? (by Trez 2001)
La nostra Clara è troppo avanti, del tipo se uno fa una scoreggia lei l'ha già annusata prima che esca dal buco del culo. (Trez 2015)
Ma lei accoglie nel suo petite derrière? (Trez 2025)
La nostra Clara è troppo avanti, del tipo se uno fa una scoreggia lei l'ha già annusata prima che esca dal buco del culo. (Trez 2015)
Ma lei accoglie nel suo petite derrière? (Trez 2025)
- Gargarozzo
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Re: Elena Rizza in arte Shelena
Trez non chiede piú... Trez sa
Amicus Plato,
sed magis amica veritas.
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Re: Elena Rizza in arte Shelena
Poco nota ancora nel mainstream
Dovrebbe lavorare molto nella comunicazione…
Se no è tutto inutile chiudersi in una nicchia …
io e zio Giancarlo dovremo lavorarci un po su ma nsomma qlc dritta già l ho fatta emergere
Voce la voce è una delle cose principali se si vuole farsi ricordare …
Dovrebbe lavorare molto nella comunicazione…
Se no è tutto inutile chiudersi in una nicchia …
io e zio Giancarlo dovremo lavorarci un po su ma nsomma qlc dritta già l ho fatta emergere
Voce la voce è una delle cose principali se si vuole farsi ricordare …
Voi date poca cosa dando cio' che possedete. E'quando donate voi stessi che donate veramente.
-Kahlil Gibran-
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